Il sipario si alza sui playoff e la pretattica svanisce. Nel chiuso della sala stampa, le parole di Alberto Aquilani tracciano la rotta del Catanzaro verso il delicato scontro diretto di domani sera. Il tecnico romano affronta i microfoni con la serenità di chi ha studiato a fondo l’avversario e la consapevolezza del momento sportivo. Battere l’Avellino significa spalancare le porte di un tabellone inseguito per mesi. La squadra arriva all’appuntamento respingendo la tentazione di gestire il doppio risultato a disposizione. L’imperativo categorico impone di azzerare le disattenzioni e sfruttare la spinta del “Ceravolo” per prolungare un cammino esaltante.
Aquilani, l’emozione del debutto e il rebus Iemmello
La vigilia si consuma tra l’adrenalina dell’evento e le certezze fisiche recuperate. L’attesa febbrile della piazza si scontra positivamente con il pragmatismo dello spogliatoio giallorosso. Riguardo alle condizioni del capitano, il mister spegne sul nascere ogni speculazione. «Sta meglio, sta bene ed è convocato per domani. Forse solo Koffi è da valutare, il resto sono tutti a disposizione». Avere Pietro Iemmello arruolabile garantisce un’arma tattica di primo livello per scompaginare lo schieramento irpino.
L’impatto con la post-season tocca corde profonde anche nell’animo dell’allenatore. Aver calcato palcoscenici internazionali in maglietta e calzoncini non anestetizza la tensione della panchina. «Da allenatore è sicuramente la partita più importante. C’è emozione legata al percorso bellissimo che abbiamo fatto. Non siamo la squadra costruita per stravincere, e questa leggerezza serve in serate del genere. Sono tranquillo, scendono in campo i ragazzi e conosco le loro qualità umane e tecniche: faranno una grande partita».
L’atteggiamento mentale e il fattore campo
La compagine campana arriverà in Calabria cavalcando l’onda dell’entusiasmo. I padroni di casa, dal canto loro, non temono abbassamenti di tensione. L’ipotesi di un gruppo appagato dalle recenti rotazioni viene smontata senza mezzi termini. «Se loro arrivano carichi, noi arriveremo ancora più carichi. Abbiamo lavorato in maniera dura e bene tutto l’anno per giocare questo tipo di partite, che si preparano da sole. Sappiamo che è uno scoglio importante, ma dovremo essere lucidi e maturi, perché è una gara secca che può durare 90 o 120 minuti».
Pensare al pareggio come scialuppa di salvataggio rappresenta un azzardo inaccettabile. Il regolamento premia il miglior piazzamento, eppure lo staff tecnico ha bandito questo calcolo dalle riunioni. «Non ne abbiamo parlato. Non possiamo e non dobbiamo ragionare in quel modo. Dobbiamo fare la nostra partita, non snaturarci e credere in quello che proponiamo, che è un’arma per noi essenziale». Il calore del pubblico farà la differenza. «Crediamo che in casa, con la nostra gente, possiamo dare fastidio a tutti. Quelli che ci staranno daranno la loro parte, come hanno sempre fatto».
Dettagli maniacali e alternative di spessore
Rispetto all’incrocio di campionato andato in scena un mese fa, il contesto agonistico cambia radicalmente pelle. La posta in palio altera l’inerzia delle giocate e punisce severamente le minime sbavature. «Affrontiamo una buona squadra, in fiducia. Per portare a casa il risultato bisogna fare una gara attenta sotto ogni punto di vista. Il dettaglio domani dovrà essere maniacale, perché a volte, quando lo abbassiamo, rischiamo di sporcare la partita. Spesso è una questione mentale e di motivazione, più che tecnica».
La rosa mette a disposizione frecce acuminate da scagliare a partita in corso. Il recupero totale di profili offensivi come Di Francesco e Oudin garantisce varianti in grado di sparigliare le carte. L’allenatore rivendica apertamente la gestione atletica dell’ultimo periodo. «Nessuno ha mai messo in dubbio la loro qualità. Il mio obiettivo era portarli al 100% per domani e ci siamo riusciti. Saranno sicuramente due armi a nostra disposizione».
La regular season ha già scolpito un piccolo capolavoro, regalando traguardi impronosticabili la scorsa estate. L’appagamento non abita però in questo spogliatoio. Centrare l’accesso alla doppia semifinale legittimerebbe il valore di un collettivo capace di impressionare gli addetti ai lavori. Il rettangolo verde impone di dimostrare il proprio spessore ogni volta che il pallone rotola. Inizia un torneo nuovo, spietato e senza margini di recupero. Andrà avanti chi saprà trasformare la pressione in energia pura.
