La classifica oggi fa male e cancella le buone intenzioni mostrate sul campo. Il penultimo posto in graduatoria con appena 3 punti conquistati nelle prime 5 giornate di Serie B racconta la crisi numerica dell’US Catanzaro, reduce dal doloroso 2-1 incassato al “Luigi Ferraris” contro la Sampdoria. La media di 0,60 punti a partita esige riflessioni immediate all’interno dello spogliatoio e ai vertici societari. La sosta per le Nazionali arriva come un’ancora di salvezza per riordinare le idee, ma il margine di errore per la guida tecnica si è azzerato dopo le 4 sconfitte incassate in questo avvio di campionato.
Il crollo di Marassi: l’illusione e la beffa in superiorità
La sfida di Genova ha evidenziato in modo plastico i limiti strutturali e di tenuta mentale del gruppo giallorosso. Passata in vantaggio a fine primo tempo grazie all’autogol di Gartenmann propiziato da un’iniziativa di Imperiale, la squadra si è progressivamente spenta nella ripresa.
Il pareggio di Lorenzo Insigne al 55′ ha incrinato le certezze calabresi, senza però scuotere la reazione degli uomini di Giorgio Gorgone. Neanche il cartellino rosso sventolato al doriano Abildgaard al 64′ ha cambiato l’inerzia del match.
In superiorità numerica per oltre mezz’ora, la manovra delle Aquile si è rivelata lenta, prevedibile e priva di ritmo. La frittata finale si è consumata all’85′, quando un marchiano errore d’intesa difensivo ha spalancato la strada a Begić per il gol partita blucerchiato.
L’infermeria piena e i limiti nelle rotazioni
I problemi tattici si intrecciano con un quadro sanitario tutt’altro che favorevole, arrivato a condizionare le scelte a gara in corso. L’assenza di Marco D’Alessandro, fermato da una lesione al retto femorale della gamba sinistra, ha tolto imprevedibilità sulle corsie esterne.
Si allungano anche i tempi per il rientro di Franck Tchaouna, ancora costretto alle terapie e indisponibile per il lavoro in gruppo. L’assenza di queste pedine ha ridotto le alternative offensive a gara in corso, esponendo la squadra a cali di rendimento netti negli ultimi trenta minuti di gioco.
La posizione di Gorgone e la linea della dirigenza
Il tecnico si è assunto le proprie responsabilità nel post-gara, definendo l’errore decisivo come un infortunio clamoroso e ammettendo che l’estetica non può più sostituire i risultati. Serve alzare le antenne.
Il presidente Floriano Noto e il direttore sportivo Ciro Polito mantengono un profilo d’equilibrio, considerando anche un calendario atipico che ha visto il Catanzaro disputare 4 trasferte nelle prime 5 uscite. La fiducia al mister resta confermata, ma si tratta di un credito a termine. Polito pretende un cambio di passo immediato sul piano dell’atteggiamento e della solidità difensiva.
Il test decisivo contro il Mantova al “Ceravolo”
La ripresa del torneo fissa una scadenza senza appello per il futuro della panchina giallorossa: domenica 11 Ottobre 2026 alle ore 15:00, lo stadio “Nicola Ceravolo” ospiterà la sfida della 6ª giornata tra Catanzaro e Mantova.
Un solo risultato a disposizione contro i virgiliani per scacciare lo spettro della crisi e ridare un senso alla stagione: sul prato di casa servirà la concretezza di chi sa che il tempo dei complimenti è finito.
