Ventuno minuti per lasciare un’impronta tangibile sul prato di Creta. Costantino Favasuli non si accontenta della semplice passerella di fine stagione. Dopo i 67 minuti da titolare vissuti nella vittoria contro il Lussemburgo, l’esterno di proprietà del Catanzaro ha sfruttato al massimo il rodaggio finale nell’amichevole vinta dall’Italia contro la Grecia. Il suo ingresso a gara in corso ha infiammato la manovra offensiva, trasformando una breve apparizione in una nitida dichiarazione d’intenti. La Nazionale guidata da Silvio Baldini chiude il mini-ciclo estivo con un altro successo di misura. Uno 0-1 firmato dal solito Pio Esposito, vitale per testare la tenuta mentale di un gruppo costretto a difendersi in inferiorità numerica nell’ultima mezz’ora di gioco.
Il sigillo di Esposito e l’inferiorità numerica
Il copione tattico allestito dal commissario tecnico ad interim ricalca l’aggressività mostrata nella precedente uscita. L’avvio azzurro annichilisce le geometrie elleniche costringendo i padroni di casa sulla difensiva. La rete decisiva matura nei primi scampoli di gara, innescata da una percussione ficcante di Ekhator che recapita a Pio Esposito un pallone invitante. L’attaccante dell’Inter, già match-winner nel precedente impegno, finalizza l’azione di piede confermando una letale freddezza sotto porta.
Il dominio tricolore si protrae senza sbavature fino all’alba della ripresa, istante in cui Koleosho scuote la traversa al termine di un’incursione solitaria. Il quadro della partita muta radicalmente al 60′. L’uscita forzata per infortunio di Comuzzo chiama in causa Reggiani. Il difensore appena subentrato si fa sorprendere dallo scatto in profondità di Douvikas, stendendolo irregolarmente. L’arbitro non ha dubbi ed estrae il cartellino rosso diretto, stravolgendo l’inerzia tattica della sfida.
L’impatto di Favasuli: garra agonistica e fiammate
Riorganizzare l’assetto in inferiorità richiede nervi saldi e innesti capaci di capovolgere rapidamente il fronte. Silvio Baldini getta nella mischia Costantino Favasuli per rivitalizzare la corsia. Il classe 2004 accumula altri 16 minuti di esperienza internazionale, dilatati dai 5 di recupero concessi dalla direzione di gara. Un lasso di tempo circoscritto che il laterale giallorosso divora con un’applicazione feroce.
Entrato in campo con un piglio autorevole, il talento calabrese costringe la retroguardia greca a un ripiegamento costante. Il culmine della sua prestazione si materializza con una conclusione velenosa scoccata dal limite dell’area. Un tiro rapido e insidioso, indirizzato poco sotto la traversa, che esalta i riflessi del portiere di casa, negando al ragazzo la prima gioia personale in azzurro. L’eccessiva carica agonistica sfocia in un’ammonizione, dettaglio che certifica la voglia di non sottrarsi mai al duello fisico.
Il muro di Donnarumma protegge il fortino
L’assedio finale dei padroni di casa testa la solidità strutturale del pacchetto arretrato italiano. La superiorità numerica regala ossigeno alla manovra offensiva della Grecia, riversata in avanti alla disperata caccia del pareggio. La dea bendata bacia i legni azzurri quando il siluro scagliato da Zafeiris si stampa in pieno sul palo, strozzando l’urlo del pubblico locale.
Nel momento di massima sofferenza, sale in cattedra l’esperienza siderale di Gianluigi Donnarumma. L’estremo difensore abbassa la saracinesca, disinnescando con due parate d’istinto puro i tentativi ravvicinati dell’insidioso Pavlidis. Il fortino resiste agli assalti e blinda la vittoria fino al triplice fischio liberatorio.
La spedizione mediterranea viene archiviata con un percorso netto e indicazioni tattiche pesanti per la ristrutturazione del sistema federale. La compattezza esibita durante le fasi di totale emergenza testimonia lo spessore caratteriale di questi ragazzi. Per Costantino Favasuli si chiude un tirocinio europeo di inestimabile valore, utile a sgrezzare il talento e ad affinare la personalità. Rientrare nel quartier generale calabrese con una simile dose di consapevolezza cambia le prospettive dell’intera stagione. Il club si ritrova tra le mani un laterale collaudato da palcoscenici complessi, un elemento cardine da cui far ripartire la corsa verso i vertici della classifica cadetta. Il vento di Creta soffia vigoroso sui Tre Colli, portando con sé l’eco di una maglia azzurra onorata dal primo all’ultimo secondo.
