Sampdoria, Corradi gode: “Vittoria sporca ma meritatissima”

L’esultanza sfrenata sotto la Gradinata Sud fotografa la fine di un incubo per la Sampdoria. Nel dopogara di Genova, Bernardo Corradi si è presentato ai microfoni della stampa sollevato e orgoglioso, celebrando il 2-1 ottenuto in dieci uomini ai danni del Catanzaro. Un successo pesante che regala alla guida tecnica ligure la prima affermazione in campionato, cancellando la frustrazione accumulata nelle ultime settimane. L’analisi del tecnico si è concentrata sull’aspetto psicologico del gruppo blucerchiato, capace di ribaltare un parziale sfavorevole e di superare l’inferiorità numerica nel finale con un’atipica prova di nervi.

Lo sconforto iniziale e la forza di reagire

La gara di Marassi ha messo a dura prova la tenuta mentale dei padroni di casa, andati sotto a causa di uno sfortunato autogol nel recupero della prima frazione. La reazione della squadra ha evidenziato il carattere del gruppo.

«Nonostante una situazione dentro lo spogliatoio che nel primo tempo non era serena, perché vedevi che i ragazzi erano abbastanza sconfortati, la partita del primo tempo loro hanno avuto le loro occasioni, ma noi abbiamo avuto forse le occasioni migliori. Nel secondo tempo prendi gol così, su un infortunio che ci sta, e però hanno avuto la forza di reagire. Poi la tempra con la quale hanno affrontato in dieci la parte finale della partita, riuscendo anche a vincere. È una vittoria sporca, ma avevamo fatto altre partite molto belle nelle quali non avevamo raccolto niente. Il calcio a volte è così», ha spiegato Corradi.

Il discorso della vigilia e il focus sulla prestazione

Prima del fischio d’inizio l’allenatore ha scelto una linea ben precisa nel dialogo con lo spogliatoio, spostando l’attenzione dal risultato immediato al lavoro di squadra.

«Prima della partita, nella chiacchierata abituale prima di salire sul pullman, glielo avevo detto: “Ragazzi, non mettiamo come focus della giornata di oggi la vittoria”, che sembra un paradosso, ma è così. Perché se ti concentri sulla vittoria, rischi poi, nel momento in cui una cosa va male, che ti caschi il mondo addosso. Invece ho detto: “Focalizziamoci sulla prestazione, sul lavoro individuale che, sommato, diventa un lavoro collettivo.” Oggi i ragazzi se lo meritano, perché dall’8 di luglio che lavoriamo, corriamo, sudiamo e a volte siamo usciti dal campo con le pacche sulle spalle senza punti. Quindi una vittoria così ci voleva».

Le rotazioni forzate e l’omaggio al pubblico di Marassi

La gestione dei singoli durante i novanta minuti ha richiesto adattamenti tattici di emergenza per evitare complicazioni fisiche in vista delle tre settimane di sosta.

«Abbiamo cercato di fare il possibile. Se uno guarda un po’ più attentamente la partita, abbiamo avuto tre o quattro giocatori nei campi. Ho tolto Lorenzo, ho tolto Iari per non rischiare di compromettere un possibile allenamento fatto bene in queste tre settimane, perché per noi è un periodo importante. Ho dovuto adattare Cicconi, centrocampista. Credo che i ragazzi abbiano dato al massimo».

Un pensiero finale è andato all’ambiente blucerchiato: «Lasciami sottolineare un’atmosfera: ce lo siamo detti nello spogliatoio. Un’atmosfera che difficilmente ho trovato, anche da calciatore, negli stadi. Il ringraziamento va a loro per il supporto, e spero che con questa prestazione e con questi tre punti almeno qualcosa abbiamo ridato indietro di tutto quello che ci danno».

Il successo ottenuto nel momento di massima tensione restituisce ossigeno alla panchina ligure: per la Sampdoria la strada resta in salita, ma questa affermazione rappresenta il mattoncino fondamentale per costruire la rincorsa dopo la pausa.

Articoli correlati

Ultimi articoli