Un addio consumato il 7 agosto con il passaggio al Padova e formalizzato nei giorni successivi con una lettera aperta affidata ai social. Marco Pompetti saluta la piazza giallorossa dopo tre stagioni intense, segnate da traguardi importanti e da un legame profondo con l’ambiente. La decisione di cambiare aria ha spaccato la tifoseria tra chi ne ha compreso le motivazioni professionali e chi ha storto il naso di fronte alla scelta di cambiare maglia. Il centrocampista ha affidato a un lungo post le sue riflessioni personali, ripercorrendo il triennio calabrese prima di voltare pagina.
La scelta del saluto e il legame con la città
L’uscita di scena dal pianeta giallorosso ha richiesto una gestazione intima. Il centrocampista ha spiegato di aver riflettuto a lungo sull’opportunità di pubblicare un messaggio di congedo.
«Ho pensato a lungo a quale fosse la cosa più giusta da fare. E sebbene qualcuno possa pensare che queste parole non siano necessarie, io sento di non poterne fare a meno. Lo devo a Catanzaro. Lo devo a ciò che Catanzaro ha represented per me», ha esordito Marco Pompetti. Il calciatore ha poi rimarcato l’impatto umano dell’esperienza calabrese: «Ci sono posti in cui si arriva semplicemente per giocare a calcio. E poi ci sono luoghi che, senza chiederti il permesso, entrano lentamente dentro di te».
Il percorso sul campo e le emozioni condivise
Il bilancio del triennio trascorso sulle tre colline abbraccia aspetti sportivi e personali. Un’esperienza vissuta senza risparmiare energie fisiche e mentali.
«Sono stati anni intensi, vissuti fino in fondo. Anni di battaglie, sorrisi, delusioni, vittorie, lacrime, abbracci e momenti che nessuna fotografia riuscirà mai a raccontare davvero», ha ricordato l’ex mediano dei calabresi. La gratitudine verso la piazza va oltre le dinamiche di gioco: «Ho dato tutto quello che avevo, senza mai risparmiarmi: le gambe, il sudore, la fatica e, soprattutto, il cuore. Sentivo di doverlo a questa maglia. Ma ancora di più lo dovevo a una città che mi ha accolto, mi ha fatto sentire uno di voi e che ha saputo stringermi e proteggermi in un momento difficile».
I ringraziamenti al club e l’arrivederci finale
L’ultimo passaggio del messaggio si concentra sui ringraziamenti a tutte le componenti societarie e sulla consapevolezza del valore del lavoro di squadra.
«Grazie alla Società, ai Direttori, ai Mister, agli Staff che si sono succeduti negli anni, ai miei Compagni, ai Magazzinieri, ai Fisioterapisti, ai Dottori e a tutte le persone che hanno condiviso con me anche soltanto un piccolo tratto di questo viaggio». Marco Pompetti ha concluso rivolgendo un pensiero diretto al pubblico di fede giallorossa: «Grazie a te, Catanzaro e a tutti voi tifosi. Grazie per quello che mi avete dato, per quello che mi avete insegnato, per l’affetto che mi avete fatto sentire. Nella vita esistono posti che attraversiamo e altri che, invece, ci attraversano. Posti dai quali si può partire senza riuscire ad andare via davvero. Grazie di tutto, Catanzaro».
La separazione da Marco Pompetti chiude un capitolo significativo della recente storia del Catanzaro, confermando come le dinamiche di mercato fatichino a scalfire le impronte umane lasciate nei percorsi sportivi.
