Cogliamo l’occasione della nota di Massimo Tigani Sava, che parla di spostamento del centro di Catanzaro verso il quartiere Lido, per una riflessione seria sul futuro del capoluogo.
È innegabile che Lido rappresenti oggi una realtà dinamica dal punto di vista commerciale, turistico e della socialità. È una crescita che va riconosciuta e sostenuta perché costituisce una ricchezza per tutta la città.
Ma definire Lido il nuovo centro di Catanzaro significa trascurare ciò che realmente identifica una città: la sua cultura, la sua storia e i suoi luoghi simbolo.
Il centro storico continua a essere il cuore culturale del capoluogo. Qui si concentrano i musei, i teatri, i cinema, le biblioteche, i palazzi storici, le chiese antiche, le istituzioni e gran parte del patrimonio artistico e monumentale cittadino. È qui che si custodisce l’identità di Catanzaro, costruita in secoli di storia. L’unico presidio culturale di Lido è invece una semplice libreria, pur attiva e dinamica.
Detto questo, è chiaro che una città moderna non può essere considerata pienamente direzionale se è priva di un forte polo culturale. Lo sviluppo economico è fondamentale, ma senza cultura una città perde la propria anima e la propria capacità di attrarre persone, idee e investimenti.
Per questo motivo, ritorniamo che sia sbagliato alimentare una contrapposizione tra centro storico e Lido. Le due realtà devono essere complementari: il Lido continui a crescere come polo turistico, commerciale e dei servizi; il centro storico venga finalmente rilanciato come capitale culturale, istituzionale e universitaria della città.
Da anni sosteniamo una proposta concreta: riportare alcune facoltà universitarie nel centro storico. I contenitori certo non mancano e inoltre abbiamo più volte proposto l’ idea di un secondo Campus che raccolga i corsi di laurea del polo giuridico, umanistico, sociale ed economico nell’ area dell’ ospedale Pugliese ove mai lo stesso dovesse essere spostato a Germaneto. L’Università può e deve diventare il principale motore della rinascita. Migliaia di studenti riporterebbero vita nelle strade, sosterrebbero il commercio, favorirebbero l’apertura di nuove attività e renderebbero il centro storico un luogo di confronto, ricerca, innovazione e creatività.
Non è una visione nostalgica, ma una scelta strategica adottata da molte città italiane ed europee che hanno riportato gli studenti nei loro centri storici per contrastarne lo spopolamento e rilanciarne l’economia.
Catanzaro deve crescere come una città unita, nella quale centro storico, Lido e Germaneto rappresentino tre poli diversi ma complementari. Il futuro non passa dalla ricerca di un unico centro, ma dalla valorizzazione intelligente delle vocazioni di ogni quartiere.
Il centro storico non è il passato di Catanzaro: può e deve essere una parte fondamentale del suo futuro.
Claudio Pileggi
Fondatore dell’Associazione Cara Catanzaro
