Ci sono date destinate a scolpirsi a caratteri cubitali nella memoria collettiva di una città. Il 19 marzo 2023 è, per distacco, la più fulgida della storia recente del Catanzaro. Esattamente tre anni fa, sul prato dell’Arechi di Salerno, le Aquile spezzavano un incantesimo maligno durato diciannove, logoranti stagioni. Una cavalcata trionfale che non solo ha sancito il meritato ritorno in Serie B, ma ha riscritto i paradigmi del calcio di Lega Pro. Lungi dall’essere un mero ricordo nostalgico, quell’impresa rappresenta la pietra angolare su cui la società giallorossa ha edificato il proprio solido presente in cadetteria. Ripercorriamo le tappe, i numeri e le emozioni di una domenica letteralmente irripetibile.
La liberazione dell’Arechi e la fine della “maledizione”
Il teatro dell’apoteosi fu lo stadio Arechi di Salerno, scelto per ospitare la sfida in trasferta contro la Gelbison. In palio c’era molto più dei tre punti: c’era la possibilità concreta di spazzare via la “maledizione” dei play-off, un labirinto sportivo che negli anni precedenti aveva inghiottito le speranze e i sogni del popolo catanzarese.
Sospinti da un esodo biblico di 10.000 tifosi giallorossi, i ragazzi guidati in panchina da Vincenzo Vivarini centrarono la certezza aritmetica della promozione con ben cinque giornate d’anticipo rispetto alla fine della stagione regolare. Ad apporre la firma in calce a quel capolavoro furono il “Re” Pietro Iemmello, autore della rete stappa-partita, ed Enrico Brignola, che al 93esimo minuto fece esplodere definitivamente la festa siglando il definitivo 2-0. L’immagine simbolo di quel pomeriggio restano le lacrime liberatorie di capitan Martinelli al triplice fischio: un pianto genuino che racchiudeva le sofferenze sportive di quasi due decenni di calcio minore.
I numeri inarrivabili della macchina di Vivarini
Se l’epilogo fu romanticamente perfetto, il percorso per arrivarci rasentò la perfezione assoluta, figlio della lungimirante programmazione del presidente Floriano Noto e dell’impianto tattico magistrale disegnato da Vincenzo Vivarini. Non a caso, il tecnico abruzzese venne successivamente insignito della Panchina d’Oro di Serie C per aver proposto un calcio totale, dominante e spiccatamente propositivo.
Il “miracolo giallorosso” polverizzò ogni primato, facendo del Catanzaro la prima squadra nella storia del calcio italiano a festeggiare una promozione prima ancora dell’inizio della primavera. Il pallottoliere statistico di quella stagione fa ancora stropicciare gli occhi agli addetti ai lavori:
- 96 punti complessivi, un bottino spaventoso che scavò un baratro incolmabile di 16 punti dalla seconda in classifica.
- Il miglior attacco in assoluto dell’intero panorama calcistico nazionale, con la mostruosa cifra di 102 gol fatti.
- La miglior difesa, capace di blindare la propria porta e incassare appena 21 reti in tutto l’arco del torneo.
- La consacrazione definitiva, nella sua terra, di Pietro Iemmello, capocannoniere indiscusso e trascinatore tecnico con 28 reti stagionali.
Una città in delirio sulle note di “Freed From Desire”
Mentre a Salerno si consumava l’estasi sportiva, il capoluogo calabrese si trasformava in un catino ribollente di pura gioia. Alla notizia della promozione aritmetica, migliaia di catanzaresi si riversarono per le strade, colorando la città di giallorosso e dando vita a caroselli infiniti e spontanei.
La colonna sonora di quella giornata memorabile fu l’iconica hit anni ’90 “Freed From Desire” di Gala, riadattata dalla curva, sventolata sui bandieroni e cantata a squarciagola in ogni angolo, dal centro storico a Catanzaro Lido. Il culmine dell’onda emotiva si raggiunse in tarda serata, quando l’intera rosa rientrò in città per riabbracciare il suo popolo in un trionfale e affollatissimo ritorno allo stadio “Ceravolo”, illuminato a giorno dai fumogeni e dalla passione ritrovata di un’intera provincia.
A tre anni esatti di distanza da quel leggendario 19 marzo, l’eredità di quella squadra continua a permeare l’identità dell’US Catanzaro. Quella promozione non è mai stata considerata un traguardo finale, bensì il solido trampolino di lancio per riaffermare il blasone del club nel calcio che conta. Oggi, all’interno di un campionato di Serie B sempre più competitivo e livellato verso l’alto, la formazione attuale raccoglie i frutti di quella straordinaria programmazione, lottando a viso aperto contro corazzate costruite per la Serie A. L’obiettivo realistico e tangibile per la stagione in corso è quello di consolidare la posizione nelle zone nobili della classifica, blindando un piazzamento di rilievo in chiave play-off. Un traguardo da inseguire mantenendo intatta la filosofia di gioco e l’ambizione societaria, onorando, domenica dopo domenica, lo spirito invincibile di quel gruppo che tre anni fa fece la storia.
