C’è un filo azzurro, intessuto di trionfi continentali e profumo di grande calcio, che in questi giorni unisce il quartier generale dell’US Catanzaro a Giovino e il cammino della Nazionale Italiana Under 19. L’istantanea diffusa dalla FIGC, che ritrae fianco a fianco Alberto Aquilani e Alberto Bollini, non è solo la classica stretta di mano istituzionale tra chi ospita e chi è ospitato. È, a tutti gli effetti, un vertice tra due generazioni di Campioni d’Europa, uniti oggi da un obiettivo comune: la valorizzazione del talento puro.
Mentre l’Italia giovanile prepara la delicata volata della fase Elite di qualificazione all’Europeo, il centro sportivo giallorosso si è trasformato per qualche ora in un vero e proprio cenacolo calcistico, dove passato, presente e futuro si sono fusi in un’unica, affascinante narrazione.
Dal GRA all’Europa: i destini incrociati di due “Alberto”
L’incontro a bordo campo è stato l’occasione per riavvolgere il nastro di oltre vent’anni. Da una parte Alberto Aquilani, oggi architetto di un Catanzaro capace di incantare in Serie B, ma nel 2003 astro nascente del calcio italiano. In quell’anno, in Liechtenstein, l’allora centrocampista della Roma trascinò l’Italia Under 19 sul tetto d’Europa, battendo in finale il Portogallo e venendo incoronato come miglior giocatore assoluto del torneo.
Dall’altra parte Alberto Bollini, attuale Commissario Tecnico degli Azzurrini, capace di emulare quell’impresa esattamente vent’anni dopo: nel 2023 ha guidato la generazione dei classe 2004-2005 (con talenti del calibro di Pisilli e Pio Esposito) alla conquista del titolo continentale di categoria.
Tra i due non c’è solo l’alloro europeo a fare da collante, ma anche un vissuto intenso forgiato sui campi infuocati della Capitale nei primi anni Duemila. Bollini e Aquilani hanno ricordato i tempi dei caldissimi Derby Primavera di Roma: il primo sedeva sulla panchina di una Lazio formidabile, il secondo era il fiore all’occhiello della mediana giallorossa. Avversari di ieri, stimati colleghi di oggi.
Il laboratorio tattico e il ponte chiamato Liberali
Oltre all’amarcord, il confronto tra i due tecnici è scivolato rapidamente sull’attualità tattica e tecnica. Non è un segreto che Aquilani e Bollini condividano una filosofia calcistica votata al dominio del gioco, al palleggio e alla ricerca esasperata della qualità.
Il trait d’union perfetto tra il lavoro quotidiano del Catanzaro e le ambizioni della Nazionale porta un nome e un cognome: Mattia Liberali. Il fantasista classe 2007, stella dell’attuale Under 19, sta vivendo una stagione di consacrazione proprio in Calabria. Il lavoro di sgrezzamento e di inserimento nel calcio professionistico che Aquilani sta operando su Liberali è un assist formidabile per Bollini, che ritrova in azzurro un giocatore fisicamente più pronto, tatticamente più maturo e abituato a reggere le pressioni di una piazza esigente. Una sinergia perfetta tra club e Federazione.
L’abbraccio con i senatori e la rotta verso il Galles
A margine del vertice tecnico, l’allenamento a Giovino è stato anche teatro di piacevoli “carrambate”. Bollini si è intrattenuto calorosamente con capitan Pietro Iemmello e, soprattutto, con Marco D’Alessandro, rievocando i tempi in cui l’attuale esterno del Catanzaro muoveva i primi passi nel calcio che conta a Bergamo, sotto l’egida di Edy Reja e dello stesso Bollini come vice all’Atalanta.
Sorrisi, ricordi e pacche sulle spalle che lasciano ora spazio alla tensione agonistica. Il percorso dell’Italia verso la fase finale dell’Europeo (in programma a fine giugno in Galles) entra nella sua fase cruciale. Dopo il vittorioso esordio con l’Ungheria, gli Azzurrini di Bollini scenderanno in campo domani a Cosenza contro la Slovacchia, per poi fare ritorno sui Tre Colli.
L’appuntamento da segnare in rosso sul calendario è per martedì 31 marzo (ore 15:00) allo stadio “Nicola Ceravolo”. Contro la Turchia si deciderà il primato del girone e, di conseguenza, il pass per il Galles
