I volontari dell’associazione “Cara Catanzaro” hanno restaurato a loro spese i pannelli di piazza Mimmo Rotella che illustrano alcune delle più celebri opere del maestro dei “decollagès”. Li ringrazio di cuore perché quella installazione è nata da una mia idea, poi condivisa con l’indimenticabile architetto Franco Zagari e con il suo braccio destro ingegnere Nando Gabellini. Il tempo, gli agenti atmosferici, gli atti vandalici, la mancata cura, li avevano deteriorati.
“Cara Catanzaro” ha provveduto a ristampare le immagini e a ricollocarle al loro posto. Con i loro soldi, senza chiedere niente a nessuno (“la nostra rigorosa regola è non chiedere e non accettare finanziamenti pubblici”, mi dice il presidente Claudio Pileggi), hanno ridato dignità ad un sito che dovrebbe essere conservato amorevolmente dalla collettività. Ovviamente da Palazzo De Nobili non è arrivata nemmeno una riga di ringraziamento. Troppo impegnati, evidentemente, ad osservare le dinamiche della politica per occuparsi di questioni così marginali. Non è la prima volta che “Cara Catanzaro” interviene a difesa del decoro urbano. I volontari hanno cancellato decine e decine di scritte vandaliche sui muri di edifici storici, utilizzando sofisticati e costosi solventi. Li potremmo chiamare gli “angeli del bello”.
Ma ci sono stati, molto recentemente, altri angeli, quelli “del fango”. Sono quelli, numerosissimi, che si sono precipitati a Lido all’indomani della tremenda mareggiata che ha devastato il quartiere. Persone di ogni età e di ogni estrazione sociale, armati di stivaloni, guanti e badili per spalare le strade dalla sabbia e dai detriti. Hanno aiutato i commercianti più colpiti dalla furia del mare a rimettere in sesto i locali allagati, a mettere in salvo le poche cose risparmiate dalle onde. Una gara di solidarietà incredibile che è stata più efficace degli stessi interventi predisposti dalle istituzioni perché conteneva un elemento psicologico molto forte: l’amore disinteressato per la città.
Ci sono poi coloro che non si sono voltati dall’altra parte davanti alle difficoltà del nostro concittadino che affettuosamente chiamiamo da sempre “Orzoro”.
E poi ci sono i volontari che ogni giorno si prodigano negli ospedali, nelle cliniche, nelle mense dei poveri, nel recupero di persone a rischio emarginazione, nel servizio di Protezione Civile. Arrivano con il cuore dove le istituzioni non arrivano.
L’azione dei volontari – mi scuso se non ho citato tanti altri esempi lodevoli – rappresenta un lampo di luce in una città sofferente che ha bisogno di nuovi stimoli, di nuove energie, di nuove spinte per rinascere. E’ la testimonianza che ancora resiste una passione civile che è elemento fondamentale per una comunità. Una città non è fatta solo di palazzi e di strade: è fatta soprattutto di persone, di intelligenze, di sentimenti, di valori.
SERGIO DRAGONE
