Addio a Osvaldo Bagnoli: il mito del Verona e quel triennio d’oro in giallorosso

Il calcio italiano perde una delle sue figure più iconiche e genuine. Si è spento all’età di 91 anni Osvaldo Bagnoli, ricoverato da alcuni giorni all’ospedale Borgo Roma di Verona. Nato il 3 luglio 1933, il tecnico milanese ha legato indissolubilmente il proprio nome all’epopea dorata dell’Hellas Verona, culminata con la conquista del tricolore. La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione in tutto il Paese, unendo nel dolore i club che lo hanno visto protagonista sia sul rettangolo verde che in panchina. Tra queste realtà spicca l’US Catanzaro, legata all’ex centrocampista da un profondo percorso storico nei primi anni Sessanta.

Il triennio d’oro sui tre colli in Serie B

Prima di scrivere pagine indelebili come stratega della panchina, Osvaldo Bagnoli fu un calciatore di assoluto spessore nel cuore della mediana. Il suo trasferimento dal Nord al profondo Sud rappresentò una scelta coraggiosa per l’epoca, dettata dalla voglia di misurarsi con una piazza calorosa e ambiziosa in seconda serie.

Il centrocampista vestì la maglia del Catanzaro per tre stagioni consecutive, dal 1961 al 1964. Un’esperienza totalizzante, scandita da oltre un centinaio di apparizioni ufficiali che lo trasformarono nel fulcro della manovra giallorossa. Nel torneo 1961-62 collezionò 33 presenze e 5 reti, mentre l’annata successiva lo vide timbrare il cartellino 4 volte in 35 gare. Il picco realizzativo arrivò nel 1963-64: 12 gol in 33 partite, un bottino che gli valse il titolo di capocannoniere della squadra. Il triennio calabrese si chiuse con un bilancio complessivo di circa 101 o 102 presenze e 21 marcature, lasciando un ricordo indelebile nei tifosi dell’epoca.

Il comunicato ufficiale dell’US Catanzaro

La società guidata dal presidente Floriano Noto ha voluto esprimere la propria vicinanza ai familiari del tecnico e all’Hellas Verona, club di cui Bagnoli ricopriva la carica di presidente onorario dal 2018. Il legame storico con i colori giallorossi è stato rimarcato con profondo rispetto.

La nota ufficiale del sodalizio calabrese recita testualmente:

«L’Us Catanzaro si unisce al dolore del mondo del calcio per la scomparsa di Osvaldo Bagnoli, tra i più grandi allenatori della storia del calcio italiano, protagonista di una carriera straordinaria culminata con la memorabile impresa dello Scudetto conquistato alla guida dell’Hellas Verona. Il club guidato dal presidente Floriano Noto ricorda con particolare affetto anche il legame che ha unito Osvaldo Bagnoli ai colori giallorossi: tra il 1961 e il 1964 vestì infatti la maglia del Catanzaro, collezionando 102 presenze in Serie B. Tutta la famiglia giallorossa si stringe con sincera partecipazione al dolore della famiglia e dell’Hellas Verona».

Il capolavoro Hellas e la Hall of Fame

La definitiva consacrazione sportiva arrivò però nelle vesti di allenatore. Dopo il debutto sulla panchina della Solbiatese nel 1973 e i successivi passaggi a Como, Rimini, Fano e Cesena, la chiamata del Verona nel 1981 inaugurò un ciclo irripetibile.

Sotto la sua guida, gli scaligeri conquistarono prima la massima serie, poi un quarto e un ottavo posto, fino al leggendario scudetto del 12 maggio 1985 ratificato dal pareggio contro l’Atalanta. Un’impresa accostata dagli storici del calcio soltanto al miracolo del Leicester di Claudio Ranieri. Successivamente, il tecnico guidò il Genoa ottenendo un quarto e un quattordicesimo posto, prima di approdare all’Inter. L’esperienza in nerazzurro si chiuse con un secondo posto dietro al Milan e un esonero alla ventiduesima giornata del campionato successivo, sancendo l’addio definitivo alla panchina. Nel 2017 il suo nome è entrato di diritto nella Hall of Fame del calcio italiano.

La figura di Osvaldo Bagnoli incarna un calcio romantico, fatto di competenza tattica, pragmatismo e straordinaria umanità. Il Catanzaro perde un pezzo nobile della propria storia calcistica, un professionista che seppe onorare la maglia in un’epoca di pionieri e grandi passioni. Il suo esempio di compostezza e dedizione rimarrà un punto di riferimento per le future generazioni che vestiranno la casacca delle Aquile.

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