Roberto Vichi e la Serie A del 1976: “A Catanzaro ci hanno resi immortali”

Roberto Vichi, nato a Roma il 1^ giugno 1954, come biondo si faceva riconoscere subito nelle formazioni, ma anche come calciatore era unico, un difensore di stile, più che di agonismo. Lo ha sempre ammesso e a Catanzaro resta sempre un idolo nella promozione in Serie A 1975-76. Ed anche quest’intervista è buona per ringraziarlo e salutarlo. Ci racconta tutto, ci ricorda tutto ciò che accadde.

– Iniziamo un po’ dai momenti più belli: le partite belle, importanti per il risultato e perciò indimenticabili di quel campionato?
“La gara più importante fu a Genova contro i rossoblu, dove vincemmo 1-0, ma il momento più importante fu senza al gol di Improta al 90′ a Reggio Emilia”.

– Ci racconta del ruolo e del carisma di Gianni Di Marzio?
“Di Marzio era un vero comandante: squadra e città ruotavano intorno a lui”. 

– Fra le tante partite che ha giocato in quel campionato, ci racconta le sue prestazioni più belle, quelle che ancora oggi ricorda di più?
“Non ricordo la mia gara migliore, ma posso dire con certezza che giocare con quei difensori mi rendeva facile tutto”. 

– Dei festeggiamenti a Catanzaro per la promozione che cosa ricorda? Quali sono gli eventi che le hanno portato l’entusiasmo e il successo ad essere ancora più grandi e indimenticabili a livello di emozione?
“Quando arrivammo a Lamezia, fino a Catanzaro ci venne a scortare una marea di macchine piene di gente impazzita di gioia e l’attraversamento su un trenino in città fu un esperienza indimenticabile. Ma l’emozione più grande l’ho provata quando un mese fa mi hanno chiamato per festeggiare i 50 anni di quell’evento. E’ incredibile! Ci hanno fatto sentire immortali nella memoria di questa città”.

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