I cingolati abbattono i vecchi gradoni di cemento e il capitano decide di dare voce al sentimento collettivo attraverso la penna di un cronista che conosce le viscere della città. Con l’avvio della demolizione della storica gradinata ovest dello stadio Nicola Ceravolo, il bomber e leader dell’US Catanzaro, Pietro Iemmello, ha voluto affidare ai social un messaggio di profondo commiato. Il centravanti catanzarese ha condiviso sul proprio profilo ufficiale Instagram un pensiero firmato dal giornalista Gianluigi Mardente. Un testo denso, privo di retorica aziendale, specchio fedele di chi quel settore lo ha frequentato attivamente da giovanissimo tifoso. Le ruspe cancellano la materia, non la memoria di una piazza calcistica intera.
Il legame viscerale tra il popolo e il cemento della Ovest
La scelta del capitano di veicolare il pensiero di Mardente fotografa perfettamente la doppia natura del suo legame con la curva. Prima di essere il punto di riferimento tecnico della rosa, il numero 9 giallorosso è cresciuto calcisticamente respirando l’atmosfera di quel settore specifico. Le parole del cronista descrivono una struttura capace di resistere alle tempeste societarie dell’ultimo trentennio.
«Demolita, distrutta, annientata. Ma è stata la Curva di almeno tre generazioni e ha vissuto la gloria della serie A e l’inferno della C2 con a capo fantomatici presidenti».
L’analisi condivisa da Iemmello prosegue ripercorrendo i mutamenti estetici di un catino che ha mantenuto intatta la propria carica passionale nonostante le mutilazioni architettoniche imposte dal tempo. Il ricordo evoca dettagli che gli appassionati più maturi custodiscono gelosamente.
«Prima portava con sé un iconico pino che la rendeva unica e speciale, poi è rimasta spogliata ma sempre piena di amore e passione. Da lì è sempre partita la bolgia di un Ceravolo che ha scritto pagine di storia incancellabili».
La promessa generazionale raccolta dal capitano
Il crollo materiale dei vecchi spalti non coincide con la fine dei valori che hanno animato la tifoseria organizzata dei tre colli. Condividendo questo specifico passaggio, il bomber sposta la riflessione su un piano puramente identitario, trasformando il calcestruzzo in un vero e proprio focolare domestico.
«Una parte di noi crolla con te, ma ti è grata per le infinite emozioni. E spanne certa: di te racconteremo ai nostri figli e non sarai mai dimenticata. Non eri solo un pezzo di cemento, ma eri semplicemente e immensamente la nostra casa».
La conclusione della storia Instagram, arricchita da due cuori con i colori sociali del club, assume i contorni di una promessa solenne per il futuro dell’intero ambiente.
«Addio Curva, sarai nella tasca sinistra in alto».
La sponda social offerta dal capitano al testo di Gianluigi Mardente certifica la maturità di un atleta capace di interpretare lo spirito profondo della propria comunità di riferimento in una fase di profonda transizione. L’adeguamento delle infrastrutture rappresenta un passaggio ineludibile per permettere al club di competere stabilmente nei vertici del calcio professionistico moderno. L’obiettivo realistico per la squadra dovrà identificarsi con la capacità di trasferire il calore storico della vecchia gradinata all’interno del moderno settore in acciaio che sorgerà a ridosso del campo. Spetterà proprio ai gol e alla leadership di Pietro Iemmello il compito di inaugurare la nuova era senza smarrire l’anima della Ovest.
