6 UNICA… 6 UNICO. La semifinale della STORIA e delle UNICITÀ GIALLOROSSE

L’unicità del Capitano che omaggia la Curva Massimo Capraro e della stessa che esprime tutto il suo amore per lui, dovranno essere l’arma in più del Catanzaro in questa semifinale, l’arma davvero letale per l’avversario. E questo a prescindere dalla presenza di Pietro Iemmello dal primo minuto. Il Capitano ci sarà comunque anche dalla panchina, la sua presenza immanente aleggerà finché non farà il suo ingresso in campo.

Lì si uniranno all’unisono l’amore dell’una per l’altro e viceversa. E all’interno, ma anche in ossequio a questa magia, tutta la squadra giallorossa sarà pienamente inserita in questo spirituale filo conduttore. Senza e con Pietro in campo. Questo dovrà essere e questo il Dio del calcio dovrà volere che sia. Ma addentriamoci in aspetti più prosaici.

Il Palermo gioca un 3 4 2 1 teoricamente simile a quello del Catanzaro, ma in effetti molto più posizionale e “pratico”. Tutto il progetto parte da una difesa molto forte con Joronen tra i pali, Peda, Bani e Ceccaroni linea di difesa a tre; Pierozzi, Segre, Ranocchia e Augello a centrocampo; Palumbo, Johnsen o Le Douaron, alle spalle di Pohjanpalo. Calciatori di livello, tutti specialisti di ogni ruolo che occupano, nessuno adattato, ma calcio globalmente mediocre. Ci sono state partite di questa squadra inguardabili, tanto Joronen para, la difesa tiene, Ranocchia e Palumbo qualcosa inventano, Segre ha tecnica e fisico, Augello crossa da Dio e Pohjanpalo fa gol come nessuno. Questo è il quadro dell’avversario semifinalista. Squadra tecnicamente e fisicamente fortissima, calcio praticato deludente.

Il 3 4 2 1 del Catanzaro sarà presente con la seguente e più che probabile formazione: Pigliacelli in porta; Cassandro, Antonini e Brighenti nella linea a tre; da destra a sinistra ci saranno a centrocampo Favasuli, Petriccione, Pontisso Di Francesco; Alesi che supporterà come sempre Di Francesco in fase difensiva e Liberali dietro a Pittarello. Se invece giocasse Iemmello dall’inizio, Alesi o D ‘Alessandro sarebbero “il quarto” a sinistra, perché Di Francesco risulterebbe opzione troppo offensiva, unitamente a Liberali, Pittarello e lo stesso Iemmello. Noi siamo quasi certi che Pietro inizi dalla panchina.

Il Catanzaro andrà in campo apparentemente a specchio. Ma il 3 4 2 1 dell’undici giallorosso, e’ molto più dinamico e fluido di quello rosanero. Un calcio, quello del Palermo, che si affida a singoli e specialisti di ruolo con curriculum affidabile, contro un calcio modernissimo e a tratti esaltante per rapidità, precisione dei passaggi in velocità e anche efficacia. Un calcio con molte tipiche furbizie all’italiana, contro un calcio organizzato per offendere, ma anche per pressare, giocare di tecnica collettiva e stupire per bellezza e sfrontatezza.

Queste sono le differenze vere tra rosanero e giallorossi, non i 12 punti in classifica sempre richiamati come un disco rotto da Pippo Inzaghi. Perché quei dodici punti, sono la risultante di diverse dinamiche, non tutte riconducibili alla forza della rosa palermitana. La vittoria ultima contro il Catanzaro alla Favorita, ne è la prova provata. Perché ottenuta con un rigore TIRATO PER I CAPELLI DAL VAR…UN RIGORE QUASI IMPOSTO AL DIRETTORE DI GARA CHE AVEVA DECISO IN BEN ALTRO MODO. E non eravamo all’interno di un CHIARO ED EVIDENTE ERRORE. Eravamo all’interno di una CHIARA ED EVIDENTE INTROMISSIONE NON PERTINENTE, priva di ogni fondamento. Ma poi, il PIPPO NAZIONALE è andato in sala stampa a sbandierare superiorità che ha visto solo lui e addirittura a mettere in dubbio la regola dei play off.

Secondo il “mitico” Pippo, il suo Palermo non dovrebbe giocarsi la serie A contro quinte o seste, ma andarci direttamente per meriti. È da un mese che il fratello del PIANGINA sbarcato in Arabia a lucrare cifre indegne, sta facendo di tutto per battere i record delle amenità dette dal fratello minore, durante le conferenze stampa degli ultimi anni. Oggi si è superato con le supposte cattive condizioni fisiche di Bani e Palumbo. Per poi accentuare superiorità della sua squadra che secondo lui sarebbero palesi, sia per la classifica che per il Palermo come entità. E tutto questo dovrà portarli a chiudere il discorso già al Ceravolo. Questo il senso della sua conferenza stampa. Ma sotto sotto, in contrasto con la sua arroganza o comunque scarso stile, il “nostro” teme e molto questa partita d’andata nel catino catanzarese.

Aquilani dal canto suo, non crede agli infortuni che Inzaghi finge di dover fronteggiare e nel rispetto assoluto dell’avversario, parla solo della sua squadra e del recupero pressoché totale di Capitan Iemmello. Ma Aquilani non ha mai trovato scuse di nessun tipo e non ha iniziato certo adesso. Iemmello non è certamente al meglio e lui minimizza, un fuoriclasse precoce come Cisse non ce l’ha dall’inizio del girone di ritorno e non se n’è accorto nessuno. Gli è mancato uno dei centrocampisti più forti della categoria come Pompetti ed ha trovato altre soluzioni vincenti e spettacolari. Aquilani cerca e trova soluzioni attraverso il lavoro, il gruppo e soprattutto le idee. Provate a togliere Pohjanpalo a Pippo e vediamo come ne esce fuori.

Il Catanzaro, nel rispetto dei singoli che il Palermo indubbiamente ha, deve giocare il suo grande calcio offensivo, ma con cattiveria e concentrazione massime. Questa è una partita DECISIVA, per un possibile salto in finale. Perché arrivare alla favorita con un vantaggio ragionevolmente importante, sarà fondamentale. E ancora, perché alla Favorita non si giocherà una semplice partita di calcio, ma una partita nella partita con Pippo a fare il folle in panchina. Ogni calciatore palermitano che andrà a terra, sarà accompagnato da gesti di Pippo che pretenderà gialli, rossi e arresti in flagranza di reati che avrà visto solo lui.

Il pubblico con 40mila spettatori inveirà e se non ci sarà un arbitro con le “palle fumanti”, il Catanzaro sarà bello che cotto allo spiedo. Bisognerà essere consapevoli di questo, mantenere nervi saldi e non assecondare il teatrino che Inzaghi sta preparando. Sta allenando più l’ambiente che i calciatori e intanto ha trovato il modo di incensare Feliciano, definito “arbitro con cui ho un ottimo rapporto”.

Il sold out non dovrà essere solo un dato numerico, ma l’anima del mitico vecchio Militare, poi Comunale e adesso Nicola Ceravolo, dovrà trascinare la squadra ad una impresa che società, dirigenti, staff tecnico e squadra sognano e soprattutto meritano. Tutti ci tengono ad entrare nella storia, ma NESSUNO come il CAPITANO e la sua gente. Il loro nome È… 6 UNICO E 6 UNICA!

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