Catanzaro-Monza, un tuffo nella storia: l’ultimo successo giallorosso nel 1989 firmato Massimo Palanca

In vista dell’attesissimo big match di Pasquetta, l’attesa febbrile non si respira soltanto sui Tre Colli, ma anche in terra brianzola, dove la stampa locale ha iniziato a sfogliare l’almanacco per inquadrare storicamente la sfida. A riavvolgere il nastro è stato il portale locale TuttoMonza.it, che nelle scorse ore ha riportato alla luce un precedente dal sapore antico, quasi mitologico, che certifica quanto tempo sia trascorso dall’ultima volta che il Catanzaro è riuscito a piegare i lombardi nel torneo cadetto.

Per ritrovare un successo giallorosso contro il Monza bisogna infatti viaggiare a ritroso nel tempo di ben trentasette anni. Un’era geologica, calcisticamente e storicamente parlando.

Il contesto: un 1989 che cambiò il mondo (e la Serie B)

Era il 1989. Come giustamente ricorda la testata brianzola, il mondo stava attraversando stravolgimenti epocali: i moti di Piazza Tienanmen, il ritiro delle truppe sovietiche dall’Afghanistan e, di lì a qualche mese (a novembre), il crollo del Muro di Berlino che avrebbe ridisegnato la geopolitica globale.

In questo clima di grandi cambiamenti, domenica 12 febbraio 1989 (calcio d’inizio alle 14:30), andava in scena al vecchio Stadio Comunale del capoluogo calabro – l’odierno “Nicola Ceravolo” – un tiratissimo Catanzaro-Monza, valido per il campionato di Serie B. A dirigere l’incontro fu designato l’arbitro Enrico Sanguinetti della sezione di Chiavari.

Un Monza stellare piegato dal sinistro di “O Rey”

Quel Monza, guidato in panchina da Pierluigi Frosio (che a fine stagione riuscirà a mantenere la categoria chiudendo al 15° posto), non era un avversario banale. L’undici titolare lombardo vantava una spina dorsale di primissimo livello, schierando giocatori che avrebbero poi calcato i palcoscenici più prestigiosi della Serie A e della Nazionale. In campo c’erano due leggende biancorosse come Fulvio Saini e un giovanissimo Pierluigi Casiraghi, supportati dal talento cristallino di Giovanni Stroppa.

Eppure, di fronte a un simile tasso tecnico, a decidere la contesa fu l’uomo simbolo, l’icona incrollabile della storia catanzarese. Al 6′ minuto del secondo tempo, fu Massimo Palanca a gonfiare la rete, firmando il definitivo 1-0 in favore del Catanzaro. Un lampo del numero 11, sufficiente per mandare in estasi il Comunale e piegare la resistenza brianzola.

Dal 1989 al 2026: la storia chiama la squadra di Aquilani

Oggi, a poco più di una settimana da un incrocio che vale una fetta pesantissima di Playoff nella corsa alla Serie A, rievocare quel 12 febbraio 1989 non è un semplice esercizio di nostalgia. È la dimostrazione di quanto incroci di questo calibro abbiano storicamente rappresentato momenti di snodo cruciali per la piazza giallorossa.

Il Catanzaro di Alberto Aquilani, chiamato a sopperire all’assenza pesante di capitan Iemmello, scenderà in campo a Pasquetta non solo per blindare il quinto posto, ma anche per aggiornare finalmente le statistiche. Trentasette anni dopo la magia di Palanca contro il Monza di Casiraghi e Stroppa, il “Ceravolo” chiede ai suoi nuovi interpreti di scrivere una nuova pagina di storia.

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