A “PRESSIONE ZERO” focus su prevenzione cardiovascolare, respirazione, postura e attività fisica consapevole. Colangelo: «Lo sport fa bene quando viene conosciuto, adattato e calibrato sulla persona»
CAVA DE’ TIRRENI – Il cuore si allena anche in acqua. È questo uno dei messaggi emersi nel corso di “PRESSIONE ZERO – La cardiologia incontra la scienza del nuoto”, l’incontro svoltosi a Cava de’ Tirreni e dedicato al rapporto tra attività natatoria, salute cardiovascolare, respirazione, postura e prevenzione.
Un pomeriggio che ha unito divulgazione scientifica ed esperienza pratica, mettendo al centro non soltanto i benefici del nuoto, ma soprattutto il concetto di esercizio fisico consapevole, inteso come parte integrante di un corretto stile di vita.

In primo piano il contributo del dott. Giuseppe Colangelo, cardiologo lametino, cardiologo dello sport e consigliere regionale della SIC Sport Campania, da anni impegnato nella divulgazione della prevenzione cardiovascolare, della cardioprotezione e della cultura del primo soccorso.
Nel corso del suo intervento Colangelo ha approfondito il rapporto tra nuoto e apparato cardiovascolare, spiegando come l’organismo risponda in maniera particolare all’attività fisica svolta in acqua.
Immersione, postura orizzontale e pressione idrostatica rappresentano infatti condizioni fisiologiche peculiari, capaci di modificare la risposta del cuore e dell’apparato respiratorio rispetto a quanto avviene durante molte attività praticate sulla terraferma.
Conoscere questi meccanismi significa comprendere meglio i benefici del nuoto, ma anche acquisire maggiore consapevolezza sull’importanza di adattare l’attività fisica alle caratteristiche individuali.

«Non è sufficiente dire che lo sport fa bene – ha sottolineato Colangelo –. Dobbiamo conoscere l’esercizio fisico, adattarlo alla persona e calibrarlo in relazione alle sue caratteristiche e alle sue condizioni. Il movimento è uno straordinario strumento di salute, ma la vera prevenzione nasce dalla consapevolezza».
Un messaggio che richiama direttamente il ruolo della cardiologia dello sport, sempre più orientata non soltanto alla valutazione dell’atleta e della prestazione, ma anche alla promozione dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione cardiovascolare.
Durante l’incontro l’attenzione si è estesa anche alla respirazione, alla postura, alla mobilità e alla flessibilità, evidenziando la necessità di un approccio multidisciplinare alla salute. Il confronto tra competenze differenti ha permesso di osservare il nuoto non semplicemente come disciplina sportiva, ma come attività capace di coinvolgere in maniera integrata cuore, polmoni, muscoli e apparato muscolo-scheletrico.
“PRESSIONE ZERO” si è trasformato così in un vero momento di educazione alla salute, nel quale teoria e pratica hanno contribuito a diffondere un concetto semplice ma fondamentale: muoversi fa bene, ma muoversi bene e con consapevolezza fa la differenza.
Da Cava de’ Tirreni arriva dunque un messaggio che unisce sport e medicina: la prevenzione non comincia soltanto negli ambulatori o negli ospedali, ma anche nelle scelte quotidiane, negli stili di vita e nella capacità di conoscere il proprio corpo.
Perché prendersi cura del cuore significa anche imparare a muoversi meglio. E, qualche volta, la strada della prevenzione può cominciare proprio da una piscina.
