L’Arechi nel destino: Scognamillo in Serie B col Benevento tre anni dopo Catanzaro

Lo stadio “Arechi” di Salerno si conferma il crocevia del destino per Stefano Scognamillo. Tre anni fa, il 19 marzo 2023, il difensore italo-russo festeggiava la matematica promozione in Serie B del Catanzaro battendo la Gelbison per 0-2, davanti a un esodo di oltre diecimila tifosi calabresi. Oggi la storia si ripete con addosso gli stessi colori. Il Benevento ha espugnato l’impianto campano superando la Salernitana per 0-1, blindando il salto di categoria con tre turni d’anticipo. Un ritorno nel torneo cadetto che l’ex bandiera delle Aquile condivide con altri due volti noti al pubblico del “Ceravolo”, incastonando una stagione dominata sotto la guida tecnica di Floro Flores.

Il filo giallorosso lungo l’asse Salerno-Sannio

Il prato dell’Arechi ha un sapore particolare per il classe 1994 nato a San Pietroburgo. Dopo aver vissuto quattro stagioni da leader difensivo in Calabria, chiuse con la cessione del 17 luglio 2025 per firmare un contratto fino al 2028 con i sanniti, Scognamillo ha messo la sua firma sulla seconda miglior difesa del Girone C. I 24 gol subiti dal Benevento certificano l’impatto di un elemento abituato a vincere in queste categorie. Lo aveva già dimostrato a Trapani nel 2019 conquistando i play-off, in un percorso professionale avviato con l’Ascoli e snodatosi tra Aversa, Matera, Parma e Alessandria. La vittoria di misura nel derby campano ha chiuso aritmeticamente i giochi, rendendo del tutto ininfluente il successo esterno del Picerno sul campo del Catania. La Strega ritrova la Serie B dopo tre anni.

La macchina perfetta di Floro Flores

Le fondamenta di questo trionfo poggiano su una scelta dirigenziale anomala. Alla tredicesima giornata, nonostante uno 0-3 rifilato al Foggia in trasferta, la panchina di Auteri salta. Promosso dalla formazione Primavera, l’esordiente Floro Flores ha trasformato una buona squadra in un rullo compressore. Dalla caduta esterna di fine novembre contro il Cosenza, i campani hanno infilato un filotto di diciassette risultati utili consecutivi. Quindici vittorie e due pareggi hanno scavato un solco incolmabile.

I numeri spiegano la forbice in classifica. L’attacco ha registrato 71 reti all’attivo. Un peso offensivo distribuito tra i 13 gol di Salvemini (decisivo su rigore all’Arechi), gli 11 di Tumminello e i 10 di Manconi. Sulla fascia destra ha brillato il talento di Lamesta, autore di otto centri e ben 17 assist. Momenti snodo come i cinque gol rifilati alla Salernitana all’andata o il colpo di testa di Pierozzi al 102′ contro il Picerno hanno costruito prima mentalmente e poi matematicamente l’annata.

Vecchie conoscenze: la leadership di Maita e il contributo di Ceresoli

La colonia ex Catanzaro in terra sannita si estende ben oltre il pacchetto arretrato. A dettare i tempi in mezzo al campo c’è Mattia Maita, capitano del Benevento in questa cavalcata trionfale. Il centrocampista aveva già indossato la medesima fascia in Calabria nel 2018, collezionando 163 presenze, sei reti e sei assistenze tra la stagione 2011-12 e il ciclo 2015-2020. Un vero fuoricategoria per la terza serie, schierato ininterrottamente dall’inizio alla fine del torneo. Alza la coppa della promozione anche Andrea Ceresoli. Il laterale mancino aggiunge un successo al suo palmares personale, dopo le sette apparizioni collezionate in B nella prima parte della stagione 2024-25 agli ordini di Fabio Caserta.

Il ritorno nel calcio che conta impone ora alla dirigenza campana una programmazione attenta per tutelare l’entusiasmo generato in questi mesi. La solidità difensiva garantita da profili di categoria superiore e l’ampiezza delle soluzioni offensive rappresentano un’ottima base per la cadetteria. Intanto i tifosi si godono il momento. L’incrocio di destini sull’erba di Salerno ha scritto un’altra pagina di sport, confermando che certe vittorie sanno unire piazze distanti con un filo tessile tinto rigorosamente di giallo e di rosso.

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