Il fischio finale del Barbera ha spento l’agonismo ma acceso il lavoro della giustizia sportiva. Le scorie di una semifinale vissuta sul filo dei nervi trovano oggi forma numerica e sanzionatoria nel Comunicato Ufficiale numero 189. Il referto compilato dall’avvocato Emilio Battaglia fotografa un dopogara incandescente, certificando comportamenti ben oltre il limite del regolamento da parte della compagine siciliana. Per l’undici calabrese il bollettino si limita a una gestione oculata dei cartellini gialli, un dettaglio tattico che peserà sull’imminente finale contro il Monza. Sopravvivere a un ambiente ostile senza rimediare espulsioni dirette tra i titolari rappresenta un silenzioso successo strategico.
La Procura indaga e il Barbera paga il conto
Il comportamento del tifo rosanero costa carissimo alle casse del club. La sanzione di 20.000 euro punisce una sequenza di intemperanze scattata già durante i novanta minuti. Dagli spalti sono piovute ripetutamente bottigliette di plastica verso i tiratori dalla bandierina del Catanzaro. L’apice della tensione si è registrato nel recupero, esattamente al 51° del secondo tempo, con il lancio di un petardo e di un fumogeno direttamente sul rettangolo verde.
La rabbia dei padroni di casa si è riversata anche sulla terna arbitrale. Ufficiali di gara bersagliati dagli oggetti al rientro nel tunnel e insultati apertamente negli spogliatoi da un collaboratore locale. Questo clima da caccia alle streghe ha spinto la Procura federale a non archiviare la pratica. Il Giudice ha infatti disposto un supplemento d’istruttoria. Acquisendo filmati, audio e testimonianze, gli ispettori cercheranno di ricostruire l’esatta dinamica degli scontri fisici avvenuti al termine della contesa, mantenendo la riserva su ulteriori e imminenti provvedimenti.
Squalifiche pesanti per la truppa siciliana
La frustrazione per l’eliminazione ha tradito la tenuta mentale dei giocatori di casa. Antonio Palumbo sconterà due giornate di stop, accompagnate da un’ammenda di 5.000 euro, per aver aggredito verbalmente l’arbitro al termine del match. Un atteggiamento descritto come intimidatorio dal referto, frenato a stento dall’intervento dei compagni. Salta il prossimo turno di campionato anche Niccolò Pierozzi, punito per il grave fallo di gioco che gli è costato l’espulsione diretta, a cui si aggiungono le ammonizioni comminate a Johnsen, Segre e Vasic.
La mannaia della giustizia sportiva si è abbattuta con regolarità chirurgica anche sulle panchine. La pressione accumulata si è sfogata nel tunnel verso gli spogliatoi. Il collaboratore tecnico rosanero Maurizio D’Angelo rimedia un turno di stop per espressioni ingiuriose. Stessa sorte, seppur per motivazioni maturate durante il primo tempo, per il preparatore atletico Luca Alimonta, reo di aver contestato platealmente una decisione arbitrale.
Catanzaro, gestione dei cartellini: l’allerta per Aquilani
Il fronte giallorosso incassa il responso con freddezza calcolatrice. Nessun elemento della rosa salterà la gara di andata della finale. L’unica nota stonata riguarda l’allungamento della lista dei diffidati. Il Giudice Sportivo ha sanzionato con la prima ammonizione Filippo Pittarello, sanzionato per comportamento scorretto verso un avversario. Il taccuino accoglie anche i nomi di Federico Di Francesco e Simone Pontisso per atteggiamenti non regolamentari in campo.
I tre giocatori appena ammoniti raggiungono Frosinini nell’elenco degli atleti a rischio squalifica. Un carico pendente da gestire con estrema lucidità nel prossimo impegno casalingo. La lista dei cattivi risparmia la squadra ma colpisce marginalmente lo staff tecnico. Cristian Agnelli guarderà la prossima partita dalla tribuna. L’incrocio ravvicinato con il già citato componente della panchina siciliana nel sottopassaggio ha generato uno scambio di insulti reciproco, sanzionato salomonicamente con una giornata per parte.
L’epilogo del Barbera consegna ad Alberto Aquilani un gruppo intatto nei suoi interpreti principali. Uscire indenni da una battaglia fisica e ambientale di questa caratura senza rimediare cartellini rossi certifica la maturità nervosa dell’organico. Adesso la testa deve sgombrarsi rapidamente dalle tossine accumulate in terra siciliana. Affrontare il primo atto contro i brianzoli con quattro pedine in diffida richiederà un bilanciamento perfetto tra aggressività e contenimento. Mantenere l’undici titolare al completo in vista del durissimo ritorno lombardo sarà l’ago della bilancia per cullare fino in fondo il sogno promozione.
