Antonio Lopez a PC: “Meno male che c’è il Catanzaro! Sul futuro…”

L’analisi lucida e senza filtri di Antonio Lopez, voce storicamente legata ai microfoni di Radio Rai, ha arricchito il dibattito nell’ultima puntata di Passione Catanzaro. Presente in tribuna stampa al “Ceravolo” in occasione del successo sulla Carrarese, il giornalista ha tracciato il punto sul momento dell’US Catanzaro, soffermandosi sulle prospettive tattiche della gestione guidata da Giorgio Gorgone, sul ritardo dei cantieri cittadini e sul momento delicato del calcio calabrese. Un intervento a 360 gradi che ha fornito chiavi di lettura utili per decifrare l’avvio di campionato dei giallorossi.

Il valore del primo successo e le incognite sul Ceravolo

Il match disputato sabato scorso ha segnato la prima vittoria stagionale dopo un avvio segnato da tre sconfitte esterne consecutive. «Nel primo tempo il Catanzaro era ancora un po’ contratto, poi nella ripresa ho visto una squadra libera, che è riuscita a esprimersi al meglio con due giocatori che hanno fatto la differenza: Pafundi e Iemmello. Una coppia che promette di regalare tante soddisfazioni», ha raccontato Lopez.

I disagi logistici legati ai lavori dell’impianto cittadino continuano però a pesare sul rendimento complessivo. «La squadra ha risentito del dover giocare lontano dal proprio pubblico, che è una forza trainante. Mi auguro che i problemi strutturali del Ceravolo possano essere superati al più presto, anche se temo che la data di scadenza dei lavori possa non essere rispettata, perché ho visto un po’ di ritardi nel cantiere».

Il confronto con il passato e la fiducia a Gorgone

Facendo un parallelismo con i cicli recenti targati Vivarini, Caserta e Aquilani, la valutazione del giornalista invita alla prudenza. «Le due squadre più belle sono state quella di Vivarini e quella dello scorso anno con Aquilani. Quest’anno ancora non ci siamo, è ovvio, ma sono abbastanza fiducioso. Gorgone può fare un ottimo lavoro, anche se bisogna aspettare i nuovi arrivati per capire se raggiungeranno i livelli di chi è partito, come Cisse, Liberali e Favasuli».

Sulle valutazioni complessive e sull’assetto tattico proposto in trasmissione da Lello Talarico — che suggeriva l’inserimento di un centrocampista in più per liberare Mosti —, la posizione resta cauta. «Siamo solo all’avvio, sono trascorse quattro partite. Per avere un’impressione attendibile bisognerà aspettare inizio o metà novembre. L’obiettivo principale è il mantenimento della categoria. Gorgone ha bisogno di sentire la fiducia dell’ambiente per seguire il percorso dei suoi predecessori».

La crisi del calcio italiano e il mercato aperto

Sollecitato sul momento tecnico generale, la riflessione sfora i confini locali per inquadrare le difficoltà di sistema: «Il livello del calcio italiano è abbastanza decadente. A parte l’Inter, la Roma o il Como di Fabregas, anche top club come Juventus o Milan fanno fatica. Non mi meraviglia che Gorgone possa essere messo in discussione: è proprio il calcio italiano che fa fatica, anche a causa di un mercato che non finisce mai e preparazioni svolte a ranghi ridotti».

Il panorama regionale: «Catanzaro isola felice in Calabria»

Lo sguardo si è poi allargato alla mappa geografica del pallone calabrese, segnata dalle traversie di Cosenza, Crotone e Reggina. «E meno male che c’è il Catanzaro. Io me lo tengo stretto. La situazione a Cosenza è indescrivibile, un malato terminale di cui non si vede la fine. A Crotone ci sono altre difficoltà, anche se la società ha regalato tre anni di Serie A. Sulla Reggina, guidata da Lotito, spero torni presto dove le compete».

Il verdetto finale riconosce la solidità del progetto guidato da Floriano Noto: un club virtuoso in grado di rappresentare l’eccellenza sportiva dell’intera regione.

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