Alberto Arbitrio e la Serie A del 1976: “Quel gol a Brindisi e le lacrime di Reggio Emilia…”

Alberto Arbitrio (Gioia Tauro, 1 gennaio 1950). Da Gioia Tauro diventa napoletano, con grande stile. Il suo tiro da fuori area è sempre una sentenza. 
In Serie A, contro il Torino e il Milan in trasferta lascia il segno, con la maglia giallorossa. 
Ma nel campionato 1975-76 il suo gol decisivo a Brindisi per l’1-0 finale contribuisce in maniera essenziale alla promozione
Da centrocampista, segnava dalle distanze più clamorose ed era una sentenza totale. 
Unico, inarrestabile al tiro e straordinario. Un incubo per tutti i portieri. 
Ed il  25 giugno, siamo lieti di rivederlo e di risentirne parlare a Catanzaro, per i cinquant’anni trascorsi da un campionato quasi leggendario. 

– All’esordio del campionato, in quale parte e dopo quale vittoria eravate convinti che saremmo saliti in Serie A? 
“Eravamo consapevoli che i doveri c’erano e che era possibile lavorare per ottenere la promozione da un campionato del genere. Quando vincemmo di misura contro il Genoa in trasferta, con un gol negli ultimi minuti, capimmo che potevamo davvero riuscirci”. 

– La sua più bella gara e il più bel gol che ha realizzato? 
“Mi infortunai nella stagione precedente al menisco. Fui operato e tornai a metà campionato. Ma il mio gol decisivo e che non ho mai dimenticato fu davvero quello a Brindisi, dove la vittoria in trasferta fu veramente essenziale, nel momento fantastico del campionato. Iniziammo a capire che c’eravamo, pronti per la Serie A

– Gianni Di Marzio. Un suo ricordo. 
“Aveva una grande fiducia in me e ci ha creduto. Mi chiese se volevo andare in Calabria, perché era favorevolmente impressionato da me. Gli risposi che giocare in una squadra della mia terra mi rendeva orgoglioso e da lì iniziò davvero tutto”. 

– Reggiana-Catanzaro 1-2 fu la partita decisiva. Che emozione portò? 
“Guardi che l’emozione c’è ancora, a distanza di decenni, non pochi. Fu una giornata di gioia immensa. Un sogno deciso in realtà all’ultimo minuto, con Gianni Improta decisivo. Avevamo realizzato un’apoteosi. Al ritorno, a Lamezia Terme trovammo una marea di gente. Un ricordo che anche oggi ci emoziona ancora, mi creda”.

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