Il quarto appuntamento stagionale con Passione Catanzaro, condotto da Valerio Tomasello, ha regalato una pagina di televisione dal profondo valore emotivo e giornalistico. Gianluca Di Marzio, raggiunto dai microfoni della redazione subito dopo la conferenza stampa di Milan–Benfica, ha spaziato dai ricordi personali e familiari legati alla figura di suo padre Gianni Di Marzio fino alle dinamiche del calciomercato condotto dal DS Ciro Polito. Un intervento fiume ricco di retroscena, aneddoti sul capitano Pietro Iemmello e il commosso omaggio a una figura simbolo del tifo catanzarese come Jano La Ferla.
Il Memorial Gianni Di Marzio a Catanzaro e il legame con la Calabria
Il primo blocco dell’intervista si è focalizzato sulla 13ª edizione del Memorial Di Marzio, in programma dal 18 al 20 settembre per le categorie pulcini, esordienti e giovanissimi, per la prima volta ospitato nel capoluogo calabrese.
«Ringrazio chi ha ideato e voluto questa manifestazione. È come se fosse la prima edizione, perché è la prima volta che si fa a Catanzaro. Quando mi è stata proposta l’idea, io e la mia famiglia, in primis mia madre, abbiamo subito detto di sì. Ringrazio Talarico, che mi ha detto di essere stato uno dei riferimenti della tifoseria all’epoca in cui papà allenava qui. Per noi è la dimostrazione dell’affetto e dell’amore che mio padre ha sempre avuto per Catanzaro e per la Calabria, terra da cui proveniva anche mio nonno materno. Ci sarà mia madre a rappresentare la famiglia, con la speranza che possa essere una tre giorni di grande festa e di sport».
Lo spareggio di Terni e la promessa al presidente Ceravolo
Sollecitato dai ricordi della redazione sui tre anni vissuti dal padre alla guida delle Aquile, il giornalista ha rievocato uno dei momenti più toccanti della storia del club:
«Mio padre mi ha sempre ricordato che dopo lo spareggio perso a Terni contro il Verona avrebbe potuto lasciare: lo volevano già in Serie A la Lazio e la Roma. E mi disse: “Io non me la sono sentita di lasciare il Catanzaro, perché prima della partita erano morti dei tifosi in un tragico incidente in pullman. Avevo promesso a me stesso e al presidente Ceravolo che l’anno dopo avremmo riprovato e che avremmo portato il Catanzaro in Serie A in memoria di quelle persone”. E così fu, con l’arrivo di Improta. Portare il Catanzaro in massima serie significava portare l’intera Calabria nel grande calcio, creando legami eterni con calciatori come Ranieri, Gennaro Improta, Vanelli, Braca e Pellizzaro».
I ricordi da raccattapalle nel 1988/89
Un ulteriore amarcord ha riguardato la seconda parentesi di Gianni Di Marzio sulla panchina giallorossa nella stagione 1988/89:
«Quella seconda volta l’ho vissuta da vicino: avevo 14 o 15 anni ed ero in campo a fare il raccattapalle. Ricordo un Catanzaro-Udinese finito 5-2, con lo stadio stracolmo dopo che il presidente Albano fece entrare tutti gratis. Ho ancora impresso il ricordo di Garella, portiere dei friulani, che si incazzò tantissimo negli spogliatoi per aver preso cinque gol, dato che l’Udinese vantava la miglior difesa del torneo ed era già promossa in Serie A».
La difesa delle scelte di Polito e l’analisi del calciomercato
Passando all’attualità tecnica e al mercato appena concluso, Di Marzio ha risposto alle perplessità della piazza sull’abbondanza di trequartisti rispetto ad altri reparti:
«Meglio avere dei giocatori offensivi e poterli alternare che avere solo elementi che corrono. Giudico con i fatti: quello che hanno fatto Ciro Polito, la proprietà e il presidente Floriano Noto è qualcosa di straordinario. L’anno scorso parlavamo su Sky di Favasuli o Aquilani come protagonisti del Catanzaro, oggi Favasuli dà lezioni di calcio ed entra da protagonista in Serie A. Credito assoluto ed eterno a chi porta questi calciatori. Di Ciro mi fido a tal punto che se dovesse fare il promotore finanziario gli affiderei i miei risparmi».
Un pensiero è stato rivolto anche al rilancio di Simone Pafundi: «Puntarci e dargli lo scettro di protagonista è stato un gesto importante della dirigenza. Non bisogna abituarsi a determinati risultati dandoli per scontati, ma salvaguardare la categoria e gettare le basi per costruire nel tempo la promozione in Serie A».
Il commosso ricordo di Jano La Ferla
Sollecitato da Alessandro Gallo, Di Marzio ha aperto una parentesi intima per ricordare Jano La Ferla, figura amatissima in città e scomparsa quasi quattro anni fa:
«Jano ci manca tanto. È stato lui a volere con tutte le forze che io scendessi a Catanzaro quattro anni fa per la presentazione del mio libro alla sede della LND. Mi fece un pressing a tutto campo, altro che il Catanzaro di Gorgone! Mi portò allo stadio, davanti alla statua del presidente Ceravolo. È un ricordo bellissimo. Ci scrivevamo sempre, condividendo gioie e dolori della squadra. Ha lasciato in eredità un immenso amore per la città di Catanzaro, per la sua squadra e per quello che mio padre aveva fatto qui».
Il retroscena De Zerbi-Iemmello e il futuro del Re Pietro
L’intervento si è concluso con un siparietto dedicato al capitano giallorosso Pietro Iemmello, legato al calciatore da stima profonda:
«Pietro avrebbe potuto giocare molto di più in Serie A per le qualità che possiede, ma per lui la soddisfazione più grande sarà portare il Catanzaro nella massima serie. Lo dovrete sopportare e supportare fino a 40 o 42 anni, anche zoppo in campo, finché non ci riuscirà. Quest’estate ci siamo incrociati in barca con Roberto De Zerbi: vi assicuro che De Zerbi, se potesse, se lo porterebbe al Tottenham perché sa quanti gol farebbe con lui. E mio figlio Giovanni, alla domanda di De Zerbi su chi fosse il più forte del Catanzaro, ha risposto subito “Pietro Iemmello” senza sapere che fosse lì accanto a noi. Si sono abbracciati ed è stato un momento bellissimo».
Le parole di Di Marzio tracciano la sintesi perfetta del momento giallorosso: memoria storica, fiducia nella dirigenza e unione viscerale tra squadra e città per continuare a sognare in grande.
