“Mai avrei pensato di vivere emozioni così forti. Abbiamo vinto come squadra”: l’orgoglio di Gabriele Alesi

Tre reti pesanti, un posto da titolare conquistato con le unghie alla 30ª giornata e mai più abbandonato. La parabola stagionale di Gabriele Alesi racconta perfettamente l’evoluzione del Catanzaro. Arrivato in punta di piedi a titolo definitivo dal Milan durante la scorsa estate, il jolly offensivo classe 2004 ha saputo attendere il proprio momento, trasformandosi nell’arma tattica imprevedibile della trequarti giallorossa. Smaltita l’amarezza per l’eliminazione dai playoff di Serie B, il giovane talento ha scelto i propri canali social per tracciare un bilancio intimo e orgoglioso. Parole che certificano la saldezza di un gruppo capace di sovvertire ogni pronostico iniziale.

L’ascesa silenziosa e la svolta tattica

La pazienza è una virtù rara nel calcio moderno. I primi mesi in Calabria hanno rappresentato un fisiologico periodo di apprendistato per chi sbarca in cadetteria con le stimmate del vivaio rossonero. Poi la rottura degli indugi. Dalla trentesima uscita stagionale in avanti, il ragazzo ha letteralmente scalato le gerarchie, diventando una pedina inamovibile dello scacchiere offensivo. La capacità di cucire il gioco, unita a un’ottima propensione agli inserimenti in area di rigore, ha fruttato 3 marcature fondamentali. Una duttilità che ha permesso alla squadra di variare fronte d’attacco senza mai perdere stabilità o incisività.

Il messaggio social: l’orgoglio oltre il rammarico

Il campo ha emesso una sentenza dolorosa, interrompendo la rincorsa a un millimetro dalla massima serie. Il post condiviso in rete dal giocatore rifiuta categoricamente la retorica del fallimento. “Ce l’avevamo quasi fatta”, esordisce il trequartista, ammettendo lo stupore per l’impatto emotivo con la nuova realtà. “Quando ho firmato per il Catanzaro mai avrei pensato di vivere emozioni così forti”.

La riflessione si sposta subito sul valore dell’impresa compiuta in questi mesi di battaglie. Una rivendicazione netta del lavoro svolto. “Abbiamo vinto, abbiamo vinto come società, come squadra e come sportivi, abbiamo fatto parlare di noi ovunque”. Un manifesto di appartenenza che consolida la bontà del progetto tecnico, costruito valorizzando profili affamati e pronti al sacrificio.

La sinergia con la piazza e la dirigenza

I traguardi sportivi necessitano di architetture solide alle spalle. Il ringraziamento finale abbraccia l’intero ecosistema calabrese, partendo dallo spogliatoio per arrivare ai vertici societari. “Tengo a ringraziare i miei fantastici compagni con cui abbiamo costruito qualcosa di unico, il mister e il suo staff, al direttore che ha sempre creduto in tutti noi e al Presidente”.

L’ultimo passaggio è dedicato al fattore ambientale. L’esodo continuo dei supporter in ogni stadio d’Italia ha lasciato un solco profondo nella mente dell’atleta. “E poi voglio ringraziare voi tifosi, voi che ci avete supportato per tutta l’Italia facendoci sentire sempre in casa, che avete cantato e pianto insieme a tutti noi trasmettendo il calore e l’amore che avete per questi colori”. Il tutto suggellato da un ringraziamento a caratteri cubitali rivolto all’intera città.

Il processo di maturazione tecnica del ragazzo costituisce una delle note più liete del campionato appena andato in archivio. Blindato da un contratto a titolo definitivo, rappresenta il classico patrimonio societario su cui fondare il prossimo ciclo. Ripetersi in un torneo logorante richiederà conferme immediate e la spietata lucidità di trasformare la frustrazione di quest’anno in carburante agonistico. Affidare la trequarti al suo dinamismo garantirà brillantezza a un reparto chiamato a infiammare nuovamente l’esigente pubblico giallorosso.

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