Catanzaro 2026-27: Dettagli da sistemare, ma base e indicazioni molto positive

Analisi di Lello Talarico sulla prima uscita stagionale della squadre giallorossa, su alcuni aspetti tecnico/tattici e su tre possibili innesti di mercato

La partita di Coppa Italia Frecciarossa contro il Sudtirol, ha dato indicazioni positive, soprattutto come filosofia di gioco e atteggiamento dei calciatori. Il modulo adottato é il 3 4 2 1 che lo scorso anno ha dato soddisfazioni importanti. Con un pressing molto alto da parte di centrocampisti centrali e quarti di destra e sinistra. Pressing molto avanzato e aggressione immediata quando si perdeva palla, con gli esterni D’Alessandro e Candela ad attaccare la profondità, partendo spesso senza palla. Questo è stato un aspetto molto interessante, perché ha in parte surrogato la mancanza del partente Pittarello.

Da uno di questi lanci, spesso operati dallo stesso Pigliacelli, è arrivato il pari di Pafundi con splendido tapin volante su traversone dal fondo di D’Alessandro e velo da par suo del magico Capitano. E sul gol annullato a Mosti, stessa cosa dall’altra parte con protagonista Candela. Da sottolineare come l’ex Juve Stabia abbia attaccato la porta e concluso con il suo mancino mortifero alle spalle del portiere impotente. Peccato che ci fosse il fuorigioco di Candela in partenza, ma l’azione ha dato un saggio di come Mosti, con il suo sinistro e la sua cattiveria nell’ attaccare la porta, possa essere un fattore di questo campionato ormai alle portes.

Il gol di Iemmello è invece frutto di una pressione alta di reparto, con percussione centrale di Petriccione, respinta del portiere ed esecuzione da par suo di Pietro Iemmello per il vantaggio. Poi nell’ultimo quarto d’ora, troppi calciatori in condizioni improbabili, tanti cambi più o meno condivisibili, l’errore di postura di almeno tre calciatori che non salendo, tengono in gioco il calciatore avversario che poi realizza il pareggio definitivo, con la conseguenza evitabile della lotteria dei rigori.

Indicazioni della gara: manca un centrocampista anche fisico, completo sia nel palleggio che nello schermare, capace di affiancare Petriccione come faceva Pontisso, mentre Mosti è un incursore e non fa quel tipo di lavoro; un esterno offensivo con grande gamba e fisico, capace di agire su entrambe le fasce e di effettuare, alla bisogna, rientri anche molto profondi; un attaccante di peso, molto forte di testa, dotato anche tecnicamente e possibilmente mancino, perché Iemmello, Arditi, Di Francesco e Buso, sono tutti destri.

I tre profili, ma potrebbero esserci sorprese, sarebbero i seguenti: Luca Valzania che Gorgone ha allenato lo scorso anno a Pescara; Ciervo ex Cosenza, come esterno polivalente, con progressione e prestanza; Pecorino, attaccante mancino, capace tecnicamente e fortissimo nel gioco aereo, grazie ad un fisico da colosso.

Partirà sicuramente qualcuno, dando per certa quella di Pittarello, cui si aggiungeranno alcuni di scarso interesse per la società e che siamo davvero curiosi di capire se valgono qualcosa. Per uno di loro potrebbero aprirsi le porte della D, per altri quelle della più probante C e forse per il solo Buso quelle della serie cadetta, se si deciderà di privarsene ancora.

La rosa dovrebbe attestarsi su 22 giocatori di movimento, più due giovani e tre portieri. Totale, massimo 27 elementi, adesso sono 29, con 15 Over e 14 Under. Come è noto, i calciatori Over possono arrivare massimo a 18 unità, mentre il numero degli Under è potenzialmente illimitato.

Lasciamo al direttore Ciro Polito il compito di limare la rosa, tagliare i rami secchi e aggiungere quel che serve. A mister Gorgone quello di dare le giuste misure e motivazioni a gioco e calciatori. Con la fiducia e la certezza che poi tutto girerà intorno all’unico, imprescindibile e inimitable: il Capitano Pietro Iemmello!

Articoli correlati

Ultimi articoli