Il calcio, prima ancora che nei palazzi istituzionali, si pensa e si costruisce sull’erba dei centri sportivi. È da questo assunto fondamentale che nasce il tour operativo promosso dall’AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio), che in questi giorni ha fatto tappa in Calabria per una serie di incontri di altissimo profilo strategico e formativo.
Una delegazione d’eccezione, guidata dallo storico Presidente nazionale Renzo Ulivieri e dal Segretario Generale Luca Perdomi, affiancati dal Presidente AIAC Calabria Girolamo Mesiti, ha varcato i cancelli delle principali realtà professionistiche regionali. L’obiettivo? Uscire dalle aule di Coverciano per toccare con mano le dinamiche quotidiane, ascoltando la voce di chi il calcio lo insegna e lo pratica ogni giorno.
Il vertice giallorosso: Ulivieri incontra Aquilani
La tappa di Catanzaro ha rappresentato senza dubbio uno dei momenti più significativi del tour. Presso il quartier generale dell’US Catanzaro, i vertici dell’AIAC si sono confrontati a lungo con mister Alberto Aquilani e il suo staff tecnico.
L’incontro ha assunto i contorni di un affascinante ponte generazionale e metodologico: da una parte Renzo Ulivieri, memoria storica e decano della tattica italiana; dall’altra Alberto Aquilani, esponente di spicco della “nuova ondata” di tecnici emergenti, portatore di un calcio proattivo e moderno che sta trovando terreno fertile sui Tre Colli. Non si è trattato di una semplice visita di cortesia, ma di un tavolo di lavoro focalizzato sulle esigenze reali di chi deve gestire le pressioni, le innovazioni tecnologiche e le complessità tattiche del campionato di Serie B.
Un tour regionale: da Cosenza a Crotone
L’itinerario dell’Associazione Allenatori ha abbracciato l’intera geografia del calcio professionistico calabrese, certificando l’importanza del movimento sportivo regionale nel panorama nazionale.
Oltre al summit catanzarese, Ulivieri e la delegazione AIAC hanno fatto tappa a Cosenza, per un proficuo scambio di vedute con mister Antonio Buscè e il suo gruppo di lavoro, per poi spostarsi sulla fascia ionica, a Crotone, dove il focus si è spostato sulle dinamiche del campionato di Serie C attraverso l’incontro con il tecnico rossoblù Emilio Longo.
La missione dell’AIAC: crescere attraverso l’ascolto
Il messaggio lanciato dall’Associazione al termine di questo tour calabrese è inequivocabile: il progresso del calcio italiano non può essere calato dall’alto, ma deve necessariamente germogliare dalle fondamenta.
“Confronto diretto, esigenze reali, crescita condivisa”, è il manifesto programmatico ribadito dall’AIAC. In un’era in cui la figura dell’allenatore è sottoposta a mutamenti continui – dalla gestione dei dati analitici fino alle dinamiche relazionali con spogliatoi sempre più internazionali – ascoltare le istanze degli staff tecnici sul campo diventa un passaggio obbligato.
L’incontro tra Ulivieri e i tecnici delle compagini calabresi, con Aquilani in prima fila, testimonia la volontà di costruire il futuro della professione attraverso un dialogo osmotico. Perché solo comprendendo le reali difficoltà e le intuizioni quotidiane dei mister si possono tracciare le linee guida per la formazione degli allenatori di domani.
