Un punto che brucia come una sconfitta, al netto di una supremazia territoriale evidente. Il prato del Ceravolo ha raccontato una storia di dominio tecnico e agonistico, vanificato solo all’ultimo respiro. Nell’uno a uno di Catanzaro-Monza brilla l’organizzazione corale di una squadra capace di annullare il divario economico con un avversario costruito per la promozione diretta. Le Aquile hanno giocato a memoria. La spina dorsale giallorossa è stata sorretta dall’esperienza di chi ha ereditato i gradi di capitano e dall’irriverenza dei più giovani. Resta il profondo rammarico per una sbavatura finale che ha riscritto il tabellino, ma le valutazioni individuali certificano l’eccellente stato di salute della rosa.
Pigliacelli 6+ – Praticamente inoperoso per l’intero arco della gara. Intuisce l’angolo sul rigore finale a tempo scaduto, sfiora la sfera con la punta delle dita senza riuscire a deviarne la traiettoria.
Cassandro 7 – L’ennesima prova impeccabile da braccetto difensivo. Sbarra la strada agli incursori brianzoli e accompagna la manovra offensiva con puntualità e intelligenza.
Antonini 6- – Una prestazione solida sgretolata proprio sul traguardo. Colpisce una traversa clamorosa nel primo tempo e si vede annullare la rete del raddoppio nella ripresa. Il fallo ingenuo su Petagna al 94′ macchia irreparabilmente un pomeriggio fino a quel momento pregevole. Peccato.
Brighenti 7,5 – Monumentale. Eredita la fascia dal grande assente Iemmello e si trasforma in un leader assoluto. A quasi 37 anni erige un muro insormontabile, regalando chiusure in anticipo a tratti emozionanti. Proprio da una sua lettura aggressiva nasce la manovra che sblocca l’incontro.
D’Alessandro S.V. – La sua partita dura la miseria di diciotto minuti. Sfortunato, alza bandiera bianca per infortunio. Si spera non sia nulla di grave. (Dal 18′ Frosinini 6 – Interpreta il ruolo con caratteristiche completamente diverse rispetto al compagno. Garantisce un apporto diligente, senza acuti ma privo di sbavature tattiche).
Petriccione 7 – Il geometra insostituibile della linea mediana. Detta i ritmi di gioco con la tranquillità dei veterani. Sfodera intuizioni e traccianti che appartengono palesemente a una categoria superiore.
Pontisso 7,5 – Ruba il tempo a Ciurria nel cuore dell’area e trafigge Thiam sbloccando la contesa. Sostanza, continui inserimenti e sagacia tattica. L’ennesima recita maiuscola di “Super Simo”. (Dal 67′ Pompetti 6+ – Impatto decisamente propositivo. Entra con il piglio giusto e scalda subito il destro cercando la via della rete dalla distanza).
Favasuli 7,5 – Un motorino inesauribile sulla corsia di destra. Non sbaglia mezza lettura. Macina chilometri senza sosta, abbinando grinta feroce e notevole pulizia tecnica. Al novantesimo correva ancora con la freschezza dei primi istanti di gioco.
Liberali 7 – Quanto talento in questo ragazzo. Il classe 2007 nasconde il pallone ai diretti marcatori, mandando regolarmente in tilt il sistema difensivo ospite. Un pizzico di altruismo in più in alcune scelte finali avrebbe alzato ulteriormente un voto già ottimo. (Dal 67′ Rispoli 6 – Pochi palloni giocabili per mettersi in mostra. Gestisce il traffico nel finale tenendo la posizione).
Alesi 5 – L’approccio iniziale era stato incoraggiante, impreziosito da un paio di spunti vibranti. L’espulsione ingenua rovina tutto, complicando maledettamente i piani della squadra.
Pittarello 7 – Fa reparto da solo lottando su ogni zolla. Lavora spalle alla porta, fa respirare la manovra e vince innumerevoli duelli aerei. Il palo gli nega la gioia personale. Abbandona il prato verde sommerso dagli applausi scroscianti del pubblico amico. (Dall’89’ Koffi S.V. – Minutaggio troppo ridotto per incidere. Avrebbe potuto amministrare con maggiore lucidità un paio di ripartenze nel recupero).
Mister Aquilani 7 – Imbriglia tatticamente una delle rose più costose della cadetteria. Il suo Catanzaro domina il campo, gioca a memoria e sopperisce alle assenze pesanti con un’organizzazione a tratti perfetta contro avversari da Serie A. Aver raccolto un solo punto in un simile contesto è una pura ingiustizia sportiva.
Il verdetto beffardo del campo lascia scorie emotive inevitabili. Mettere sotto scacco la corazzata lombarda certifica tuttavia le ambizioni altissime di questo collettivo. Il lavoro settimanale sta forgiando un’identità granitica, capace di resistere alle emergenze e agli episodi sfavorevoli. Confermando questo standard qualitativo e agonistico, l’approdo ai vertici per il tabellone playoff diventerà una naturale conseguenza.
