Zero punti dopo tre trasferte di fila e una piazza con i nervi a fior di pelle. Il direttore sportivo Ciro Polito si è presentato in sala stampa per fare il punto al termine della sessione estiva di calciomercato, prendendosi la scena in un momento delicato. L’obiettivo dichiarato del dirigente è spegnere i processi precoci e blindare il gruppo di Giorgio Gorgone, rivendicando la bontà delle scelte fatte per ricostruire la rosa. Un intervento a tutto campo che spazia dai problemi logistici dell’estate alle dinamiche di spogliatoio, con un appello accorato all’ambiente giallorosso per ritrovare equilibrio e compattezza.
La difesa delle scelte sul mercato e la gestione dell’organico
L’ampiezza della rosa non spaventa il direttore sportivo, abituato a gestire organici con quasi trenta elementi.
«Siamo in 28-29 giocatori, tra cui tre ragazzi arrivati dalla Serie D e un 2008 preso dalla Primavera del Monza. Preferisco avere un giocatore in più», ha spiegato Ciro Polito.
La ricostruzione estiva ha comportato rischi calcolati. Il dirigente ha evidenziato come ogni uscita sia stata accompagnata da un rimpiazzo immediato: «È stato il mercato più difficile. Prima di cedere Pittarello avevamo già bloccato Pecorino, mentre Mosti ha sostituito Pontisso. Ho cercato profili affamati e motivati. Ruggero è stato pagato un milione a gennaio, Candela è stato in Serie A. Non mi interessano i giocatori che vengono con presunzione solo perché hanno vinto un torneo al Nord».
Sulle dinamiche dei singoli, il diesse ha chiarito la posizione del centrale difensivo: «Antonini non è mai stato messo in discussione. È arrivata un’offerta importante e mi sono mosso per un sostituto, ma la trattativa si è interrotta. Matias è sereno, ha rinnovato e sul campo si vede». Risposte secche anche sulle corsie difensive: «Frosinini l’anno scorso era sempre il primo cambio, in Postiglione credo molto e Verrengia a sinistra si sta dimostrando tra i migliori. A destra Candela viene visto dal mister più come braccetto che come quinto. Eravamo in sette dietro, per questo ho ceduto Bashi».
In attacco la leadership resta salda nelle mani del capitano: «Brighenti è andato via per un problema familiare imprevedibile. Pietro Iemmello rimane il nostro elemento più rappresentativo, il centro del progetto. Ci risolverà ancora tante partite».
L’analisi dell’avvio e i condizionamenti estivi
L’avvio di stagione senza punti nasce da una combinazione di fattori, comprese le anomalie del precampionato e la serie di gare disputate lontano da casa.
«Sfido chiunque a portare una squadra con sedici o diciassette elementi nuovi e un allenatore nuovo a fare tre trasferte consecutive. L’assenza del nostro stadio per un mese è stato un ostacolo pesante. Se avessimo giocato due gare in casa, oggi parleremmo d’altro. Paghiamo la troppa voglia di vincere che ci porta a subire gol nei minuti finali, come accaduto tra l’85’ e l’86’ due volte su tre».
Il dirigente non nasconde i disagi vissuti nella preparazione estiva: «Avevo scelto Turati per la panchina, poi le cose sono andate diversamente ma senza alcuno screzio. Il ritiro ci ha condizionato: dodici giorni in sede, dieci fuori e zero amichevoli di livello. Ma non deve diventare un alibi. Il campionato è lungo e dobbiamo imparare a muovere la classifica anche con i pareggi».
Rimpianti, scommesse giovanili e il rapporto con Gorgone
Nel bilancio della sessione estiva rimane un solo vero rammarico per una trattativa sfumata sul filo di lana.
«Il grande rimpianto è Galazzi del Monza. L’ho seguito per un mese, la trattativa sembrava chiusa e poi ha scelto il Padova. Tra i giovani ho fiducia in Pogacar, visto l’anno scorso in Slovenia e preso a cifre contenute come alternativa a Petriccione: è un play dinamico che sa fare anche la mezzala. Anche Reita può venire fuori, ma per valorizzare i giovani servono i risultati».
La sinergia con la guida tecnica resta totale: «Ricerco sempre profili adatti alle idee del mister. Gorgone è soddisfatto della rosa. Mosti nasce come esterno d’attacco ma sa adattarsi a mezzala. Davanti volevo offrire più varianti: Buso non è mai stato in uscita e ho tenuto anche Arditi».
Un passaggio toccante ha riguardato le partenze e la risposta della piazza: «Resto deluso quando i giocatori scelgono di andare via alla prima occasione, mi chiedo se sbaglio a dare troppo sul piano umano. A chi è rimasto abbiamo proposto rinnovi seri. Vi chiedo umilmente di stare vicini alla squadra e di sostenerci. L’ambiente fa la differenza. Dobbiamo ritrovare l’unità senza vivere di ricordi o di sogni fuori portata».
Sostenere il nuovo gruppo attraverso la spinta del Ceravolo rappresenta la sola ricetta per trasformare le buone prestazioni in punti salvezza.
