Una squadra finalmente in grado di stare in campo con criterio e di dimostrare il suo valore, aumenta i rimpianti e la rabbia. Colpevole sottovalutazione delle prime sconfitte (con risibili riferimenti e paragoni riferiti alle lente partenze di Caserta e Aquilani). Classifica attualmente terribile e una differenza reti a meno undici, non ammettono ulteriori errori. I giusti correttivi già approntati da Mignani e cosa occorre per una inversione di marcia duratura. Imprescindibile l’utilizzo, anche a partita in corso di Pafundi e soprattutto Buso. Unici calciatori, in attesa di risolvere questo problema a gennaio o individuare qualche talento già in rosa, capaci di saltare l’uomo e creare superiorità numerica. Recuperare Mosti ai suoi abituali livelli e metter nelle condizioni
Il Capitano di essere decisivo come sempre. Stare vicini a tutti i calciatori, anche quelli al momento sotto performanti. Salvezza a tutti i costi, unica e sola priorità.
Il Catanzaro chiude gara n.10 con un pareggio che risulta essere molto stretto, rispetto a quanto prodotto in campo. La prestazione, soprattutto fino al pareggio padovano, è stata molto buona. Il nuovo tecnico, chiamato a risolvere una situazione davvero difficile e delicata, ha messo in campo una squadra molto concentrata, aggressiva e volitiva. Le mosse di Frosinini braccetto destro e Alesi centrocampista aggiunto, hanno dato molta più spinta ed equilibrio. Frosinini ha formato con Candela una catena di destra dinamica, più elastica e propositiva, rispetto al precedente impiego di Ruggero che è molto piu difensore. Alesi sul centrosinistra, ha operato con grande rapidità e dinamica concezione del ruolo di mezzala.
A livello di squadra, da apprezzare particolarmente la grande competitività generale nei duelli, la tempestività di aggredire le seconde giocate e soprattutto il pressing alto, unito alla cattiveria di andare subito a riprendersi alcune palle perse. Grande organizzazione sui calci piazzati, sia difensivi che offensivi e con due protagonisti assoluti, Antonini e Imperiale. Sono tutte caratteristiche che sembravano inesistenti, nel calcio praticato prima dell’avvento di Mignani.
Il pareggio del Padova, rimane l’unica vera toppata di centrocampo e difesa. Si subisce un cambio campo splendido dell’ex Pompetti su Capelli e poi non si copre l’inserimento di Varas che, seguendo l’azione da dietro, va a chiudere tutto solo sul secondo palo. Peccato davvero, ma nel calcio non esisterebbero la stragrande maggioranza dei gol, se non ci fossero errori. Che si possono limitare, ma non eliminare. Il problema semi tragico del Catanzaro di questa stagione è il seguente: l’inizio catastrofico, con sei sconfitte in otto gare, non consente più ulteriori errori…e come recita la vulgata…”ci si è già ampiamente giocati la dote”. La sottovalutazione dei più, nel minimizzare sin dalle prime partite, liquidando sconfitte risibili come partenza lenta e accostabile ai due anni precedenti, ha fatto danni che ora vanno riparati e in fretta.
Chi scrive, ha trovato immediatamente inadeguata questa narrazione, ritenendola per niente aderente alla realtà. Le squadre di Caserta ed Aquilani, avevano entrambe 12 punti dopo 10 giornate, perdevano raramente e possedevano uno spessore tecnico tattico potenziale, poi puntualmente dimostrato sul campo, da top team della cadetteria. Il Catanzaro di oggi, ha conseguito 6 punti in 10 partite, ha subito 22 gol e con meno 11, ha la peggiore DR della categoria. Ma di cosa dobbiamo continuare a parlare? Solo di una e indubitabile questione: i numeri sono impietosi, ma la squadra giallorossa non è assolutamente da ultimo posto e nemmeno da retrocessione. Mignani ha già messo a disposizione della causa, tutta la sua importante professionalità e quella del suo organizzatissimo staff. Si è già lavorato con importante tempismo e precisione, sia sotto l’aspetto psicologico che sotto quello tattico.
Ci sono davanti 28 partite, la strada è lunghissima, ma le possibilità di ripresa vera, sono reali e da perseguire con intelligenza e tenacia. Tre le priorità: assetto difensivo coerente, centrocampo propositivo ed equilibrato, trame d’attacco incisive, con Pietro Iemmello che deve tornare determinante, sia come uomo gol che come assist man. Trovare un assetto coerente e sempre affidabile, sia con difesa a tre che a quattro risulta indispensabile. Tutte le squadre che si rispettino, si schierano in entrambi i modi, cambiando con disinvoltura anche in partita. E in questo senso, si è già visto qualcosa di interessante a secondo tempo in corso, contro il Padova. Avere sempre un centrocampo dinamico e preciso nel condurre il gioco, nel fare il giusto filtro a supporto della difesa, non è un semplice dettaglio nel calcio, ma sostanza pura.
E recuperare il miglior Mosti alla titolarità, diventa imprescindibile per il valore del calciatore, che non è un trequartista, come si sente dire molto superficialmente da più parti. Nella Juve Stabia giocava in un centrocampo a tre con Leoni play, Correia ad affiancarlo e proteggerlo. I trequartisti, a turno, erano Pierobon e Maistro. Mosti partiva da lontano, per poi stoccare al limite dell’area avversaria o fare assist per i compagni. Un centrocampista con visione molto verticale e offensiva. In poche parole un incursore, non un doppio play come Pontisso o Pompetti. Terzo ed ultimo riferimento all’attacco.
Qui bisogna trovare il modo, di liberare il Capitano sotto porta. Nessuno sa arrivare al gol e a rifinire come lui, i numeri non mentono mai e sono lì a certificarlo. Sempre in attacco e in attesa del ritorno di Pecorino, bisogna trovare il modo di sfruttare tecnica e fantasia di Pafundi sul centro destra; velocità, tiro a rete e assist di Buso, facendolo partire dal centro sinistra. Questi due calciatori, soprattutto come subentranti dalla panchina, unitamente al giovane e strutturato Arditi, possono cambiare davvero le gare. In fase offensiva, il Catanzaro ha un enorme limite. Non ci sono elementi capaci di saltare l’uomo con facilità e creare quella superiorità numerica che nel calcio moderno risulta essere più che decisiva. A gennaio bisognerà intervenire per forza in questo senso, oltre che cercare di ingaggiare un grande centrocampista da doppia fase che esalti le qualità di Petriccione davanti alla difesa, nel fraseggio rapido e breve, per poi liberare il gioco sulle fasce e in verticale.
Nel frattempo palla a mister Michele Mignani che sembra aver già capito molto bene il da farsi, seppur con le caratteristiche e i limiti degli uomini a disposizione. Un appello vorremmo lanciare ai tifosi, quelli veri e che hanno DAVVERO a cuore le sorti della squadra: non replichiamo durante le partite al Ceravolo, le critiche ingenerose verso i calciatori che non stanno performando bene. Non facciamo, come già erroneamente accaduto con Cassandro e Pittarello, per formulare due esempi molto precisi. Dorval e’ arrivato in condizioni atletiche non perfette, ma le sue qualità tecniche non si discutono e sta iniziando a dimostrarlo. Stessa cosa potrà fare Ruggero, se lasciato sereno e incitato nel modo giusto. È stato un grande difensore a livello di C con la Virtus Verona, e in B con la Juve Stabia è risultato per ben due anni tra i migliori centrali della categoria. Giocare in una squadra messa male in campo, come durante la gestione Gorgone, non è facile per nessuno. E senza un centrocampo che sappia fare in entrambe le fasi il suo mestiere, la difesa è il primo settore a soffrirne.
Il nuovo corso, farà durante la settimana di allenamento, il suo. Noi, dobbiamo fare il nostro e stare vicini a TUTTI I CALCIATORI CHE SARANNO IMPIEGATI. Salvare questa categoria deve essere la PRIORITÀ DELLE PRIORITÀ!!!
