Sette punti in tre giornate rappresentano un bottino pesante per un Südtirol ancora in piena fase d’assestamento organico. La vittoria per 2-0 conquistata al Druso ai danni dell’US Catanzaro premia il cinismo e la capacità di soffrire della formazione altoatesina. In sala stampa, il tecnico Davide Possanzini analizza il successo soffermandosi sulla caratura dell’avversario e sulle scelte tattiche che hanno spaccato la partita nella ripresa. Un’analisi lucida che tiene conto del forte caldo, dei nuovi arrivi integrati in extremis e dell’impatto determinante avuto dai cambi.
Il rispetto per il Catanzaro e la lettura del match
L’allenatore dei biancorossi rifiuta la narrazione di una prestazione esclusivamente rinunciataria, ribadendo l’alto livello di difficoltà nell’affrontare la compagine calabrese.
«Giocare contro il Catanzaro è difficilissimo», ha dichiarato Davide Possanzini. «Sono cinque anni che fanno questo tipo di calcio, hanno dominato l’anno scorso arrivando in finale play-off. Li abbiamo rispettati alla grande. Nel primo tempo abbiamo fatto fasi di possesso molto valide, pur mancando di qualità negli ultimi trenta metri. La squadra è al completo soltanto da due giorni dopo quaranta giorni di lavoro. Vincere anche in maniera diversa da come mi piacerebbe è un merito dei ragazzi. Nel calcio non si gioca sempre come vuoi tu: ci sono gli avversari e bisogna sapersi sporcare le mani».
Clima torrido e gestione delle energie
Il calo di ritmo registrato nella parte centrale della sfida trova giustificazione nelle condizioni ambientali incontrate al Druso.
«Il caldo era pazzesco, mi sono dovuto mettere all’ombra tre o quattro volte in panchina», ha spiegato il tecnico altoatesino. «Nel primo tempo eravamo più propositivi e aggressivi nel recupero palla. Nella ripresa il clima e il loro palleggio ci hanno costretto ad abbassarci. È stata una scelta dettata sia dalla tattica che dalle temperature. A piccole dosi sto vedendo quello che mi piace, spero di alzare il minutaggio in cui riusciamo a gestire la palla».
Le varianti tattiche e l’impatto decisivo dei subentrati
Le mosse offensive a gara in corso hanno spaccato l’equilibrio, portando alle reti nel finale. Possanzini evidenzia il valore delle alternative presenti in rosa, soffermandosi sulle prestazioni dei singoli.
«Con Vasco Lopes e Vasic c’è più palleggio, mentre con le due punte e Burnete diventiamo più verticali», ha sottolineato l’allenatore. «Avere queste varianti è fondamentale per me. Okoro è arrivato sei giorni fa dalla panchina in Serie A col Venezia: deve ambientarsi senza troppe pressioni. Mixtur è entrato benissimo e sono contento per lui. Con cinque cambi le partite si decidono con chi entra: quattro dei nostri sei gol complessivi arrivano dalla panchina. Le giocate come il passaggio di Zeroli e la rete di Mixtur nascono dalla qualità dei calciatori».
I 7 punti in classifica permettono al Südtirol di lavorare con serenità alla ricerca dell’identità definitiva, mentre il Catanzaro lascia Bolzano con la consapevolezza di dover ritrovare al più presto il cinismo perduto.
