Cesena vs Catanzaro: Al Manuzzi mai semplice, arrivato il momento di essere CORSARI!

Il Catanzaro di Mignani, nel primo pomeriggio, affronterà il Cesena di Alino Diamanti. Per il nuovo tecnico giallorosso, sarà un ritorno da ex, dopo aver centrato i play off nella stagione 2024 25 ed essere stato inopinatamente scaricato, durante la stagione successiva. A causa degli isolati incidenti dello scorso anno, si sono adottate misure e restrizioni per i tifosi giallorossi. Nonostante tutto, ci saranno sugli spalti del Manuzzi, almeno 200 supporters catanzaresi..

È un’altra partita di importanza capitale per il Catanzaro e sembra addirittura pleonastico spiegarne il perché. Un inizio di campionato con 6 sconfitte, un pareggio ed una vittoria, non consentono più errori ed ogni gara diventa decisiva e delicatissima. Sia nel fortunato debutto di Benevento che, ancor di più nella gara casalinga con il Padova, Michele Mignani ha presentato una squadra finalmente coesa e soprattutto credibile tatticamente. Ha recuperato un uomo in più a centrocampo, togliendo il trequartista Pafundi e affiancando Koffi a Pietro Iemmello.

Quando le cose sono complicate, le dipani con la semplicità e il 3 5 2, da vecchio compagno di viaggio, non si accantona mai del tutto. Può sempre tornare utile e lo è stato, fermo restando che il tecnico genovese fa giocare le sue squadre anche a quattro dietro. Nell’ultimo quarto di partita con il Padova, ci si è appunto messi a quattro per tentare di vincerla, dopo il valzer delle sostituzioni. Per recuperare un uomo a centrocampo, le soluzioni sono tre: difesa a quattro, che va comunque prima allenata se la si deve adottare stabilmente; inserire un falso trequartista (Mosti) al posto di Pafundi, ad integrare come terzo Petriccione e il promettentissimo Tchaouna; adottare, come si sta facendo, il redivivo e vecchio amico 3 5 2.

Al di là dei numeri, che semplificano ma non spiegano tutto, è la filosofia di gioco, oltre alla determinazione e all’attenzione nei dettagli, a fare la vera differenza nel calcio. È sotto questo aspetto, il Catanzaro di Mignani, non è minimamente paragonabile al nulla tattico e caratteriale del Catanzaro di Gorgone. Questa è una squadra di gran lunga inferiore a quella allenata magistralmente da Aquilani. Chi scrive, lo sostiene sin dalla prima giornata, anzi da fine mercato estivo. Ma non è una squadra da ultimo posto e il modestissimo staff di Gorgone, ha sicuramente grandi responsabilità nell’averla fatta precipitare in una situazione così pericolosa e complicata.

Oggi si affronta una squadra che non ha certamente un passo da play off, ma che veleggia senza infamia e senza lode, in posizioni di classifica (al momento) tranquille. Si schiera con un leggibile e non irresistible 4 3 3. Pomeriggio dovrebbe scendere in campo così : tra i pali Siano, con linea a quattro formata da Ciofi, Gelli, Mangraviti e Frabotta; centrocampo a tre con Bisoli, l’ex Riccardo Pagano e Bohinen; in attacco Druventak, il capocannoniere Shpendi, vero leader tecnico e il pericolosissimo Fiori. Quest’ultimo, ex Mantova fino a gennaio 2026, passa poi al Frosinone su precisa richiesta di Alvini. Con I frusinati raggiunge la promozione in serie A, dando un importante contributo come subentrante dalla panchina.

Detto questo, la squadra di Diamanti non sembra affatto irresistibile e, pur non essendo il Manuzzi un campo storicamente favorevole, le condizioni per fare bene o essere addirittura CORSARI, sembrano poter esserci e vanno quindi perseguite con l’atteggiamento giusto. Il Catanzaro dovrebbe riproporre il 3 5 2 con Pigliacelli in porta e difesa a tre composta da Frosinini, Antonini e Imperiale; centrocampo con Petriccione play basso, ai lati Tchaouna e Alesi; Candela e Dorval quinti, con Koffi (se recuperato) e Piero Iemmello di punta. Scalpitano comunque Pecorino, Arditi e Buso. Quest’ultimo, lo diremo fino allo sfinimento, rappresenta una soluzione decisiva e non presente in rosa. È l’unico che salta netto e frontalmente l’avversario, creando quella superiorità numerica che nel calcio moderno fa la differenza e fa saltare i tatticismi. Almeno dalla panchina, merita continuità e minutaggio perché, tra l’altro, possiede anche un gran tiro.

E in questo senso, il nuovo corso tecnico, sta dimostrando di capirci molto, perché Buso è significativamente più utilizzato di prima. Non trascuriamo i possibili cambi a gara in corso e sia D’Alessandro che Mosti sono da considerare dei titolari aggiunti. Il recupero pieno di Mosti, sarà il vero tassello dirimente del Catanzaro, perché il valore del centrocampista toscano è indiscutibile. Per ora andiamo avanti così, facendo i passi giusti anche in questo pomeriggio romagnolo. E allora, che sia trasferta positiva e magari anche CORSARA!

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