Ci sono storie che parlano di calcio, ma soprattutto di coraggio, sacrificio e voglia di ricominciare. Quella di Daniele Carlone, classe 2010, è una di queste.
Dopo aver vissuto l’esperienza nel settore giovanile del Catanzaro Calcio, una scelta difficile lo ha costretto ad allontanarsi dal professionismo. Una separazione sofferta, che sembrava aver interrotto il percorso verso il suo sogno. Poi è arrivata la Kennedy Calcio, la società che gli ha restituito entusiasmo, fiducia e la forza di rimettersi in gioco.
«Alla Kennedy sono stato accolto come in una vera famiglia. È una società che mi ha ridato gli stimoli per tornare a credere in me stesso e a inseguire il mio sogno», racconta il giovane calciatore.
Il primo pensiero è per chi gli è stato vicino durante questa rinascita: «Ringrazio il presidente Iozzo, il direttore Teti, il signor Lo Prete per i preziosi consigli, mister Folino, mister Leone e tutti i miei compagni di squadra. Molti conoscevano le ragioni che mi avevano portato a lasciare il professionismo, ma invece di vedermi come un rivale mi hanno accolto, sostenuto e fatto sentire parte del gruppo. Non è scontato e per questo sarò sempre grato a tutti loro».
Ripercorrendo la sua crescita calcistica, Carlone ricorda con emozione i primi passi mossi insieme a mister Gino Caglioti, «un padre prima ancora che un allenatore». Poi l’esperienza alla Vigor con mister Caracciolo e mister Castiglia, fino al grande salto nel settore giovanile del Catanzaro, la squadra della sua città.
«A Catanzaro sono cresciuto tantissimo. Quella società e tutti i compagni con cui ho condiviso quel percorso resteranno sempre nel mio cuore. Purtroppo alcune circostanze mi hanno costretto a lasciare la mia città, ed è una decisione che ancora oggi porto dentro con un po’ di amarezza».
Indelebili anche i ricordi del primo provino con mister Mirarchi e il direttore Ferreri. «Ero piccolissimo e mi tremavano le gambe già solo entrando in campo». Negli anni successivi ha avuto la possibilità di lavorare con mister Crispo, mister Cirillo e mister Augusto, allenatori che hanno contribuito alla sua crescita sia dal punto di vista tecnico sia umano.
Tra le figure più importanti del suo percorso c’è anche mister Franco Ortolini, che Daniele definisce senza esitazione il suo mentore.
«Durante l’estate, mentre tanti miei amici erano al mare, mio padre mi accompagnava a Botricello per allenarmi. Mister Ortolini mi ha insegnato tantissimo sotto l’aspetto calcistico, ma soprattutto mi ha trasmesso la mentalità, la fame e la determinazione necessarie per inseguire un obiettivo. È stato fondamentale per la mia crescita».
Un ringraziamento speciale va anche a mister Gemelli: «Pur non essendo mai stato il mio allenatore, mi ha sempre incoraggiato a non mollare. Anche nei momenti più difficili non mi ha fatto mancare il suo sostegno».
L’estate 2026 ha segnato un’altra tappa importante grazie all’incontro con mister Criniti.
«Fin dal primo momento ha creduto in me, indicandomi la strada giusta per rimettermi in gioco e tornare con fiducia nel professionismo. Aveva ragione».
Oggi, per Daniele, si apre un nuovo capitolo: il Barletta Calcio gli offre la possibilità di continuare il suo percorso e dimostrare il proprio valore, le proprie qualità.
Il suo racconto si chiude con un messaggio rivolto a tutti i ragazzi che inseguono un sogno.
«Il calcio è fatto di sacrifici, rinunce, sudore e tanta forza di volontà. Ma non permettete mai a nessuno di mettersi tra voi e il vostro sogno. Nessuno ha il diritto di portarvelo via. Noi ragazzi abbiamo il diritto di sognare e, se daremo tutto fino all’ultima goccia di energia, avremo sempre una possibilità in più di trasformare quel sogno in realtà. E se anche non dovesse accadere, potremo guardarci allo specchio con orgoglio e dire: io ci ho provato fino in fondo.»
