Filippo Pittarello, un bomber di gol veri con un illustre precedente

Filippo Pittarello, nato a Padova il 10 ottobre 1996. Tanti anni di differenza, ma ci fu una regione vicina alla sua con un grande bomber, Edi Bivi, nato infatti  a Lignano Sabbiadoro (Udine) l’11 gennaio 1960, che arrivò a Catanzaro nel 1981, proveniente dalla Mestrina in Serie C2 e pronto per la Serie A con la maglia giallorossa, iniziando a subire anche lui delle critiche, ma già alla prima di campionato riuscì a diventare l’idolo di tutti. Ed oggi ci prepariamo a raccontando con la passione di sempre. 

Dopo una stagione un po’ anonima, Pittarello in campionato ha giocato una Serie B ad alto livello, giocando a favore totale dei colorí giallorossi. Il suo impegno è stato assoluto. Chi lo critica per le doti tecniche sbaglia nella maniera più clamorosa, dimenticandosi con giudizi più obiettivi, quando si parla dei gol. Ha segnato belle doppiette ed ha realizzato un gol fantastico su rigore a Modena, valso un 2-1 in trasferta stupendo, che non dimenticheremo mai. Un penalty che ci ha fatto vincere, portandoci uno dei tanti successi che hanno dato a noi la gioia, in un campionato comunque straordinario. 

Ora ricordiamo insieme a Pittarello un altro bomber, ovviamente Bivi, che segnò 12 gol nelle partite di campionato in Serie A, un nostro sogno. Ci auguriamo ora qualche altra rete, oltre al campionato, ma un bel po’, di Storia, adesso, ci piace narrarla. 

Edi Bivi in azione 1

E iniziamo dalle prima giornata, al San Paolo, raccontando il primo gol del bomber Bivi, un fervido augurio per il nostro attaccante di zecca. Per proseguire poi liberamente con le reti stupende di oltre quaranta anni fa, quelle contro grandi squadre. E da qui si prosegue per l’augurio più sincero per ciò che è accaduto ora e potrà succedere a breve. 

Ma ora iniziano con la Serie A 1981-82. Non racconteremo tutti i gol, ma solo quelli delle vittorie contro le squadre più belle. 

E via, partiamo! 

Si inizia subito, alla prima giornata, con un impegno difficile al San Paolo di Napoli del fresco ex Palanca. Al gol partenopeo di Claudio Pellegrini su lancio perfetto dai quaranta metri di Ruud Krol, a tre minuti dalla fine arriva il rigore per il Catanzaro a seguito di un aggancio in area di Vinazzani su Sabato. Il debuttante Edi Bivi (ribattezzato erroneamente “Bivio” da Luigi Necco nel servizio a 90° minuto) non ha timori di sorta e spiazza il “giaguaro” Castellini senza tanti complimenti. Il tutto, con i tifosi giallorossi festanti in mezzo ai supporter napoletani della Curva B, senza incidenti di nessun genere e in un clima di vera festa. Cose che potevano accadere solo in quel bellissimo clima, con quei bei campionati, con quello splendido calcio italiano che non è più quello di un tempo.

Alla settima giornata, c’è la prima vittoria di quella fantastica stagione. Ed è un successo entusiasmante contro il Milan, per 3-0. Si parte subito con il primo gol dopo tre minuti, con un’azione corale da Celestini a Mauro per Sabato che mette al centro dove, a due passi dalla porta vuota Bivi – che giocava al posto di Nastase infortunato, pensate un po’ – non può sbagliare. Al decimo, uno dei gol più belli della storia del Catanzaro e forse anche della Serie A in assoluto (se l’avessero segnato Juventus, Milan o Inter a quest’ora i tifosi e gli appassionati starebbero ancora a riguardarlo e a studiarlo). Da uno dei tenti strepitosi contropiede di Massimo Mauro la palla va a Borghi che trovandosi davanti i due difensori rossoneri Collovati (a fine stagione Campione del Mondo in Spagna con la Nazionale di Bearzot) e Venturi, non si spaventa affatto e con molta naturalezza li supera entrambi lasciandoli sul posto. Manca all’appello solo il portiere Piotti che viene anch’esso superato con la palla che schizza sulla linea di gesso dell’area piccola ed entra in rete. A due gol così a un Milan completamente annichilito e frastornato dai colpi da ko del Catanzaro ci voleva un terzo gol altrettanto bello, E il gol arriva al 74’ con Mauro lanciato da Celestini in un solitario contropiede con Tassotti (mica l’ultimo arrivato) che cerca di fermarlo inutilmente anche tentando di tirargli la maglia, ma senza successo. Ed è – per la cronaca – l’unico gol in campionato di Massimo Mauro con la maglia del Catanzaro. Una partita, quella contro il Milan, che si può riassumere nella dichiarazione del portiere rossonero Ottorino Piotti a fine partita. Una frase che vorremmo sentire anche oggi, quale che sia la categoria, e sperando davvero che qualcuno ci ascolti: “Venivano avanti come furie, era difficile controllarli”. 

Il 20 dicembre 1981 inizia poi il breve, ma intenso “ciclo magico” della storia del Catanzaro. Quattro vittorie di fila fra campionato e Coppa Italia non sono una cosa da poco e vale la pena raccontarle. La prima di queste partite si disputa all’allora Stadio Comunale di Torino, contro i granata allenati da Massimo Giacomini. Il Torino passa in vantaggio dopo alla mezz’ora con una conclusione di prima intenzione di Dante Bertoneri, servito in area da un cross radente di Giacomo Ferri. Dodici minuti dopo arriva il pareggio del Catanzaro, con perfetto contropiede Sabato-Mauro-Borghi, con quest’ultimo che mette in rete anticipando il portiere granata Terraneo in uscita. Nella ripresa, al 68’ arriva il gol del vantaggio definitivo: Borghi, dopo una pazzesca azione sulla fascia destra in cui supera di slancio in velocità il vecchio terzino granata Luigi Danova, mette al centro rasoterra per Bivi, che con un colpo fantastico da centravanti di razza riesce a spiazzare il portiere, che non ha neanche il tempo di accorgersene, tanta è la velocità dell’azione. Un gol che vorremmo rivedere oggi tale e quale, da sognarselo la notte.

Passati appena tre giorni, il 13 gennaio, si gioca un’altra partita epica, su cui si è raccontato già quasi tutto ed al tempo stesso ci sarebbe ancora molto da raccontare. Ed è il recupero della partita Catanzaro-Roma, sospesa il 13 dicembreal 38’ del primo tempo per il vento. Un incontro di recupero che lascerà anche una traccia nella storia del cinema, facendo da filo conduttore al film “Io so che tu sai che io so” con Alberto Sordi e Monica Vitti. Ci sarebbero tanti dettagli da raccontare, in campo e fuori, ma una cosa è sicura: lo slalom di Bivi in area che supera in slalom mezza difesa romanista e il tocco di Nela su punizione-cross di Falcao non saranno mai dimenticati facilmente. E anche al ritorno, il 18 aprile 1982 all’Olimpico, saranno fuochi d’artificio. Il risultato è un 2-2 a base di grande calcio, come sottolinearono nelle loro cronache i maggiori quotidiani nazionali, sportivi e non. Al 7’ Bivi riceve palla da Salvadori, la scambia con Borghi dopo magnifica azione combinata e batte Tancredi in uscita. Dopo due minuti della ripresa, la Roma pareggia con una delle solite punizioni al fulmicotone di Di Bartolomei dal limite dell’area. Dopo altri sei minuti Bivi colpiva il palo e segnava nel giro di un istante, riprendendo in un secondo la respinta dello stesso. Il definitivo pareggio lo segnava Bruno Conti, con un gran tiro a spiovere da fuori area. “Un pizzico di spregiudicatezza fa bene al calcio”, dirà Bruno Pace nelle interviste a fine partita. All’anima della spregiudicatezza.

Ma la vittoria in trasferta più prestigiosa arrivò il 14 marzo. Vincere a San Siro non è cosa da tutte le domeniche e per una squadra di provincia, per giunta del Sud, è un evento non secondario. Il Catanzaro ci riesce contro il Milan, bissando la vittoria dell’andata. Segna ancora una volta Bivi, raccogliendo con il suo tocco fulmineo la palla respinta dal palo in seguito all’ennesima azione travolgente dalla destra, stavolta di Massimo Mauro.

Belle storie, bei racconti, che anche a lungo andare ci piacciono e preferiamo leggerli. E oggi vogliamo vincere. Qualcuno – per motivi assurdi – si spaventa a prescindere sui meriti nelle squadre avversarie, che secondo chi capisce poco di calcio, potrebbero danneggiarci. Ma un attacco che può fare faville con Iemmello e Piittarello, può vincere solo con le proprie responsabilità, in ogni caso. 

Raccontare del passato e di una squadra che si impegnò a fondo, ci invita a rispettare ampiamente quella di oggi. 

Vi amiamo, ragazzi, e crediamo fortemente in voi. Il vostro impegno di oggi, ci fa pensare solo alla grande. 

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