giovedì 26 Febbraio 2026

Pompetti a Radio Ciak: “Catanzaro, sogniamo in grande. Aquilani, Iemmello e la mia rinascita”

Il buio dell’infortunio è finalmente alle spalle, scacciato via da quel sinistro preciso sul prato di Chiavari. Marco Pompetti si è ripreso le chiavi del centrocampo dell’US Catanzaro, dimostrando di aver superato mesi di complessa riabilitazione fisica e, soprattutto, psicologica. Intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ciak&Goal” su Radio Ciak, condotta dal nostro Lorenzo Fazio, il talentuoso regista pescarese ha snocciolato i segreti del suo rientro e del momento d’oro vissuto dalla squadra di Alberto Aquilani. Con una condizione atletica in ascesa e quattro vittorie consecutive a spingere il gruppo, il numero 21 analizza l’evoluzione tattica delle Aquile, esalta la leadership di Pietro Iemmello e fissa le coordinate per un finale di stagione dove sognare i vertici della Serie B diventa un imperativo categorico.

La vittoria sulla mente e il capolavoro corale di Chiavari

Il rientro a Bolzano aveva rotto il ghiaccio, ma è la trasferta ligure ad aver sancito la vera liberazione. Per Pompetti, i mesi lontano dal rettangolo verde hanno rappresentato una durissima battaglia psicologica. “Sono stati dei mesi difficilissimi, perché capire e accettare l’infortunio è stata la cosa più difficile”, ha ammesso il centrocampista. “A livello mentale, più che fisico, ho dovuto fare un grande sforzo e dei grandi sacrifici per far sì che non intaccasse il mio percorso. Ci sono stati alti e bassi, ma ho cercato di essere il più positivo possibile”.

La rete contro la Virtus Entella non è stata un semplice gesto tecnico, bensì lo spartiacque emotivo della sua stagione: “Il gol mi ha dato un’iniezione di autostima, mi ha fatto tornare a vivere le emozioni per cui lavoro tutti i giorni. Vedere tutti i compagni correre ad abbracciarmi è stato da brividi: sanno quanto ci tengo, mi hanno vissuto durante l’infortunio e vedevano quanto fremevo”.

A colpire, inoltre, è stata la costruzione corale della marcatura, per la quale Pompetti divide i meriti con il gruppo: “Pittarello ha fatto qualcosa di veramente importante, io ho semplicemente dovuto spingere la palla in rete. Ma abbiamo fatto un’uscita da dietro strepitosa, un’azione piena di fraseggio e verticalità, con un passaggio chiave di Pontisso”.

Tre moduli, un’unica identità: l’evoluzione della mediana

Al suo terzo anno nel capoluogo calabrese, Pompetti rappresenta un perfetto collante tattico, capace di analizzare con precisione le differenze tra Vincenzo Vivarini, Fabio Caserta e l’attuale tecnico Alberto Aquilani. “Sono stati tre allenatori differenti, con ognuno le proprie idee, ma mi sono trovato benissimo con tutti e tre”, ha spiegato. “Caserta proponeva un calcio più verticale, mentre Vivarini e Aquilani prediligono un pochino di più il fraseggio. Sono tutti accomunati dall’idea di dominare il gioco”.

La chiave del Catanzaro moderno risiede proprio nella flessibilità del suo centrocampo. Giostrare in una mediana a due o agire da interno a tre non altera l’efficacia del numero 21: “Un centrocampista che è la mente della squadra può giocare in qualsiasi posizione. Il mister ha la fortuna di avere centrocampisti che possono fare qualunque ruolo; sa che in qualunque maniera ci metta in campo, può avere la massima resa da parte nostra”.

L’investitura per “Il Capitano” Iemmello

In questo ingranaggio perfetto, spicca la leadership assoluta di Pietro Iemmello. Per Pompetti, l’attaccante catanzarese non è semplicemente il bomber della squadra, ma un’entità superiore: “Io non lo chiamo né Pietro né Iemmello, lo chiamo veramente ‘Il Capitano’. Se potessi scegliere di avere un Pietro Iemmello in ogni squadra lo vorrei avere. Quando tocca la palla è un’altra cosa, non c’entra niente con nessuno di noi. Ha un’aura che non ha nessuno e riesce a decidere le partite quando meno ce lo aspettiamo”.

Un carisma che si estende anche all’assetto strategico della squadra durante i novanta minuti: “Di calcio capisce tantissimo. Gli piace a livello tattico cercare di capire cosa si può fare in campo, secondo me sarà destinato a fare l’allenatore”.

L’ostacolo Frosinone e la fame di vertice

Con una forma fisica ormai vicina al top (“mi sento di star tornando alla migliore condizione”), Pompetti guarda al big match di domenica contro il Frosinone senza alcun timore reverenziale. “Affrontiamo una squadra fortissima, ma noi giochiamo con l’ultima in classifica o con la prima sempre con l’idea di dominare il gioco e di essere propositivi”, ha sentenziato il regista. “Ci aspettiamo un pubblico importante, veniamo da quattro vittorie e dobbiamo avere entusiasmo. Faremo di tutto per vincere”.

L’orizzonte del Catanzaro si allarga così ben oltre l’obiettivo primario della permanenza in categoria, ormai virtualmente in archivio. Le parole del centrocampista certificano l’ambizione di uno spogliatoio compatto, in cui ogni elemento rema nella stessa direzione per alzare l’asticella. “Voglio essere un tassello e dare una mano a questo cammino strepitoso”, ha concluso Pompetti. “Credo che ci possiamo togliere delle grandi soddisfazioni. Abbiamo tutte le possibilità e i requisiti per sognare in grande e puntare a entrare nei Playoff nella miglior posizione possibile”. Un traguardo non più utopico, ma logica conseguenza del lavoro di una formazione che, sul piano del gioco e del carattere, ha dimostrato di non essere seconda a nessuno in cadetteria.

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