Una settimana intera. Michele Mignani non ne aveva ancora avuta una da quando si è seduto sulla panchina del Catanzaro. Tra l’esordio lampo a Benevento e il turno infrasettimanale contro il Padova, il tecnico ha dovuto limare, correggere e trasmettere concetti con il contagocce. Adesso, alla vigilia di Cesena-Catanzaro, il quadro cambia. Ai microfoni dei canali ufficiali del club, il mister traccia la rotta per la sfida del Manuzzi: «Mi aspetto una crescita generale, sia sotto l’aspetto collettivo che individuale. Rispetto alle prime due partite abbiamo avuto una settimana in più per conoscerci e abbiamo provato a inserire qualcosa di nuovo». La risposta, però, deve arrivare dal campo. Il perché di tanta attesa risiede nella necessità di tramutare il lavoro in punti pesanti.
«Una settimana in più per conoscersi»
Il calendario, finalmente, ha concesso una sosta. Mignani ha potuto lavorare sulla testa e sulle gambe dei suoi ragazzi, inserendo quei dettagli tattici che nelle prime uscite erano rimasti in sospeso. «Abbiamo avuto finalmente una settimana intera per lavorare e siamo riusciti a mettere qualcosa in più rispetto ai pochissimi giorni che avevo avuto inizialmente a disposizione». Il tecnico sa che non si tratta ancora di un lavoro approfondito, ma di un passo in avanti. Il Catanzaro visto contro il Padova ha mostrato segnali di vita, strappando un pareggio al Ceravolo. Ora serve la continuità.
La crescita passa dall’atteggiamento. Mignani non usa giri di parole: «Mi aspetto quindi di ritrovare sul campo il lavoro fatto durante la settimana e di vedere una prestazione di carattere». Un messaggio chiaro alla squadra, chiamata a scendere in campo con una mentalità diversa rispetto alle ultime uscite. La classifica piange, ma il tempo per invertire la rotta c’è. La settimana piena ha dato a Mignani la possibilità di plasmare il gruppo secondo le proprie idee, senza l’assillo del risultato immediato.
Il ritorno al Manuzzi e i due anni che pesano
Per Mignani, la trasferta di Cesena non è una gara come le altre. Al Manuzzi il tecnico ha vissuto due stagioni che gli sono rimaste dentro. «Tornare a Cesena sarà sicuramente un’emozione. Quando vivi due anni in un posto e fai un percorso che ritengo positivo, rimani legato alla città e alla tifoseria». L’affetto per la piazza romagnola è vivo, ma il professionista non si fa distrarre dai ricordi.
L’obiettivo, in Romagna, è uno solo: fare punti. «Non so quanto questa partita sarà diversa dalle prime due. Il nostro obiettivo deve essere quello di fare punti e provare a vincere, perché dobbiamo cercare di creare le condizioni per rimanere agganciati alle squadre che ci precedono». Il Catanzaro è ultimo, lo sa bene. Ma la distanza dalla zona salvezza non è incolmabile, a patto di trovare continuità di risultati. Il carattere, in questo senso, farà la differenza.
Il carattere come arma per uscire dal pantano
Il Catanzaro di Mignani sta cercando la sua identità. Le prime due gare hanno mostrato luci e ombre, con la difesa ancora troppo fragile e un attacco che fatica a concretizzare. La settimana di lavoro ha permesso al tecnico di intervenire su questi aspetti, ma la vera sfida sarà mentale. «In questo momento la nostra posizione è quella che è e mi aspetto sicuramente una prestazione di carattere e di voglia, per provare a portare a casa una vittoria».
Il messaggio è chiaro. Non basta giocare bene, serve vincere. Il gruppo deve ritrovare quella cattiveria agonistica che, in passato, aveva permesso al Catanzaro di competere contro avversari più quotati. La trasferta di Cesena è il primo vero banco di prova per il nuovo corso targato Mignani. La squadra ha bisogno di punti per respirare, ma soprattutto di certezze per costruire il futuro. Il carattere è il punto di partenza.
Il futuro e le prossime sfide
Dopo Cesena, il Catanzaro tornerà in campo per un altro impegno ravvicinato. Il calendario non concede pause, e le rotazioni diventeranno un fattore chiave. Mignani dovrà gestire le energie dei suoi uomini, cercando di recuperare qualche infortunato e mantenendo alta la concentrazione. La classifica è corta, ma il margine di errore si sta assottigliando.
La sosta per le nazionali offrirà un’altra finestra utile per lavorare, ma prima c’è da fare risultato al Manuzzi. La squadra ha dimostrato di potersela giocare contro chiunque, ma la continuità resta un miraggio. Il Catanzaro ha bisogno di una scossa, e Mignani è chiamato a darla. La sua esperienza e la sua capacità di gestire i momenti difficili saranno decisive.
Il tecnico chiude con una promessa implicita: «Proveremo a portare a casa una vittoria». Parole che i tifosi vogliono tradotte in fatti. Perché in Serie B, come in ogni campionato, contano solo i risultati. Il carattere è l’arma in più, il punto di partenza per uscire dal pantano. Il Catanzaro si affida a Mignani, e Mignani si affida al carattere della sua squadra. La risalita passa da Cesena.
