Ribaltare due reti di svantaggio in una finale playoff richiede nervi d’acciaio e un pizzico di follia sportiva. Il Catanzaro si prepara alla battaglia dell’U-Power Stadium contro il Monza con feroce determinazione. Il microfono del nostro Lorenzo Fazio ha intercettato in esclusiva Giorgio Corona. Soprannominato “Re Giorgio”, l’ex attaccante superò il record di marcature stagionali di Massimo Palanca, contribuendo nel 2004 alla promozione in Serie B dopo 14 anni. L’ex bomber traccia la rotta per una rimonta complessa ma non impossibile in terra brianzola.
La stagione giallorossa e la mano di Aquilani
Il percorso delle Aquile ha sorpreso positivamente addetti ai lavori e tifosi. L’attaccante palermitano, classe 1974, osserva con grande ammirazione il cammino della squadra. “Penso che il Catanzaro abbia fatto un’ottima stagione in tutti i sensi, forse è andato oltre le aspettative”, sentenzia il bomber. Il merito principale risiede nella precisa identità tattica. “È riuscito ad arrivare in finale con il suo gioco perché alla fine ha giocato bene ogni partita grazie al suo allenatore”. Alberto Aquilani riceve un’investitura diretta da chi ha vissuto per decenni l’aria rovente degli spogliatoi. “Aquilani è un allenatore che ha fatto sempre giocare bene le sue squadre”.
Le percentuali per la finale di ritorno
Il tabellone recita un passivo pesante. Recuperare un doppio svantaggio lontano dal Ceravolo impone una prestazione rasente la perfezione. Corona analizza la sfida con la consueta lucidità agonistica. “A Monza dopo il 2-0 è una partita tosta, difficile, però nel calcio niente è scontato”. La pressione graverà interamente sui padroni di casa. I giallorossi dovranno scendere in campo liberi da speculazioni tattiche. “Niente è impossibile, sono partite di calcio, può succedere la qualsiasi. Il Catanzaro non ha nulla da perdere, deve andare là facendo la sua partita”. Il rispetto per l’avversario rimane un pilastro. I lombardi possiedono elementi in grado di chiudere la contesa in un lampo. “Il Monza è un’ottima squadra, ha dimostrato di avere giocatori che possono risolvere la partita in qualsiasi momento”. La qualificazione resta in bilico sul filo dei nervi. “La partita è ancora aperta. Se devo mettere la percentuale dico 60 e 40, perché basta un episodio e cambia la partita”.
Un legame indissolubile con la piazza
Le dichiarazioni dell’ex centravanti tradiscono un affetto viscerale. Cresciuto nel quartiere Zisa di Palermo, la sua lunghissima carriera ha toccato vette altissime proprio in terra calabrese. Acquistato nel 2003, demolì la resistenza delle difese avversarie in Serie C1 gonfiando la rete 19 volte al primo colpo. Un impatto devastante, culminato con la marcatura al debutto nel torneo cadetto l’11 settembre 2004 contro il Bari al tredicesimo minuto. L’amore per i colori giallorossi resiste implacabile all’usura del tempo. “Io mando un grosso in bocca al lupo a Catanzaro come squadra, a Catanzaro come piazza, come città”. Le sue 27 reti complessive in 76 presenze di Serie B appartengono alla storia indelebile del club. “Sono sempre nei miei pensieri, per quello che è stata e che sarà. Non si dimentica il passato”.
Il campo emetterà presto il suo verdetto insindacabile. La stagione agonistica ha già ampiamente certificato il valore di un progetto sportivo sano e futuribile. Centrare il salto di categoria rappresenterebbe il coronamento epico di un’annata vissuta a ritmi vertiginosi. Inseguire il sogno richiede attributi. Dalle polverose categorie inferiori ai grandi palcoscenici, chi ha masticato sacrifici per guadagnarsi l’esordio con gol in Serie A a 32 anni suonati sa perfettamente come si ribaltano i pronostici scritti sulla carta. La parola passa all’erba dell’U-Power Stadium.
