Le indiscrezioni allarmistiche sul conto del capitano vengono spazzate via dalla voce della scienza medica. Nel corso dell’ultima puntata della trasmissione “Catanzaro Club 79”, alla quale ha preso parte anche il nostro Valerio Tomasello, il dottor Pino Gualtieri ha fatto la massima chiarezza sul quadro clinico di Pietro Iemmello. Nessun addio al calcio giocato, nessuna assenza prolungata per le prime giornate di campionato. Il lavoro svolto sottotraccia dallo staff sanitario giallorosso delinea una tabella di marcia definita, pensata per riavere l’attaccante a disposizione della squadra nei tempi stabiliti senza correre rischi inutili.
La diagnosi del solleo e le ragioni del problema
Per comprendere lo stato di salute dell’attaccante occorre fare un passo indietro al finale della scorsa stagione. Pietro Iemmello ha scelto di stringere i denti e scendere in campo per aiutare i compagni, convivendo con una lesione al muscolo solleo, struttura del polpaccio nota per i tempi di guarigione complessi.
Quello sforzo ha generato una fibrosi cicatriziale che tuttora provoca fastidio al calciatore. Il dottor Pino Gualtieri ha spiegato la natura del problema:
«Il capitano alla fine del campionato scorso ha voluto stringere i denti e giocare anche le ultime partite con una lesione del muscolo solleo. Si è determinata una cicatrice che provoca dolore. L’iter fisioterapico è quello di elasticizzare questa cicatrice ed evitare che possa provocare un cambiamento della postura e determinare lesioni soprattutto al tendine d’Achille».
Il programma di recupero tra lo staff e la visita in Sardegna
Il percorso di riabilitazione procede sotto il costante controllo della struttura medica del club. L’obiettivo primario del protocollo consiste nel rendere nuovamente elastica la zona interessata per azzerare il dolore durante i carichi di lavoro.
Il programma viene gestito direttamente sul posto dal dottor Iera insieme a Fabrizio Besso, responsabile del recupero infortunati del Catanzaro. Parallelamente, il giocatore ha svolto una breve visita specialistica in Sardegna per sottoporsi a una terapia mirata sul muscolo. Allarmi da rientro prolungato o stop di molti mesi si rivelano perciò privi di fondamento clinico.
I tempi di rientro e il raduno con i compagni
Le stime sulla data del rientro in gruppo lasciano ben sperare l’ambiente giallorosso. Il piano terapeutico tracciato prevede una tabella di marcia di circa 20-30 giorni per completare la guarigione ed evitare ricadute muscolari.
La speranza concreta dello staff è consegnare l’attaccante a pieno regime per la prima giornata del campionato di Serie B. Già al momento della ripresa degli allenamenti collettivi della squadra nei prossimi giorni, il numero nove si aggregherà ai compagni per proseguire il lavoro sul campo. Le voci circolate sulle chat e sui media locali in merito a uno stop prolungato vengono derubricate a semplici speculazioni prive di riscontro.
Gestire le energie di un elemento di tale peso tecnico ed emotivo richiede prudenza. Seguire con rigore il protocollo riabilitativo permetterà al Catanzaro di riabbracciare il proprio leader nelle condizioni migliori per affrontare la nuova stagione cadetta.
