Il volto rigato dalle lacrime sotto il settore ospiti è l’istantanea perfetta di una ferita sportiva ancora aperta. Simone Pontisso non nasconde il dolore dopo l’epilogo dei playoff. Il centrocampista classe 1997 archivia la sua quarta stagione con il Catanzaro affidando ai social un bilancio denso di amarezza. Un’annata vissuta da protagonista assoluto in mezzo al campo, suggellata da 5 reti e 7 assist complessivi. La profonda delusione per il traguardo sfiorato si mescola all’incredibile legame empatico costruito con l’intera piazza calabrese.
Il peso di un traguardo storico accarezzato
Il messaggio pubblicato su Instagram fotografa con lucidità lo stato d’animo dello spogliatoio. “Fa male perché ci abbiamo creduto tutti quanti, perché c’era un popolo intero a sognare insieme a noi”, ammette il mediano friulano. La percezione di aver mancato per un soffio un’impresa sportiva memorabile genera un tormento difficile da placare. Aver visto piangere i compagni, lo staff e il presidente ha certificato la caratura morale del gruppo. L’ex giocatore di Pescara e Vicenza riconosce l’abnegazione totale dell’organico. “Ognuno di noi ha dato l’anima per questa squadra”, ribadisce con orgoglio. La sconfitta sul prato si trasforma in una inequivocabile dichiarazione di appartenenza.
La maturazione tattica del regista
Nato a San Daniele del Friuli, il centrocampista ha trovato a Catanzaro la sua definitiva consacrazione. Le notevoli qualità balistiche e l’impeccabile visione di gioco ne hanno fatto una pedina inamovibile. Cresciuto nel vivaio dell’Udinese, con cui ha debuttato in Serie A nel maggio 2015 sfidando il Cagliari, ha saputo evolvere il proprio bagaglio tecnico. Da giovane prospetto paragonato a Patrick Vieira per struttura e doti di interdizione, oggi rappresenta un metronomo moderno e completo. Le statistiche evidenziano questa parabola ascendente. Con 141 presenze totali e 12 marcature in giallorosso, la sua influenza sulle dinamiche di squadra ha raggiunto livelli altissimi nell’ultimo biennio cadetto.
Un perno blindato per il futuro
La storia professionale con il club del capoluogo affonda le radici nell’estate del 2022. L’arrivo dal Pescara ha inaugurato un ciclo formidabile, impreziosito dal ritorno in cadetteria atteso 17 anni e dalla conquista della Supercoppa di Serie C. Il rinnovo contrattuale firmato nell’agosto 2024, valido fino al 2026, sancisce una reciproca e totale fiducia. Il direttivo tecnico ha puntato senza riserve sulla sua intelligenza per guidare il reparto. Le 35 presenze registrate nell’ultima stagione regolare di Serie B, condite da 4 reti e 6 assist, confermano l’esattezza della scelta societaria. Il suo tempismo negli inserimenti e l’abilità sui calci da fermo hanno spesso risolto sfide tatticamente complesse.
Assorbire la doccia fredda di Monza richiederà stacco mentale e riposo fisico. L’impalcatura del prossimo torneo impone di ripartire da questa granitica compattezza emotiva, affidandosi ai leader che hanno mostrato un attaccamento viscerale al territorio. Mantenere l’asticella alta nel campionato cadetto dipenderà ancora una volta dalle geometrie dettate in mezzo al campo. Le lacrime della notte brianzola dovranno prestissimo lasciare spazio al sudore del ritiro estivo.
