Gorgone verso la Carrarese: «Voglio una squadra di belve assatanate»

Zero punti dopo tre uscite e una classifica che necessita subito di un’inversione di marcia. L’US Catanzaro torna finalmente tra le mura amiche del “Ceravolo” per affrontare la Carrarese nella quarta giornata di campionato. Alla vigilia dell’incontro, il tecnico giallorosso Giorgio Gorgone ha fatto il punto della situazione in conferenza stampa, analizzando l’impatto del mercato, il recupero degli infortunati e l’aspetto psicologico di un gruppo chiamato a sbloccarsi.

Il ritorno al “Ceravolo” e l’analisi del momento

Dopo tre trasferte consecutive prive di bottino, il fattore campo rappresenta l’appiglio principale per spezzare l’inerzia negativa. L’allenatore riconosce la spietatezza dei numeri attuali ma mantiene ferma la fiducia nelle potenzialità della rosa.

«Torniamo in casa dopo tre partite difficili. È importante giocare in casa, perché è diverso: altrimenti non ci sarebbe la differenza tra chi gioca in casa e fuori. Abbiamo fatto a tratti buone gare, a tratti sofferto, come è normale. Abbiamo raccolto poco, ma ormai è andata: rimane quel numero impietoso di zero punti. Domani è una partita importantissima e cercheremo di vincere», ha evidenziato il mister.

La pressione sul gruppo, specialmente sui più giovani, richiede equilibrio e capacità di reazione: «È normale quando sei in una squadra che parte male. I periodi sono ciclici: c’è un momento in cui ti si incastra tutto, un momento in cui va meno bene. Bisogna avere forza, coraggio e intraprendenza per affrontare le partite nel modo giusto, altrimenti diventa un autogol. Ci potrà essere più tensione rispetto a chi ha fatto sei o sette punti. Fa parte del gioco. Mi dispiace quando ho usato la parola “mortificato”: significa recare dispiacere anche agli altri oltre che a te stesso. Sono uno che archivia molto e riesco a stare sott’acqua. Sono convinto che questa squadra abbia le possibilità di riaccelerare e risalire».

Infermeria, mercato e condizione dei singoli

L’esito della sessione di trasferimenti ha portato un profondo rinnovamento nell’organico, costringendo lo staff tecnico a un lavoro supplementare sul piano atletico.

«Il peccato del mercato è che a volte arrivano giocatori che non sono in forma, perché vengono da situazioni diverse: qualcuno si è gestito, qualcuno ha fatto a parte. Questo pesa e condiziona la condizione del singolo. Non mi aspettavo una diaspora del genere, ma ne ho preso atto rispettando le esigenze di tutti. So che il direttore ha cercato di fare il massimo, ma tante volte i giocatori hanno scelto cose diverse. I ragazzi che sono arrivati hanno margini di crescita, ma in questo giochino la crescita deve essere veloce, altrimenti diventa un problema. Sono soddisfatto della squadra che abbiamo. Avrei voluto averli un po’ più in forma, almeno tre o quattro elementi importanti. Piano piano stanno alzando la condizione», ha spiegato l’allenatore.

Il punto sui singoli: da Pafundi ai nuovi innesti

Il quadro degli indisponibili vede ancora ai box D’Alessandro e Franck Tchaouna, mentre la truppa recupera pedine preziose per lo scacchiere tattico:

  • Simone Pafundi: «Pafundi si è allenato tutta la settimana con noi. È un giocatore che è mancato per le sue caratteristiche tecniche. È a disposizione, come tutti gli altri, a parte D’Alessandro e Franck Tchaouna. Ho ampia scelta».
  • Emanuele Pecorino e Mehdi Dorval: «Pecorino questa settimana l’ho visto bene: sono tre settimane che lavora in un certo modo e ha alzato il livello. Stesso vale per Dorval. A volte, per alzare la condizione dei giocatori funzionali, devi metterli in campo anche se non sono al massimo. Dorval a Bolzano nel secondo tempo l’ho visto in crescita, mentre nel primo era in difficoltà. Anche Pecorino lo vedo meglio: all’inizio era molto piantato».
  • I nuovi arrivati dell’ultimo giorno (Pogacar, Cassa, Loubao): «Pogacar è un centrocampista simile a Petriccione, un po’ più dinamico. Loubao può fare il trequartista o il quinto offensivo. Cassa è un trequartista offensivo con buoni spunti. Queste sono le caratteristiche».

Chiave tattica e atteggiamento contro la Carrarese

La gestione degli spazi e la cura della fase difensiva saranno determinate nell’arco dei novanta minuti. Gorgone promuove la linea arretrata pur chiedendo massima attenzione sui dettagli.

«Finita la partita c’è sempre amarezza, ma conosco le regole di questo sport. Sapevo che non avrei trovato la squadra che ha stupito nei play-off: vedo Favasuli entrare in Champions League. Ma ero contento di ripartire da un gruppo di livello medio-alto. Non mi aspettavo totalmente questo cambiamento. I giocatori che sono arrivati mi piacciono. Il livello lo dirà il campo. A regime, con giocatori in forma, questa è una squadra fastidiosa per un livello più alto. Verrengia sta facendo ottime partite, Imperiale è un giocatore che mi piaceva già prima. Sono giocatori di categoria. Candela è entrato bene a Südtirol in un ruolo in cui può rendere ancora di più. È un reparto che deve stare sempre attento, perché come succede qualcosa di strano veniamo puniti. Sono soddisfatto», ha affermato il tecnico.

Rispetto all’assetto a centrocampo e sulla trequarti, l’ipotesi di rinforzare la mediana non è esclusa: «A Bolzano con Giovane, Mosti e Petriccione è stato lo spartito. Quando devi rincorrere, cerchi di accelerare. È una rotazione giusta a cui penso continuamente. Non è da escludere, già dalla partita di sabato. È una cosa valutabile».

In vista del match contro la squadra toscana, l’aspetto caratteriale dovrà fare la differenza per superare i momenti di sofferenza: «È una squadra fastidiosa, con caratteristiche chiare: attaccanti che attaccano lo spazio e hanno buona struttura. Preoccupa il fatto che potremmo non avere la tranquillità per esprimere quello che sappiamo fare. Io ho bisogno di vedere anche altro: mi piace questa squadra perché gioca, ma mi piace anche una squadra che si sporca le mani, che diventa brutta e cattiva. Vorrei vedere un po’ di più questo quando le partite diventano sporche. Preoccupa il risultato finale, sempre condizionante, ma sono fiducioso per quello che ho visto. Mi piacerebbe vedere una squadra di belve assatanate che magari sbagliano qualche passaggio in più ma riescono a fare altro».

Il verdetto spetta al campo, dove il Catanzaro dovrà trasformare il furore agonistico sollecitato da Gorgone nei primi punti chiave della stagione.

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