Catanzaro-Palermo a Feliciani: un tabù da sfatare contro il “talismano” rosanero

L’onda d’urto emotiva della vittoria sull’Avellino spinge il Catanzaro verso il crocevia della stagione sportiva. Domenica 17 maggio, alle ore 20, il prato del “Ceravolo” ospiterà l’andata della semifinale play-off contro il Palermo di Filippo Inzaghi. Un match dal coefficiente di difficoltà agonistica elevatissimo, che i vertici arbitrali hanno scelto di affidare alla direzione di Ermanno Feliciani. Il fischietto della sezione di Teramo avrà il compito di governare i novanta minuti di una sfida vibrante, calandosi in un contesto segnato da un bilancio storico che sorride in modo netto ai siciliani e impone alle Aquile di invertire una tendenza statistica ben definita.

Catanzaro-Palermo, non solo Feliciani: La squadra arbitrale e le statistiche stagionali

Ad affiancare il direttore di gara abruzzese ci saranno gli assistenti Vittorio Di Gioia di Nola e Alex Cavallina di Parma. Il ruolo di Quarto Ufficiale sarà ricoperto da Niccolò Turrini di Firenze. La sala video sarà presidiata da Luca Pairetto di Nichelino al VAR, supportato da Marco Piccinini di Forlì nelle vesti di AVAR.

Feliciani naviga nella sua quarta stagione nell’organico della Can. Il suo curriculum conta 253 direzioni complessive, 70 delle quali accumulate calcando i palcoscenici di Coppa Italia, massima serie e torneo cadetto. Il suo è un approccio disciplinare costante: in carriera ha estratto 982 cartellini gialli, decretato 25 doppie ammonizioni e 36 espulsioni dirette, concedendo 80 tiri dal dischetto. L’annata in corso lo ha visto impegnato in 20 occasioni. Il grosso dell’attività si è concentrato in Serie A con 13 presenze, sommate a 6 gettoni in Serie B e uno in Coppa Italia. In questi match ha sanzionato i giocatori con 57 ammonizioni, un solo cartellino rosso e assegnato 6 calci di rigore.

Un incrocio amaro nel recente passato

Il nome dell’arbitro teramano rievoca ricordi contrastanti nell’ambiente giallorosso. I precedenti ufficiali con il Catanzaro sono sei. L’incrocio cronologicamente più vicino risale allo scorso 27 aprile 2025, una data cerchiata in rosso dalla tifoseria proprio perché coincisa con l’ultima sfida casalinga contro il Palermo. I rosanero espugnarono il capoluogo calabrese per 3-1. A decidere l’esito del confronto furono l’autorete di Bonini e le marcature di Segre e Le Douaron, rendendo vana la singola rete di Biasci.

Allargando lo sguardo al campionato cadetto in senso stretto, si registrano altri due incontri. Il pareggio a reti bianche sul campo del Cittadella del 14 settembre 2024 e la rocambolesca vittoria per 4-3 contro il Lecco del 3 settembre 2023, giocata all’Euganeo di Padova. Un pomeriggio denso di reti, firmate da Iemmello, Vandeputte, Verna e Donnarumma per i giallorossi, bravi a neutralizzare i centri di Novakovich, Caporale ed Eusepi.

Le scorie della Serie C e il talismano rosanero

Scendendo di categoria, il bilancio assume contorni puramente negativi. Le tre gare dirette in Serie C hanno fruttato altrettante sconfitte per gli uomini guidati dai vari staff tecnici succedutisi negli anni. La serie si apre il 3 marzo 2019 con la caduta per 1-0 a Bisceglie (gol di Triarico). Il copione peggiora l’1 novembre 2020 nel pesante 5-1 incassato a Terni contro la Ternana di Partipilo, Falletti, Palumbo, Raicevic e Ferrante, in cui il timbro di Carlini servì solo alle statistiche. A chiudere questo quadro c’è il ko interno per 2-1 patito contro il Bari il 13 marzo 2022. Una sfida decisa dalle reti di Antenucci e D’Errico contro l’acuto di Fazio, segnata da profondi strascichi polemici per l’assegnazione di un calcio di rigore fortemente contestato in favore dei pugliesi.

Sul fronte opposto della barricata, Feliciani rappresenta una garanzia assoluta per il Palermo. I sei incontri diretti con i siciliani non hanno mai visto i rosanero soccombere, portando in dote tre pareggi e tre successi pieni, compreso l’ultimo colpo esterno proprio al “Ceravolo”.

I numeri certificano un trend favorevole alla formazione ospite. Il calcio vive però di dinamiche che sfuggono alla fredda regolarità dei tabellini. Sotto i riflettori di una semifinale play-off, il calore della piazza e la spinta nervosa generata dall’entusiasmo diventano variabili dominanti. Toccherà agli uomini di Alberto Aquilani scardinare la cabala. L’obiettivo è riscrivere la storia recente e trasformare un arbitro statisticamente ostico nel testimone del passo decisivo verso la finalissima.

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