Gorgone dopo Vicenza-Catanzaro: “Palla inattiva e cali da correggere”

Il 3-2 incassato al “Romeo Menti” lascia amaro in bocca ma traccia linee guida chiare per il futuro. Il Catanzaro accusa un evidente calo di tenuta nella ripresa, regalando al Vicenza la possibilità di rimontare nonostante il doppio vantaggio iniziale firmato da D’Alessandro e Verrengia. Nel post-gara, Giorgio Gorgone non si nasconde dietro giustificazioni di comodo. L’allenatore analizza le sbavature difensive, la perdita di aggressività rispetto all’uscita di Coppa Italia e la necessità di trovare una condizione atletica omogenea in un gruppo ampiamente rinnovato dal mercato.

La gestione dei momenti e il nodo palle inattive

Il controllo del gioco palesato nella prima frazione non è bastato per uscire indenni dalla trasferta veneta. Il tecnico giallorosso individua nella mancanza di cinismo e nei palloni da fermo le crepe principali della serata.

«Avremmo dovuto essere più concreti quando avevamo il controllo della partita – spiega Giorgio Gorgone –. Nella ripresa abbiamo attraversato una fase di difficoltà, abbassandoci troppo e lasciando campo al Vicenza. Abbiamo tanti ragazzi nuovi e dobbiamo lavorare per migliorare i meccanismi e portare tutti a una condizione fisica ottimale».

L’attenzione si sposta sulla fragilità mostrata sui calci piazzati: «Dispiace aver preso tre gol su situazioni di palla inattiva, è un aspetto sul quale dovremo sicuramente lavorare».

Il confronto con il Südtirol e i cambi di atteggiamento

Il secondo tempo ha mostrato un volto differente rispetto a quanto ammirato nel turno di Coppa Italia. Il calo di pressione ha favorito la reazione dei padroni di casa.

«Contro il Südtirol avevamo avuto un atteggiamento più aggressivo e avevamo cercato maggiormente di imporre il nostro gioco – sottolinea l’allenatore –. Questa sera, invece, in alcuni momenti abbiamo lasciato che fosse il Vicenza a prendere l’iniziativa e abbiamo finito per soffrire».

Nessun alibi e la strada verso l’equilibrio

Il cantiere aperto del calciomercato non deve trasformarsi in una scusa per attenuare le responsabilità. La squadra deve imparare a soffrire nei momenti di pressione avversaria.

«Siamo una squadra molto cambiata rispetto alla scorsa stagione e non voglio trovare alibi – prosegue il tecnico –. Dobbiamo capire rapidamente quale strada intraprendere e quale deve essere il nostro modo di giocare. Nel primo tempo abbiamo dimostrato di avere qualità, ma dobbiamo imparare a mantenere lo stesso livello anche quando l’avversario cresce e riesce a metterci in difficoltà».

Il primo passaggio del campionato certifica la qualità del telaio ma richiede interventi immediati sull’attenzione difensiva per trasformare i lampi del primo tempo in struttura solida.

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