Il triplice fischio chiude una stagione vissuta sul filo del rasoio. Sul campo della Zungrese, il Tiriolo vince per 3-0 la finale play-out di Seconda Categoria, scacciando i fantasmi della retrocessione. La “barca è al porto”, come recita il motto scelto dallo spogliatoio per celebrare l’obiettivo raggiunto. I novanta minuti decisivi hanno premiato un gruppo capace di isolarsi: lontano dalle chiacchiere da bar, la squadra ha fatto scudo attorno a sé. Giovani promesse e senatori hanno corso, lottato e sporcato le scarpe, portando a casa un risultato limpido in trasferta.
Il fattore Canino: cuore e parole giuste
Dietro questa impresa c’è la firma indelebile di Mister Canino. In una settimana carica di tensione, il tecnico è stato capace di toccare le corde giuste, trovando le parole esatte per motivare un gruppo che sentiva il peso di una stagione durissima. “Volevo fare questa impresa”, ha commentato a caldo il Mister, visibilmente commosso dopo aver scaricato tutta la pressione accumulata. La sua dote più grande è stata quella di convincere i ragazzi a giocare con il cuore, ottenendo in campo esattamente quanto chiesto durante la preparazione. Una vittoria che è anche il riscatto umano di un allenatore che non ha mai smesso di crederci.

La spinta della linea verde e l’unione del gruppo
Le dinamiche ambientali rischiavano di schiacciare le certezze tattiche, ma la rosa neroverde ha scelto la via della compattezza. Il motore propulsivo è stato garantito da una rosa infarcita di giovani che hanno messo in mostra una personalità tagliente. Buttati nella mischia in un match da dentro o fuori, non si sono nascosti: carattere e coraggio hanno compensato la fisiologica mancanza di malizia tattica. La scelta di scommettere su ragazzi alle prime armi ha pagato i dividendi sul rettangolo verde, ripagando gli sforzi di mesi faticosi passati ad accumulare esperienza.
Il campo come unico giudice
Salvarsi passando dalle forche caudine dei play-out logora i nervi. La gioia esplosa nello spogliatoio spazza via le tossine accumulate da settembre a oggi. Il progetto sportivo del club incassa una permanenza in categoria vitale. Chi ha anteposto il bene della maglia alle distrazioni ne esce vincitore assoluto.
L’archiviazione di questo torneo tormentato fissa un punto di ripartenza. Mantenere la Seconda Categoria garantisce solidità a una piazza dal tifo caldo. Ora la dirigenza dovrà gettare le basi del prossimo campionato, blindando le fondamenta umane di un gruppo che non ha voluto mollare. Le parole finiscono sempre quando inizia a rotolare il pallone.
