Il copione si ripete con una puntualità disarmante. Ancora il minuto 95. Ancora una vittoria strappata dalle mani a ridosso del triplice fischio. Il recupero della 31ª giornata tra Catanzaro e Modena, andato in scena sotto la fitta nebbia del “Ceravolo”, si è chiuso sul 2-2 per mano di Pedro Mendes. Una mazzata psicologica che riapre ferite ancora fresche. I giallorossi si scoprono fragili proprio quando l’orologio dovrebbe suggerire massima concentrazione e spietata gestione del pallone. Il bottino sfumato impedisce l’allungo decisivo per il quinto posto, trasformando gli ultimi istanti di gara in una vera e propria fobia collettiva da sradicare prima dei playoff.
Un primo tempo dominato e l’illusione di Rispoli
L’avvio aveva raccontato una storia diversa. La formazione di Aquilani aveva azzannato la partita fin dal via, spinta dalla rabbia accumulata nelle uscite precedenti. L’illusione ospite su un colpo di testa di Cotali svanisce in fretta. Al quinto minuto Pittarello firma il vantaggio, insaccando l’ottavo centro stagionale sfruttando la carambola in area dopo un calcio d’angolo. Il VAR convalida. Il controllo del campo è saldo, ma un’amnesia difensiva permette ad Adorni di trovare l’incornata del pari al 28′.
Il botta e risposta non spegne la spinta calabrese. Rispoli diventa il protagonista assoluto del finale di frazione. Cerca l’uno-due con Liberali, penetra in area, sterza con cattiveria sul sinistro e deposita in rete il suo primo squillo in Serie B. Un gol che vale il momentaneo 2-1 all’intervallo.
La nebbia, i cambi e il blackout finale
La ripresa assume contorni quasi surreali. La scarsa visibilità rallenta i ritmi, avvolgendo il “Ceravolo” in un’atmosfera sospesa. Il Modena rimescola le carte inserendo Pyyhtia e Zanimacchia, mentre i padroni di casa perdono Iemmello per infortunio, sostituito da un Di Francesco sfortunato nel centrare subito la traversa. La partita scivola verso una conclusione apparentemente indolore per la retroguardia locale.
Il blackout si materializza all’improvviso, figlio di un calcio d’angolo mal gestito. Pedro Mendes, subentrato ad Ambrosino, sfrutta la dormita collettiva nell’area piccola e scarica sotto la traversa il pallone del pareggio finale. Nono gol stagionale incassato oltre il novantesimo. Un dato statistico che assume i contorni dell’emergenza.
La maledizione degli ultimi istanti
La sequenza è impietosa. Nelle ultime tre apparizioni, il traguardo è stato sempre tagliato dai rivali. Prima Matteo Pessina aveva gelato il tifo amico nell’1-1 contro il Monza. Poi la clamorosa rete del portiere Iannarilli aveva negato l’esultanza ad Avellino, sempre sull’1-1. Adesso l’incursione del portoghese.
Questa fragilità cronica nel gestire i vantaggi vanifica in parte l’accesso matematico ai playoff, traguardo raggiunto per il terzo anno consecutivo. Il pareggio mantiene i tre punti di distacco sul Modena (sesto), garantendo comunque il vantaggio negli scontri diretti.
Curare questo deficit di attenzione è l’unico vero imperativo per lo staff tecnico in vista della post-season, dove ogni errore si trasforma in un biglietto di ritorno senza appello.
