Il fischio finale di Marcenaro dissolve le ultime paure e certifica il verdetto atteso da tre giorni. Il Catanzaro è in finale dei playoff di Serie B. La sconfitta per 2-0 subita al “Barbera” non scalfisce il tesoretto accumulato nel match d’andata, premiando la maggiore solidità del gruppo guidato da Alberto Aquilani. I padroni di casa accarezzano a lungo il sogno della clamorosa rimonta, trovando un vantaggio immediato e accendendo un epilogo al cardiopalma. La tenuta nervosa dei giallorossi regge l’onda d’urto siciliana in un catino incandescente. La rincorsa alla massima serie passa adesso per l’ultimo, durissimo ostacolo lombardo.
L’avvio shock e la gestione dell’emergenza
L’impatto con il campo rischia di travolgere le certezze ospiti. Sono sufficienti 3 minuti a Pohjanpalo per sbloccare la contesa con una precisa incornata, ridisegnando le coordinate psicologiche del match. Il gol a freddo spezza ogni equilibrio tattico. La gara si infiamma improvvisamente su continui ribaltamenti di fronte. Ranocchia sfiora il raddoppio rosanero, mentre Liberali prova a scuotere i compagni sul versante opposto costruendo un’ottima occasione. Passata la violenta sfuriata iniziale, la formazione di Inzaghi abbassa fisiologicamente i ritmi. I calabresi riprendono campo. Congelano il possesso e disinnescano le trame verticali avversarie fino al duplice fischio.
Sofferenza, legni e il brivido di fine gara
Il rientro dagli spogliatoi ripropone lo stesso spartito. Il Palermo alza nuovamente la linea della pressione alla ricerca dell’episodio utile a riaprire definitivamente i giochi. Una pregevole girata di Palumbo si stampa sul palo, facendo tremare i polsi alla retroguardia giallorossa. La solidità del pacchetto arretrato sembra garantire una gestione serena degli ultimi minuti. Il calcio sfugge spesso alla pura logica difensiva. All’89′, un cross calibrato del solito Ranocchia trova l’inserimento puntuale di Modesto. Il secondo colpo di testa vincente della serata gela il settore ospiti e inaugura sei minuti di recupero da vivere in totale apnea.
Nervi tesi, cartellini e l’omaggio commosso
L’assalto disperato produce mischie furibonde ma nessuna reale palla gol per completare l’aggancio. L’agonismo tracima in aperto nervosismo. Pierozzi perde la testa al 93′, guadagnandosi un’espulsione che spezza l’inerzia palermitana. Le proteste della panchina rosanero per un triplice fischio giudicato prematuro accompagnano l’esplosione di gioia della tifoseria calabrese.
Prima del calcio d’inizio, il clima di altissima tensione sportiva aveva lasciato spazio a un momento di intensa e sincera commozione. L’intero stadio si è fermato per ricordare la piccola Alessia La Rosa. La curva Nord e la gradinata hanno esposto gigantografie della tifosa scomparsa a soli otto anni, accompagnate dalla scritta “Alessia vola”. Un lungo e scrosciante applauso ha unito le due tifoserie in un tributo toccante al termine della fase di riscaldamento.
L’orizzonte si tinge ora di biancorosso. Il Catanzaro, giunto quinto nella stagione regolare, si prepara ad affrontare il Monza di Paolo Bianco nell’atto conclusivo del torneo. Il calendario fissa la sfida di andata il 24 maggio al “Ceravolo”, con il ritorno in programma il 29 maggio all’U-Power Stadium brianzolo. La squadra calabrese ha già ampiamente dimostrato di sapersi esaltare sovvertendo i pronostici più complessi. Il paradiso calcistico dista esattamente centottanta minuti.
