Il centrocampista classe 2000 si trasferisce al Padova con cui si legherà con contratto triennale
Nel calcio moderno i calciatori vanno e vengono con la stessa facilità con cui cambia direzione il vento. Non ci si meravigli quindi se un calciatore anche a distanza di qualche anno dovesse decidere di cambiare aria pur avendo dimostrato attaccamento ai colori e alla piazza instaurando con la stessa un rapporto basato sulla stima e sul reciproco rispetto.
Così è stato anche per Marco Pompetti centrocampista classe 2000 arrivato a Catanzaro tre anni fa che, specialmente nei primi due, ha dimostrato di avere i numeri e le qualità per far bene.
Il grave infortunio subito nel precampionato scorso lo ha molto penalizzato costringendolo a star fermo per quasi tutta la stagione e al rientro le difficoltà sono state ben evidenti nel corso degli scampoli di gara disputati.
Il ragazzo ha deciso quest’anno fin dai primi giorni di ritiro di voler cambiare aria facendosi forte anche della richiesta da parte del Padova, pervenuta dopo pochi giorni.
La mancanza di stimoli e, diciamolo pure, la possibilità di un ingaggio più vantaggioso rispetto a quello attuale con la garanzia di un contratto triennale, per un giovane calciatore di 26 anni sono difficili da non prendere in considerazione.
Non sorprenda dunque la sua decisione, fermo restando che le nostre sono semplici supposizioni che lo hanno spinto a lasciare il Catanzaro. Le vere motivazioni, se ci sono, potrebbero essere di altra natura ma le disconosciamo né avrebbe senso conoscerle.
Resta il rammarico da parte della società e dell’intera piazza sulla scelta del calciatore che dopo essere stato atteso per l’intera stagione perché convinti di poter puntare su di lui per vederlo più forte dopo l’infortunio, le aspettative sono state vanificate e la realtà è stata ben diversa.
Mister Gorgone non ha fatto mistero di averlo voluto a disposizione perché convinto che il ragazzo sarebbe stato pronto per disputare la stagione della ripartenza con maggiori stimoli dopo un’intera stagione o quasi di sosta forzata.
Non commentiamo la scelta né vogliamo sollevare alcun tipo di polemica. Il nostro compito di cronisti c’impone di riportare la vicenda non conoscendo, come detto, quali possano essere state le motivazioni al di là di quelle supposte.
Condanniamo quindi i vari post e i tanti commenti che impazzano sui social dai toni esasperati e decisamente fuori le righe dissociandoci totalmente da coloro che ne sono stati autori.
Resta comunque il fatto che l’addio di Marco Pompetti non è stato il primo né sarà l’ultimo a far scalpore in questa estate rovente di calciomercato.
Chi non crede nel progetto Catanzaro, chi non ha motivazioni, chi non sposa la politica societaria non sarà certo trattenuto controvoglia.
Il Catanzaro e Catanzaro esigono rispetto e non devono essere considerati come una sorta di supermercato, né un porto di mare!
La stima, la fiducia, la riconoscenza, l’affetto non sempre sono ripagati ma si sa, nel calcio moderno è così. Facciamocene una ragione.
Buona fortuna Marco!
