Addio a Salvatore Tomaselli, Sergio Dragone: “Quella bandiera giallorossa accanto alle casse del market”

Salvatore Tomaselli, innamorato pazzo del Catanzaro e della sua Città

Fare spesa al market Tomaselli è sempre stata una festa, quasi un rito, un tuffo nelle emozioni del tifo giallorosso, un’ondata di calore umano. “Salvatorino”, come lo chiamavo affettuosamente, mi onorava della sua amicizia fin dai lontani anni Ottanta, quando conducevo una trasmissione sportiva nella mitica RTC che aveva gli studi nello stesso stabile del suo negozio in via Schipani. Erano gli anni ruggenti della serie A, di Carletto Mazzone e Bruno Pace, di “Ramon” Turone e Sergio Santarini, di Massimo Palanca ed Edy Bivi. Arguto, ironico, molto attento, la battuta sempre pronta, dimostrava già allora un amore smisurato per il Catanzaro e per la città.

Anche quando per moltissimi anni ho smesso di occuparmi di calcio, “Salvatorino” mi ha sempre considerato sempre e soltanto un giornalista sportivo con cui condividere ansie e speranze, a cui chiedere un commento o un giudizio sull’ultima partita, sui giocatori o sulla situazione della società.

La bandiera giallorossa in bella vista alle casse, Tomaselli ha sempre difeso a spada tratta il Catanzaro, anche nei momenti più bui della sua storia. Il celebre motto pronunciato nel 1951 da Renato Rascel al teatro Sistina nella sera in cui la Roma scivolò in serie B (“La Roma non si discute, si ama”), “Salvatorino” lo aveva adottato e fatto suo, applicandolo alla sua squadra del cuore. Sempre con garbo ed educazione, senza mai alzare la voce per avere il sopravvento sugli interlocutori, facendo prevalere un amore sconfinato per i nostri colori.

Il market era il suo piccolo grande mondo, la sua creatura, lo aveva costruito con pazienza e sacrificio, lavorando anche quindici ore al giorno. La clientela era la sua seconda famiglia, con ognuno aveva stabilito rapporti quasi confidenziali. Intere generazioni di ragazzi e di bambini sono cresciuti con i suoi panini con la mortadella o – come ha ricordato una persona sui social in queste ore – con i panini al burro con dentro il “kinder bueno”.

Hanno ragione coloro che in questo momento assai triste dicono che via Schipani non sarà più la stessa senza Tomaselli. Non è una frase retorica, è la pura verità. Così come non sarà più lo stesso lo stadio “Ceravolo” dove resterà vuoto il suo sedile di abbonato “nei secoli fedele”.

A me, anche se lontano, mancheranno moltissimo la sua contagiosa allegria e la sua immensa passione per il Catanzaro. Non mi stupisce l’ondata di commozione di queste ore, anche da parte di chi “Salvatorino” non lo ha mai conosciuto. Perché oggi, più che mai, nel suo ricordo il Catanzaro è quella cosa che ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo, che ci fa sentire uniti anche se siamo lontani. Ciao, amico mio.

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