Il processo di adattamento ai ritmi della Serie BKT richiede tempo e capacità d’impatto immediata. Andrej Pogacar ha vissuto le sue prime due settimane in giallorosso lavorando sodo sul campo, misurandosi con un calcio radicalmente diverso da quello a cui era abituato. Rivelazione ed entusiasmo si incrociano nelle prime dichiarazioni ufficiali rilasciate dal calciatore sloveno ai canali del club. Il nuovo innesto dell’US Catanzaro ha analizzato le ragioni che lo hanno spinto ad accettare la proposta calabrese, tracciando il quadro delle sue caratteristiche e descrivendo le prime impressioni avute all’impatto con la realtà italiana.
La scelta di Catanzaro e la filosofia di gioco
L’attrazione per lo stile tattico proposto dalle Aquile ha spinto il giocatore ad accettare la proposta senza esitazioni.
«Ho sentito parlare molto bene del Catanzaro. Ho saputo che giocano un calcio bellissimo, che costruiscono il gioco partendo dal basso con passaggi corti e un forte possesso palla. Quando ho saputo che erano interessati a me, non ho avuto dubbi sul volermi unire a loro. Ho sentito che hanno una tifoseria davvero fantastica e l’ho visto anche nella prima partita. Sono entusiasta di essere qui», ha spiegato lo sloveno.
Sul piano delle caratteristiche personali, la carta d’identità tattica appare ben definita: «Mi piace molto giocare la palla, mi piace passarla velocemente, mi piace avere il possesso. Sono un giocatore dinamico, mi muovo molto, presso molto. Amo il calcio».
Il confronto tra il calcio sloveno e quello italiano
L’impatto con gli allenamenti nel capoluogo ha rappresentato una scossa sul piano dell’intensità e dei ritmi di esecuzione.
«I giocatori in Italia sono incredibili: molto tecnici, tecnicamente bravi, tatticamente eccezionali. Giocano un calcio davvero fantastico. La loro intelligenza calcistica è altissima. Il calcio qui è molto differente. Qui succede tutto così velocemente. I giocatori si muovono velocemente e fisicamente sono davvero in ottima forma. Nel mio primo allenamento sono rimasto un po’ scioccato, perché c’è una grande differenza tra l’Italia e la Slovenia. Ma ora, dopo due settimane, imparo ogni giorno di più e mi sto adattando sempre meglio».
L’impatto con la piazza e la promessa ai tifosi
Oltre all’aspetto strettamente di campo, l’inserimento nel contesto cittadino procede nel segno dell’integrazione con l’ambiente.
«I tifosi sono davvero fantastici: stanno accanto alla squadra, la sostengono sempre. Che si vinca o che si perda, il loro supporto è incredibile. E poi la città è bellissima. Darò tutto me stesso per questo club. Quando avrò l’occasione, darò il cento per cento e lotterò fino alla fine, cercando di portare qualcosa di nuovo alla squadra e di aiutarla a raggiungere i nostri obiettivi», ha concluso Pogacar.
La crescita atletica dello sloveno offrirà allo staff un profilo dinamico e pronto a garantire soluzioni di pressione e palleggio nel prosieguo del torneo.
