“Comincia una nuova battaglia… RAGAZZI NESSUNA PIETÀ”!

Catanzaro Monza per la storia, in uno Stadio Nicola Ceravolo da impazzire

Il titolo di questo pezzo pre gara, è stato “totalmente ispirato” dal meraviglioso post pubblicato stamattina da Giuseppe Zuckenberg, grande Ultras Giallorosso. Chi scrive aveva difficoltà a trovare il titolo giusto per un’occasione del genere e la lettura di quel post è stata una folgorazione. Il titolo, in effetti, era in uno dei cori più identitari della leggendaria Curva Massimo Capraro, grazie pubblicamente a chi lo ha ispirato.

La NUOVA BATTAGLIA di oggi, non sarà come le altre grandi prove casalinghe di questi play off. Inutile girarci intorno, oggi ogni palla contesa, ogni centimetro che separa i nostri calciatori da essa, decreterà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, tra vincere o perdere, tra vivere o morire. Questi concetti ormai mitici, tratti dal meraviglioso finale del film”Ogni Maledetta Domenica”, interpretato magistralmente da uno straordinario attore come Al Pacino, sono perfettamente attagliati a ciò che i calciatori giallorossi dovranno fare in campo.

Oggi non è un preliminare play off che siamo abituati a fare nostro ormai da tre anni, non è una semifinale play off che quest’anno abbiamo da qualche giorno archiviato trionfalmente, tra veleni avversari indicibili e che ci ha fatto alzare la famosa asticella. Oggi trattasi di FINALE PLAY OFF, valida, al meglio di due partite, per la PROMOZIONE IN SERIE A. La storia del Catanzaro non ha eguali in Calabria, tutti impallidiscono per almanacco e prestigio e chiaramente con tutto il dovuto rispetto. Solo la Reggina può vantare un unico dettaglio di superiorità nei numeri: nove campionati nella Massima Serie, contro i sette del Catanzaro. Ma i giallorossi si prendono lo scettro generale con altre tre voci: record di promozioni in A, ben tre; record di punti nella massima serie, con un settimo ed un ottavo posto; due semifinali di Coppa Italia Nazionale ed una finalissima dopo aver eliminato la Juventus a Torino, vincendo per uno a due; record di presenze in serie B, rispetto alle altre calabresi, che rappresenta comunque il campionato professionistico più importante dopo la Seria A; record di punti e di vittorie nella cadetteria, con tre promozioni, tanti altri campionati di assoluto vertice e tre dispute ultime di play off, con due semifinali e la finale di oggi. Questi sono I NUMERI E QUESTA È LA STORIA.

Poi i social si inventano di tutto, senza scomodare Umberto Eco, sappiamo di cosa stiamo parlando: del nulla cosmico, come sempre, se ad agitare animi e tastiera sono i sentimenti contro più beceri. A quel e a questo punto, rimane la REALTÀ e i numeri la riflettono in ogni aspetto della vita, calcio compreso, anzi calcio innanzi TUTTO. Oggi è perfettamente inutile addentrarsi in aspetti tattici, anche per chi scrive e che ne fa solitamente una “ragione professionale” dovuta ai lettori. Come gioca il Catanzaro, con il suo ormai magico 3 4 2 1 ,hanno imparato a riconoscerlo tutti. Come tutto l’undici meraviglioso e fortissimo “guidato” da un mister strepitoso come Aquilani, un leader assoluto come Pigliacelli, un secondo capitano stoico e indistruttibile come Brighenti, due fenomeni del centrocampo come Petriccione e Pontisso e IL CAPITANO, ANIMA TOTALE PIETRO IEMMELLO, sia ormai quasi LEGGENDA, lo apprezzano in tanti.

A loro si sono aggiunti perfettamente uno strepitoso Cassandro, un molto più attento e implacabile Antonini, talenti assoluti come Cisse prima e Liberali con Alesi dopo. Un cenno a parte per due leoni assoluti come Favasuli e Pittarello. Con loro il “discorso di Al Pacino” trova in ogni centimetro del campo, l’apoteosi della realizzazione, sotto l’aspetto reale ed ideale. La rinascita si D’Alessandro e Di Francesco, il recupero di un TITOLARE come il fortissimo e sfortunato come Pompetti, la grande rapidità e incisività di Rispoli, la presenza sempre volitiva e generosa di Frosinini, quella fisica e tattica di Nuamah, quella ancora inesperta ma solida di Bashi, Fellipe Jack e Verrengia. E ancora la grande serietà e affidabilità di Buglio ex capitano della Juve Stabia. La resilienza di dover interpretare un ruolo “minore” per un grande calciatore come Oudin, per il promettente esterno Esteves, per il giovane e grintoso Koffi ed ancora di più, per i due portieri di riserva Marietta e l’ormai storico terzo Borrelli. Non abbiamo dimenticato nessuno, ma un grande grazie particolare al già citato Cisse, perché quello che ha fatto vedere a tutti nella prima parte di campionato è da calciatore di LIVELLO SUPERIORE.

Dopo questa dovuta “descrizione” di tutti i meriti e i ruoli della rosa giallorossa, come si affronta un avversario come il Monza? Non ci addentriamo nel 3 4 2 1 a specchio di mister Bianco. Limitiamoci e dire che contro un portiere alto 2,02 come Thiam, sono inutili i traversoni alti a molli dalla trequarti, ancor di più per la presenza fisica di due giganti fortissimi come il giovane Delli Carri e l’ espertissimo Ravanelli. I cross devono essere rapidi e tesi, effettuati possibilmente dal fondo, i passaggi ed i fraseggi immediati, ad un tocco o due, l’attenzione sulle seconde palle massimale, l’altruismo assoluto di servire il compagno smarcato e’ d’obbligo, le proteste inutili e gli ostruzionismi passibili di ammonizione assolutamente banditi, i falli da dietro su un avversario già chiuso e pressato e che cerca l’appoggio per ottenere la punizione, assolutamente da evitare. L’applicazione totale sulle preventive difensive, le diagonali tempestive e le palle mortifere da non perdere MAI, per le potenziali ripartenze avversarie, sono indispensabili contro un simile avversario. Stiamo parlando di una squadra che potrebbe tranquillamente giocare la serie A, con Pessina e il giovane talento Colombo a centrocampo, con la classe di Hernani ed uno come Colpani riserva di lusso, con due esterni come Birindelli e soprattutto Azzi, con Mota, Petagna e uno del livello di Patrick Cutrone in attacco.

Inutile fare altri nomi. Il compito è difficilissimo, ma in campo oggi non ci và solo l’abilità tecnica o tattica. Le figurine lasceranno la scena al cuore, al pathos, a qualcosa di inspiegabile che ha nel suo DNA lo stadio Ceravolo. I video del calabrese Pancio riflettono quello che è il clima, le parole del telecronista Matteo Pirritano anche, quelle di Massimo Palanca sono da farti stringere il cuore. I ragazzi e il mister lo sanno, ma dovranno trasformare tutto questo amore in fattore positivo e decisivo. Il Monza si gioca una “semplice” promozione, il Catanzaro si gioca sentimentalmente qualcosa di grandioso e imparagonabile. Tutti questi sentimenti e passioni sono nel cuore e nella testa del nostro inimitabile Capitano. Sarà e dovra’ essere lui il condottiero e protagonista, lo vuole la sua gente, lo vuole la storia, lo vuole IL DIO DEL CALCIO.

Il sogno è di rivedere il grande Presidente, il grande mister e il mitico Capitano, di nuovo abbracciati per festeggiare un primo grande risultato, a fine partita. E tutto il Ceravolo a gioire e piangere di felicità con loro. E allora ” Cominci l’ultima battaglia…ragazzi nessuna pietà”.

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