L’orgoglio di Aquilani: “Abbiamo lottato come leoni. Iemmello? Lacrime d’amore per la città”

Il catino del “Barbera” ribolliva dopo appena tre giri di lancette. Incassare una rete a freddo in una semifinale di ritorno avrebbe squagliato le certezze di chiunque. Non quelle del Catanzaro. Alberto Aquilani si presenta in sala stampa con il volto segnato dalla tensione agonistica di chi ha appena scardinato le porte dell’ultimo atto stagionale. Il tecnico romano fotografa una notte di trincea, lontana dalle consuete geometrie, dove i giallorossi hanno imparato l’arte della sopravvivenza. La lavagna tattica cede il passo all’orgoglio di un gruppo costretto a sporcarsi l’abito da sera per respingere l’assalto del Palermo. L’ostacolo Monza si profila all’orizzonte, ma le cicatrici siciliane valgono già una promozione morale.

L’estetica cede il passo al cinismo

La narrativa del bel gioco ha accompagnato la cavalcata calabrese fin dall’estate. Uscire indenni dall’impianto palermitano richiedeva ben altro. Il mister rivendica con forza la metamorfosi della sua squadra. “A volte tra noi si parlava del fatto che potesse mancare quella bruttezza necessaria in determinati momenti”, ammette senza filtri. Capire quando riporre il fioretto per impugnare la sciabola ha segnato il confine tra l’eliminazione e il trionfo. Di fronte c’era un avversario asfissiante per intensità e fisicità. Il piano partita originale prevedeva la ricerca del gol. L’impatto ambientale ha stravolto i piani. L’undici ospite ha assorbito lo svantaggio lampo senza scomporsi, ergendo un muro umano contro le folate rosanero. L’emblema di questa resistenza risiede nel volto di Favasuli, rimasto in campo fino all’ultimo respiro nonostante la probabile frattura del setto nasale. “Hanno lottato come leoni”, sentenzia la guida tecnica. Certe partite si vincono unicamente calandosi nel fango.

Lacrime, spavento e l’abbraccio con il Capitano

Il triplice fischio ha scoperchiato un vaso carico di pressione inespressa. L’immagine dell’allenatore che stringe un Pietro Iemmello in lacrime ha fatto il giro delle cronache in pochi minuti. Dietro quell’istante si cela l’anima del progetto tecnico. “È un’emozione difficile da spiegare. So quanto Pietro tenesse a questa vittoria e a questa città”. Un percorso viscerale. Il rientro negli spogliatoi ha però registrato attimi di pura apprensione. Un collaboratore dello staff, Fabrizio, ha perso i sensi nel tunnel, verosimilmente stordito da un petardo, richiedendo l’intervento immediato dei soccorsi. Il rientro dell’allarme ha permesso al gruppo di rimettere a fuoco i meriti sul rettangolo verde. Spicca il rendimento di senatori come Brighenti, insuperabile a dispetto dell’anagrafe, e l’approccio feroce dei subentrati come Di Francesco.

La leggerezza come arma contro l’ultima corazzata

I festeggiamenti sono durati lo spazio di una notte. L’orizzonte impone una rapida decantazione delle tossine. Il Monza rappresenta il ripido gradino conclusivo prima del salto di categoria. L’allenatore paragona la sfida a una vetta quasi conquistata. Manca un singolo frammento. Affrontare un organico costruito per vincere il torneo richiede strategie precise. La pressione penderà tutta dalla parte dei brianzoli. I giallorossi si aggrapperanno alla spensieratezza di chi non ha nulla da perdere. “Dobbiamo giocare a calcio meglio degli avversari”, chiarisce l’ex centrocampista. Snaturarsi cercando lo scontro fisico equivarrebbe a cedere in partenza. Il talento e la qualità tecnica rimangono la vera forza motrice da sprigionare contro i lombardi. Alle spalle spinge la fiamma di una provincia intera.

Il ritorno in Calabria misurerà la capienza del serbatoio energetico a disposizione per le ultime due battaglie. Centrare l’impresa massima dipenderà dalla capacità di unire il cinismo siciliano alle geometrie che hanno incantato il torneo. La maturità palesata nell’accettare la sofferenza certifica lo spessore di un gruppo diventato adulto nel momento di massima criticità. Il cronometro corre inesorabile verso un doppio confronto che metterà in palio molto più di una semplice coppa.

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