Catanzaro, l’arma in più per la nuova stagione si chiama Pompetti

Il 21 febbraio 2026, a Chiavari, Marco Pompetti ha segnato un gol che pesa più dei tre punti. Sette mesi dopo una frattura scomposta alla tibia sinistra, il centrocampista pescarese ha depositato in rete l’assist di Filippo Pittarello e ha chiuso il match sul 3-1. Non era solo un gol del definitivo vantaggio. Era la fine di un esilio cominciato a Dimaro, davanti al Napoli, in una sera di amichevole che doveva contare poco e che invece ha cambiato la stagione del classe 2000.

Oggi, alla vigilia di un’annata che si preannuncia decisiva, la domanda è una sola: quanto può dare un Pompetti tornato integro a un centrocampo che lo ha sempre considerato insostituibile?

L’infortunio che ha fermato Pompetti

Il 26 luglio 2025, durante l’amichevole pre-campionato contro il Napoli a Dimaro Folgarida, Pompetti è caduto a terra al 58′ dopo uno scontro fortuito con Luis Hasa. Non riusciva a poggiare la gamba sinistra. Gli esami hanno parlato chiaro: frattura lievemente scomposta del terzo distale della tibia. Niente trattamento conservativo, dunque intervento chirurgico, eseguito il 28 luglio 2025 dal professor Francesco Benazzo alla Fondazione Poliambulanza di Brescia.

Arrivava nel momento peggiore possibile. Pompetti, classe 2000, reduce da una stagione 2024-25 chiusa con 4 reti di pregevole fattura, si era affermato come il regista capace di dettare i tempi del possesso palla giallorosso. Quella sera a Dimaro, in pochi secondi, tutto si è interrotto.

Centosessantaquattro giorni, diciannove partite saltate

Il recupero è durato 164 giorni. In quel periodo Pompetti ha saltato 19 partite ufficiali, un’assenza che il direttore sportivo Ciro Polito ha definito senza giri di parole: un vuoto enorme, lasciato da un giocatore che aveva chiamato “insostituibile”.

I primi giorni dopo l’operazione sono stati i più difficili. Pompetti li ha trascorsi a Pescara, poi ha scelto di tornare in Calabria, vicino allo spogliatoio e ai compagni che lo aspettavano. Il 24 agosto 2025, prima di Catanzaro-Sudtirol, si è presentato a bordo campo con le stampelle. Lo stadio gli ha tributato una standing ovation che ancora oggi viene ricordata come uno dei momenti più sentiti della stagione.

La riabilitazione, tra scienza e pazienza

Lo staff medico giallorosso non ha avuto fretta. Il programma di recupero ha seguito un carico progressivo, con solette ortopediche pensate per ridistribuire la pressione sul piede sinistro e un lavoro di rinforzo partito da pesi minimi per stimolare in sicurezza il rimodellamento osseo. A questo si sono aggiunti test di stabilometria a occhi aperti e chiusi, fondamentali per recuperare equilibrio e propriocezione dopo mesi di immobilità.

Un lavoro lento, certosino, che ha pagato. Il 16 gennaio 2026 Pompetti è tornato tra i convocati per la trasferta di Venezia, persa 3-1 il giorno seguente. Aquilani ha scelto di non rischiarlo su un campo freddo e complicato: solo l’aria della partita, niente minuti. Il vero rientro è arrivato il 31 gennaio, con l’ingresso al 74′ al posto di Pontisso. Tre settimane più tardi, il gol di Chiavari ha chiuso il cerchio.

I numeri del ritorno: la regia è la stessa di sempre

Da gennaio in poi, Pompetti è tornato a essere un punto fermo del centrocampo. Nella stagione 2025-26 ha totalizzato 17 presenze in campionato per 581 minuti, a cui si aggiungono 98 minuti spalmati su quattro gare di playoff. Numeri che, da soli, racconterebbero un rientro graduale. Quello che colpisce è la qualità con cui sono arrivati.

Pompetti ha chiuso con una precisione nei passaggi del 91,5%, percentuale da regista vero, e ha vinto oltre il 53% dei duelli a centrocampo. Non sono dati di chi sta ancora cercando il ritmo gara. Sono i numeri di un calciatore che ha recuperato esattamente le geometrie che lo rendevano prezioso prima dell’infortunio.

Verso il 2026-27: un contratto, un ruolo, un’aspettativa

Pompetti è arrivato al Catanzaro nel luglio del 2023 e il suo contratto lo lega alla società fino al 30 giugno 2027. Davanti a sé ha quindi non solo una stagione, ma un percorso che la dirigenza ha scelto di blindare anche nei mesi più complicati del suo recupero. Una scelta che oggi, alla luce dei numeri post-rientro, appare ancora più sensata.

Il finale di stagione 2025-26 ha già restituito indicazioni chiare: il giocatore c’è, la gamba risponde, la lettura del gioco non ha perso nulla. Per Aquilani, avere a disposizione fin dal ritiro estivo un Pompetti al 100% significa poter costruire la manovra del Catanzaro attorno a un metronomo che il campionato di Serie B aveva imparato a rispettare già prima di Dimaro.

La stagione 2026-27 si gioca anche su questo: capire se quel ragazzo sceso in campo a Chiavari con il pallone di Pittarello tra i piedi sia tornato per restare, o se quella rete fosse solo il primo capitolo di una storia ancora più lunga.

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