Il rientro di Oudin, la rete di Di Francesco e i meriti di Aquilani | Il pensiero di Antonio Ludovico

Non v’è dubbio alcuno che Catanzaro e Juve Stabia siano arrivati a questo appuntamento primaverile con obiettivi chiari e stati d’animo diversi, tra chi punta a consolidare una posizione di vantaggio e chi deve difendersi dalle inseguitrici. Le premesse – quindi – per una partita bella e scoppiettante c’erano tutte, come spesso accade negli scontri playoff anticipati.

Il tutto condito dalla situazione di incertezza delle vespe a causa del disimpegno del fondo americano Solmate. Particolare di non poco conto: il Catanzaro arrivava in terra campana senza cinque titolari, tra cui l’intero centrocampo e il capitano di mille battaglie (in panchina ben 5 ragazzini tra cui Castro classe 2009), ma gli uomini di Aquilani sono temprati e tenevano bene il campo, sia pure a ritmi blandi.

Ed infatti, le occasioni, specie nel primo tempo, arrivavano ed il vantaggio iniziale degli stabiesi (il solito Mosti) sembrava una palese ingiustizia calcistica. Il secondo tempo iniziava anch’esso al piccolo trotto, con un leggero predominio degli ospiti che – specie con un pimpante Rispoli ed un ritrovato Di Francesco- creavano le premesse per un pareggio che, sia pure colto nei minuti finali, rimetteva le cose a posto, ristabilendo un equilibrio che pareva sacrosanto.

1/1 e tutti a casa con la consapevolezza di avere acciuffato un punto contro una compagine che tra le mura amiche si fa rispettare da tutti, possiede ottime individualità, non regala niente a nessuno. Annotazione di servizio: si è rivisto in campo Remi Oudin, un giocatore dalle grandi doti tecniche che – se rimesso in sesto dal punto di vista atletico- non è secondo a nessuno, esattamente come Di Francesco, autore del gol.

Frecce acuminate che si aggiungono al carniere di un allenatore che – obiettivamente- sta facendo un lavoro i tutto rispetto. Forza Giallorossi.

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