Diamanti avvisa il Cesena: “Col Catanzaro vietato sentirsi favoriti”

Alessandro Diamanti non vuole sentir parlare di favori del pronostico. Alla vigilia di Cesena-Catanzaro, in programma sabato alle ore 15 allo stadio Manuzzi, il tecnico romagnolo ha presentato la sfida in conferenza stampa, con le sue parole riportate da CorriereRomagna.it. I bianconeri arrivano dal pareggio stretto di Bolzano, un risultato che ha lasciato l’amaro in bocca per le occasioni sprecate. Di fronte troveranno un Catanzaro ferito, ultimo in classifica ma guidato da un tecnico esperto come Michele Mignani. Il perché di tanta cautela da parte dell’allenatore cesenate è presto spiegato: la classifica, a questo punto della stagione, conta meno dell’atteggiamento.

«Non voglio sentire dire che siamo favoriti»

L’avversario è in una posizione di classifica complicata, ma Diamanti alza un muro. «Non voglio sentire dire che siamo favoriti, sarebbe un grandissimo errore. Non mi interessa la loro classifica, dobbiamo scendere in campo con il coltello tra i denti». Parole nette, che delineano l’approccio richiesto ai suoi ragazzi. Il Cesena ha preparato la gara con una settimana definita dallo stesso tecnico come “energetica”. La posta in palio è alta, e il rischio di sottovalutare un avversario in difficoltà è un lusso che i romagnoli non possono permettersi. La sfida del Manuzzi si preannuncia come un banco di prova per la tenuta mentale del gruppo.

Druiventak e il gol che non arriva

Il pareggio di Bolzano ha acceso i riflettori sulle occasioni sprecate, in particolare quelle capitate a Druiventak. L’attaccante olandese si è trovato quattro volte davanti al portiere senza trovare la rete. Diamanti, però, lo difende a spada tratta. «Per me ha fatto la sua migliore partita, lui lavora a testa bassa, il gol lo farà, l’importante è che si faccia trovare in quella posizione». Un attestato di stima che sposta l’attenzione dalla finalizzazione alla capacità di creare occasioni. Sulle fasce, il tecnico sa di avere alternative: «Abbiamo tante scelte e in ogni partita si può cambiare». Il riferimento a Caprini è un avviso: entrato bene contro il Südtirol, ma non ancora pronto per i novanta minuti.

L’emergenza difensiva e il processo di crescita

Il Cesena ha un primato di cui farebbe volentieri a meno. È l’unica squadra del campionato a non aver ancora chiuso una gara con la porta inviolata. Un dato che pesa, e che Diamanti non nasconde. «Noi lavoriamo tanto sulla fase difensiva con Perticone. Dobbiamo migliorare a partire dalle partitelle. Nella testa i giocatori devono avere l’atteggiamento di quelli che non devono mai concedere, perché poi se lo portano in partita». Il tecnico parla di processo, di un lavoro quotidiano che deve trasformarsi in automatismo. La fase difensiva non è solo una questione di posizionamento, ma di mentalità. E il Catanzaro, affamato di punti, rappresenta l’avversario perfetto per mettere alla prova questa crescita.

La rifinitura, gli indisponibili e il caso Shpendi

Sul fronte delle condizioni fisiche, la situazione è quasi al completo. A parte Schirone, che si sta allenando in campo individualmente, tutti sono a disposizione. Incluso Cristian Shpendi, che a inizio settimana aveva lavorato a parte in palestra. «Al martedì – scherza Diamanti – Cristian ha il bonus gol. Aveva preso una bottarella e aveva bisogno di recuperare». L’attaccante è stato inoltre convocato dalla Nazionale albanese per le sfide contro Finlandia e Bielorussia, ultimi appuntamenti del girone di Nations League. Un riconoscimento che premia il suo momento di forma e che aggiunge un carico di motivazioni ulteriori in vista della sfida contro i giallorossi.

La partita del Manuzzi si avvicina, e il Cesena di Diamanti ha messo nel mirino un solo obiettivo: scendere in campo con la giusta cattiveria. Il tecnico ha chiesto ai suoi una settimana energetica, e la risposta dovrà arrivare dal campo. Il Catanzaro è ultimo, ma questo, per il Cesena, non deve rappresentare un alibi. Perché in Serie B, come ricorda spesso chi la vive, nessuna partita è scontata. E il coltello tra i denti, in certi casi, fa la differenza più di qualsiasi modulo.

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