La prima è andata: con autorevolezza, con sagacia, senza sbavature. Un 3/0 che fotografa perfettamente l’andamento di una gara giocata con rara intelligenza tattica, una partita nella quale l’Avellino ha spinto sull’acceleratore solo nei primi venti minuti prima di essere letteralmente sbranato dagli uomini di Aquilani, affamati come Aquile fameliche.
Pontisso con un’incursione alla Tardelli allo scadere dei primi quarantacinque minuti, Cassandro di controbalzo e il ritorno del Re su calcio di rigore nei minuti di recupero portano gioia e fanno crescere la speranza in una tifoseria che definire meravigliosa può sembrare quasi un’offesa. Nel mezzo anche un gol annullato incredibilmente a Di Francesco dal solito suggerimento invadente del Var.
Insomma, una partita da incorniciare nel segno di una consapevolezza che cresce sempre di più, sull’onda lunga di un linguaggio che che sembra più vivo che mai, con la gente che alla fine si abbracciava ebbra di contentezza. E’ il bello del calcio, soprattutto da queste parti, poiché è una passione che non si riesce a spiegare solo con le parole, una sorta di decalogo contemporaneo che si traduce in bellezza e complicità.
Bellezza come le giocate di un artista della palla come Liberali, i cui tocchi felpati sono come schegge impazzite per gli avversari; bellezza come le incursioni omicide di un centrocampista magnifico come Pontisso che squarcia il velo delle difese avversarie; bellezza come i colpi di genio di un Iemmello in versione Picasso che serve da par suo il Pitta con una disinvoltura pazzesca; bellezza come i dribbling di “motorino “ Favasuli che mette a sedere ogni calciatore che osa contrastarlo.
Non ci montiamo la testa- questo è vero – ma per una volta, lasciatecelo dire, sembra di stare in Paradiso e sembra che gli altri (leggi Palermo, prossimo avversario) forse qualche timore stanno cominciando ad averlo. Umili umili fino alla meta, a testa bassa e senza guardare in faccia nessuno.
Il primo ostacolo è superato, altri scogli più alti e acuminati ci attendono, ma noi siamo di tempra dura come l’acciaio. Appuntamento a domenica pomeriggio. Il Palermo è avvisato, non troverà un tappeto di rose. Forza Giallorossi.
